domenica 31 gennaio 2010

ma perchè l'Italia è considerata una potenza mondiale?


come possiamo meritare una tale reputazione con tutto quello che non va? Ogni giorno dove ti giri, ovunque guardi, c'è qualcosa di sbagliato, che andrebbe cambiato radicalmente (migliorato è una parola troppo leggera...). Ovviamente posso parlare per Roma e dintorni, ossia dove vivo e dove mi capita di andare più frequentemente, spero di cuore che altrove le cose vadano meglio (ma ne dubito...). Vogliamo parlare dei treni e dei mezzi pubblici ? Sporchi, mal frequentati e poco sicuri, maleodoranti. I convogli che portano da Fiumicino a Roma sono in condizioni vergognose, tra un po' uno rischierà pure di prendersi qualche malattia salendoci!! Ma non c'è una ditta che ha in appalto la pulizia di quei vagoni ? Quanto prende per contratto? Quando effettua queste fantomatiche pulizie? Una volta all'anno? Ma si può tollerare che un turista che arriva a Fiumicino e voglia andare a Roma con quel mezzo debba ricevere un'accoglienza così? Che idea si farà di Roma e dell'Italia? E poi si sente parlare di opere mastodontiche come la TAV da realizzare con urgenza, come dice giustamente Beppe Grillo sul suo blog, solo per farci guadagnare sopra politici e ditte appaltatrici. Le risorse disponibili andrebbero investite per migliorare ed ammodernare quello che già c'è e che,ne son sicuro, è ciò che viene usato dalla maggior parte della popolazione. Che percentuale usa i treni "Freccia Rossa"? E che percentuale viaggia su treni regionali, intercity ecc.ecc.? Più passa il tempo e più mi convinco che chi ci governa pensi solo ai propri interessi e a quelli di una ristretta cerchia di persone, la cosiddetta elite, mentre dei bisogni della massa non se ne fa carico nessuno. E comunque c'è da dire anche che prima di rifare l'Italia, occorrerebbe rifare gli italiani. Molta, troppa gente è egoista e superficiale, te ne accorgi quando guidi per strada, quando cammini e vedi come di tenere puliti i marciapiedi utilizzando gli appositi contenitori per i rifiuti interessi a pochi, quando vedi le merde dei cani da tutte le parti, quando vedi le auto parcheggiate davanti ai passaggi per gli handicappati o in punti che non permettono la circolazione degli autobus, quando vedi che rispettare le file nei supermercati o negli uffici postali per alcuni è inconcepibile, quando vedi falsi invalidi godere di privilegi che non meritano, ecc. ecc. e potrei continuare con mille altri esempi di questo tipo. Cambierà qualcosa prima o poi? Boh....io non sono molto ottimista di vedere grossi miglioramenti a breve, ma mi auguro con tutto il cuore che li potranno vedere i miei figli e i miei nipoti nei prossimi decenni.

con certa gente me verrebbe voglia pure a me.....

mercoledì 30 dicembre 2009

una ragione per ogni cosa....

Buon 2010 a tutti !!


Eccoci arrivati ad un nuovo Capodanno, auguro a tutti i miei amici di trascorrere delle magnifiche ore dovunque si troveranno questa notte e che il 2010 possa portare loro tutto ciò che cercano o di cui hanno bisogno (chi di un lavoro, chi di una ragazza, chi di entrambi, ecc. ecc.). Io oggi rimarrò a casa con mia moglie, il suo pancione e mia figlia, intento a fissare al muro alcune librerie nello studio. Mi sento abbastanza giù perchè, se da un lato risparmierò un sacco di soldi per i megagalattici cenoni offerti nei locali per stasera che non mangerò (e questo è positivo), contavo però di festeggiare il nuovo anno con un po' di persone che potevano venire a casa nostra e che invece non verranno. Pazienza, sarà per l'anno prossimo. Chiudo con una riflessione che spero non rovini la voglia di festa di nessuno...ma che sento la necessità di esporre.
Che senso ha festeggiare il nuovo anno, se non sappiamo cosa ci riserverà ? Mi viene da pensare al Capodanno scorso e ai cittadini di L'Aquila intenti a celebrare l'arrivo del 2009 con balli e spumante. Avrebbero festeggiato sapendo che dopo pochi mesi avrebbero perso le loro case e alcuni di loro sarebbero passati a miglior vita?

domenica 27 dicembre 2009

attenzione al proprio TFR

dal blog di Beppe Grillo....

Il matematico e economista Beppe Scienza vi fa un regalo per il nuovo anno. Un consiglio che salverà il valore del TFR a chi non l'ha ancora affidato ai fondi pensione. Passate parola a tutti i lavoratori, vostri colleghi o amici, di tenersi stretto il TFR nel 2010. Quando arriverà una busta arancione con la richiesta di spostare il TFR nei fondi pensione rifiutate. Per raccattare qualche adesione in più ci sarà probabilmente il silenzio/assenso, quindi dovrete rispondere per forza. Il 6 giugno del 2007, ben prima della crisi economica, il blog pubblicò il post: "Il TFR mormorò" con gli stessi consigli: "Se lavori nel settore privato ed entro fine giugno non dici nulla, il tuo TFR finirà nel risparmio gestito. Un’avventura da far tremare i polsi. Da vent’anni i fondi comuni fanno perdere soldi. E i fondi pensione sono pronti a ripetere gli stessi disastri. Il silenzio assenso è una trappola. Cambiano le carte in tavola senza chiedere nulla. E’ il gioco delle tre tavolette con i soldi di una vita. Non è vero che costruiscono una pensione integrativa: danno il TFR in pasto all’industria del risparmio gestito.". Chi in seguito ha mantenuto il suo TFR in azienda ha guadagnato, chi ha investito in fondi ha perso una cifra!

