mercoledì 9 settembre 2026

Il castello di mercoledì 9 settembre

 



GUBBIO (PG) - Torre in località Nogna o di Sant'Angelo a Assino

Sorge isolata su un colle che sovrasta la piana del fiume Assino, tra la vegetazione, al confine tra i comuni di Gubbio e Umbertide, in un'area che in epoca antica e medievale richiedeva il controllo visivo delle vie di comunicazione e dei territori circostanti. All' ammodernamento di questo asse viario, transitato dall’antichità e dall’alto medioevo, già il Governo Pontificio prestò molta attenzione redigendo un Piano di collegamento dei due mari prevedendo la realizzazione d’un raccordo fra Tiberina e Flaminia. La struttura classica medievale che prevedeva oltre al mastio di difesa anche una chiesa ed un mulino qui è tipicamente rappresentata, infatti accanto alla torre è affiancata una chiesa e giù a valle un maestoso mulino a palmenti per cereali corredato da un’altra torre di fortificazione con tanto di ballatoio. La sua posizione di controllo in posizione dominante sul bivio Gubbio-Pietralunga era supportata dalla presenza dell’imponente castello di Carbonana (già trattato nel blog... https://castelliere.blogspot.com/2016/05/il-castello-di-venerdi-6-maggio.html) che essendo nel pendio adiacente comunicava a vista con questo.
Il fortilizio era di giurisdizione dell’episcopato eugubino e proprio nella seconda metà del secolo XIII, l’episcopato temette di subire un violento attacco al suo patrimonio da parte del Comune di Gubbio, pertanto cercò di reagire e di difendersi attraverso l’arma della scomunica; infatti il vescovo, nel 1257 lanciò l’anatema, oltre che contro i ladri, i falsari e i peccatori di ogni genere, anche contro coloro che si erano resi colpevoli di aver accettato il capitanato, la signoria o altre cariche nei castelli di Mons Episcopi (Montelovesco), Ana, Agnano, Saxum (attuale Colle Casale), Ploscanum, S. Angelo d’Assino e Monte S. Maria estendendo la scomunica anche a coloro che li avevano eletti e che li obbedivano. Nel 1282 però la sede vescovile si arrese e, senza alcuna dichiarata contropartita, tramite un accordo, cedette al comune la giurisdizione temporale (temporalis iurisdictio) di questi castelli oltreché Colle Casale e Trizanum aggiungendo inoltre le ville di S. Paterniano e Cerqueto. Il comune di Gubbio quindi con questa concessione cominciò a riorganizzare la difesa del suo territorio e nell’ambito della manutenzione delle fortificazioni presenti il Consiglio elesse un certo “Mathiolus Venture” e lo incaricò per la custodia e riparazione dei castelli verso Pietralunga: Castrum Carbonane, Nogne, S. Angelo de Assino. Dal XIV secolo il comune ne affidò la custodia ad un capitano e dai documenti troviamo l’8 agosto 1376
un certo Ser Antonius Nicolelli venne eletto capitano dei castelli di Carbonana, Sioli, S. Angelo de Assino lo sostituì poi nel 1431 Mariotius Nicolai de Eug. che venne nominato capitano “castrorum S. Angeli de Assino et Carbonane“. Addossato alle mura del castello c’era anche un palazzo nobiliare “Palatium Johannis Marcutii” di cui oggi non ne rimane alcuna traccia, però risulta dai documenti che il 15 aprile 1432 “Johannes Percivallis et Antonius Peri de Burgo” furono messi a guardia del palazzo “iuxta castrum S. Angeli de Assino” quindi adiacente le sue mura. Il legame fra queste due entità castellari che probabilmente costituivano un blocco unico, è confermato dalla nomina come castellani e capitani dei componenti di questa famiglia; infatti nel 1433 è nominato “Nob. Vir Johanries Marcutii” e negli anni successivi ne è confermato lo stesso “Johannes Marcutii“. Solo nel 1434 ci fu un vuoto per cui il castello si trovò sprovvisto di custodi e sentendosi in pericolo gli stessi abitanti si proposero di provvedere loro stessi alla guardiania con l’approvazione del Comune di Gubbio che accettò. Dell’antico castello rimane in piedi una torre ancora integra per gran parte della sua altezza, semicoperta però da edere e rovi; il “Palazzo Marcutii” di cui parlano i documenti invece è definitivamente scomparso e non se ne intravede alcuna traccia. Nella parte ovest il fortilizio era protetto da una ripida scarpata che proseguiva per quasi tre quarti del suo perimetro, mentre nella parte nord-est, quindi nella parte antistante il castello, ora si apre una ampia spianata ed era forse questo il luogo dove sorgeva la parte abitata del castello e il suddetto Palazzo. Altro rudere di abitazione, ma di epoca più recente, è ancora in piedi ma abbondantemente malconcio e semicrollato e si trova davanti l’ingresso della torre. Nella parte più ripida quasi a formare un tutt’uno con la torre rimangono tre pareti dell’antica chiesa di Sant'Angelo, mentre i resti del tetto e una parete sono dispersi nella scarpata sottostante. Davanti alla chiesa e a poca distanza era presente una cisterna per l’approvvigionamento idrico, ad oggi rimane una buca al piano del terreno scarsamente protetta e pericolosa. Ecco un video del sito (di FLYPINSULA) girato con drone https://www.youtube.com/watch?v=cpSiMVH77HQ. Altre foto della torre si possono trovare qui: https://www.facebook.com/groups/151013861596209/posts/10081411435223019/ 

Fonti: https://www.iluoghidelsilenzio.it/torre-di-santangelo-dassino-gubbio-pg/, https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/torre-di-nogna-gubbio-135349219, 

Foto: tutte e tre del mio amico e "inviato speciale" del blog Claudio Vagaggini  

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