domenica 20 dicembre 2020

Il castello di domenica 20 dicembre



ARBUS (SU) - Castello di Arcuentu

Situato sulla sommità del monte omonimo, a 784 metri sul livello del mare, il castello di Arcuentu (o Erculentu) viene fatto risalire al 1100, costruito all'interno di un bosco secolare. Venne dato nel 1164 in pegno da Barisone I de Lacon D'Arborea, re di Sardegna, ai Genovesi, unitamente al Castello di Las Plassas (già trattato dal blog...https://castelliere.blogspot.com/2014/01/il-castello-di-domenica-12-gennaio.html), in cambio dell’aiuto e del denaro prestatogli nella sfortunata vicenda della sua investitura imperiale a Re nominale di Sardegna. Il giudice, nell’intento di ottenere dall’imperatore Federico I Barbarossa il titolo di Rex Sardiniae, si era affidato ai genovesi. Venne nominato re in cambio di 4000 marchi d’argento anticipati dal Comune di Genova. Nel 1172, il castello, insieme a quelli della Marmilla, risultava ancora occupato dai Genovesi a garanzia dei loro crediti. In seguito alla morte di Barisone I di Arborea, divenne giudice il figlio Pietro I di Arborea. Nel 1189, Pietro, in cambio dell’estinzione del debito paterno, chiese ai suoi creditori la cittadinanza genovese. Dal 1192 il castello rientrò in possesso dei sovrani arborensi, seguendone la sorte. Si hanno notizie di un utilizzo del castello/monastero del Monte Arcuentu come arsenale militare. Non c'è certezza sull’anno in cui il castello venne trasformato in monastero della Congregazione vallombrosana. Documenti attestano che nel 1066 San Giovanni Gualberto inviò in Sardegna e in Corsica, Domino Arteo Bortichi con dieci monaci che avrebbero fondato tre badie, due di queste intitolate a San Michele e la terza alla Madonna di Drova. Il fatto che il monaco vallombrosano Eugenio Flammini nella sua “Cronichetta o epilogo cronicale” non avesse scritto il nome dei siti in cui vennero costruiti i monasteri comportò che il Monastero di San Michele di Thamis a Masullas fu da molti studiosi sardi confuso con quello del Monte Arcuentu (appartenente anch'esso all’ordine dei monaci vallombrosani). Si hanno testimonianze documentali risalenti al 1188 dell’esistenza dell’Abbazia di San Michele di Thamis dei Vallombrosani. Il credo di questo ordine era quello di restaurare il primitivo rigorismo Benedettino, distinguendosi da esso per la proibizione del lavoro manuale. Col prosperare dell’Abbazia di Thamis, i monaci Vallombrosani, fondarono un altro monastero, dipendente dalla stessa, sul Monte Arcuentu, e le prime fonti relative a questa trasformazione sono datate 1193. La chiesa di Monte Arcuentu viene nominata in 5 Bolle Pontificie dell’XI e XIII secolo ascrivibili rispettivamente a Papa Innocenzo III, due a Onorio III, una a Gregorio X e infine a Innocenzo IV. Nel 1342, frate Silvestro, abate di Thamis "faciente pro ecclesia S. Michaelis de Monte Orculenti" versò una tassa di quattro Massamutinos aurei e 10 lire di alfonsini. A partire dal XVI secolo le sorti del Monastero di san Michele di Thamis cominciarono prendere una brutta piega, forse a causa di un’incursione barbaresca o del diffondersi della peste, e con essa anche quelle del Monastero di San Michele del Monte Arcuentu. Francesco Cesare Casula nel suo Dizionario Storico Sardo, riporta la descrizione del castello. I sistemi murari perimetrali si adattavano alla conformazione del terreno su cui furono impiantati. Al castello si accedeva dall’unico ingresso collocato sul lato est del costone roccioso. Nei pressi del castello erano situate due cisterne, le stesse descritte da Vittorio Angius: la prima cisterna, sotterranea, si trova a settentrione ed è ricoperta da una volta a botte che serviva per la raccolta piovana, l’altra, di dimensioni maggiori, è ubicata nel lato opposto. Oggi è possibile ammirare soltanto i ruderi di quelli che un tempo dovevano essere gli ambienti del castello. Data la sua posizione, ubicata ai confini tra il Giudicato di Arborea e il Giudicato di Cagliari, il castello ebbe in passato un ruolo di difesa e di fortezza per gli arborensi. Alcune leggende ci parlano dell’Arcuentu: come quella di Luxia Arrabiosa, giovane di Guspini che un feudatario voleva sposare. Lucia rifiutò e lui la fece murare viva nel monte, insieme a un telaio d’oro. Oggi i pastori dicono di sentire il suo canto mentre tesse. Altri link: http://www.arbusturismo.it/it/territorio/da-vedere/luoghi/Monte-Arcuentu/, https://sardegnaeventi24.it/notizie/il-castello-di-arcuentu/

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Arcuentu, https://www.prolocoarbus.it/ProLoco-Arbus/il-castello-di-monte-arcuentu, https://www.sardegnaturismo.it/it/esplora/monte-arcuentu

Foto: la prima è presa da https://www.vistanet.it/cagliari/2020/07/06/lo-sapevate-sopra-monte-arcuentu-ci-sono-i-ruderi-di-un-castello-medievale/, la seconda è di Corrado su http://wikimapia.org/21697949/it/Castello-di-Monte-Arcuentu-ruderi

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