Intervista a Beppe Scienza:

"L’ultima novità sul TFR ha suscitato molto sdegno, anche se in effetti non è la cosa più grave. La novità è che la Legge Finanziaria per il 2010 utilizzerà quei soldi che le aziende, anziché tenerli loro a fronte del TFR dei loro dipendenti, hanno dato all’Inps non è la cosa più grave, in quanto non tocca veramente la situazione dei lavoratori; purtroppo sono altre le cose che toccano o toccheranno o minacciano di toccare la situazione dei lavoratori.
La riforma bipartisan del TFR, decisa prima da Maroni e Tremonti con il governo Berlusconi e poi anticipata di un anno dal governo Prodi, è stata uno dei tiri più mancini tirati ai lavoratori italiani negli ultimi decenni.
Il vero inganno, il vero imbroglio, la vera falsità che viene diffusa dai vari economisti di regime è un’altra, ed è la base del discorso con cui si vuole convincere la gente a aderire alla previdenza integrativa e è questo discorso. Le pensioni saranno basse e quindi non sufficienti, per integrarle bisogna trasferire il TFR ai fondi pensione: bene, questa è una falsità bella e buona! Può anche darsi che le pensioni saranno basse, anche se è difficile prevedere tra 40 anni come saranno le pensioni, prevedere a distanza di 40 anni come saranno le pensioni, come saranno gli stipendi, come saranno i prezzi è praticamente impossibile. Ma anche se fosse vero che saranno basse, è falso che per avere una rendita aggiuntiva bisogna trasferire il TFR ai fondi pensione o a altri prodotti assicurativi: no, uno si tiene il TFR e, quando incassa la liquidazione, se vuole utilizza questa cifra per avere una pensione integrativa e, se quella cifra è più alta di quanto è rimasto invece a quel poveraccio che ha aderito a un fondo pensione, chi non ha aderito avrà una pensione integrativa più alta di chi ha aderito.
Ci sono dei campioni, nella non nobile arte di prendere in giro i lavoratori italiani che raccontano loro delle cose addirittura ridicole; prendo un esempio concreto, uno di questi campioni si chiama Marco Lo Conte ed è un giornalista de Il Sole 24 Ore, il bollettino quotidiano della Confindustria, in cui lui dice - cito da sabato 24 ottobre 2009 a pagina 4 di Plus24, il supplemento - che: “per chi non aderisce alla previdenza integrativa c’è la certezza roulotte, cioè la certezza di trovarsi, in vecchiaia, a vivere in una roulotte senza neanche il cibo per i gatti” e questo riguarderebbe 18 milioni tra i 23 milioni di italiani lavoratori dipendenti. Beh, dire che chi non aderisce alla previdenza integrativa è certo di finire a vivere in roulotte mostra soltanto che a Il Sole 24 Ore manca il senso del ridicolo.
Con il 2010 dovrebbero arrivare a tutti i lavoratori dipendenti delle buste, pare di colore arancione, ma l’aspetto cromatico è irrilevante, in cui si dice loro quale sarà presumibilmente la loro pensione. Il fine di queste buste arancioni è spaventare i lavoratori e indurli, spingerli a cosa? Ai fondi pensione o a altri prodotti assicurativi. Ecco, questo è quello che una persona prudente proprio non deve fare.
Dare i propri soldi ai fondi pensione vuole dire correre due rischi che con il TFR non si corrono: il primo rischio - e si è visto bene nel 2008 - è che un crack di mercati finanziari faccia scendere di valore quello che uno ha messo da parte; qui non si tratta di fallimenti, i fondi pensione non falliscono, anche i fondi comuni non falliscono, però possono perdere il 90% senza fallire. L’altro rischio che c’è è che riparta l’inflazione.
Quello che è sicuro è che, di fronte a entrambi questi due rischi, un crack dei mercati finanziari e il ripartire dell’inflazione, che magari possono anche capitare entrambi insieme, perché a volte le brutte notizie vengono insieme, chi si tiene il TFR è tranquillo, perché il valore del TFR non dipende dai mercati finanziari e, se viene l’inflazione, il TFR segue in maniera eccellente l’inflazione.
Ora, il ministro Sacconi ha più volte anticipato che: “si farà partire un nuovo periodo di silenzio /assenso”, cioè altri sei mesi in cui, automaticamente, se uno decide di no, i suoi soldi vanno nei fondi pensione.
Il TFR va bene per i lavoratori, va abbastanza bene per i lavoratori, va abbastanza bene per le aziende, però non fa guadagnare i banchieri, perché i lavoratori prendono i soldi dalle aziende e la banca non si mette in mezzo a fare la sua cresta; non fa guadagnare gli assicuratori, che non sono assolutamente nel gioco, non va guadagnare i gestori di fondi perché non gestiscono niente, non fa guadagnare i sindacati, perché non hanno a da mettere i loro uomini, come invece li mettono, nei fondi pensione per la gestione dell’amministrazione, non fa guadagnare i funzionari della Confindustria e delle altre organizzazioni del patronato, che invece nei fondi pensione mettono anche loro i propri uomini, non fa guadagnare i docenti universitari, non fa guadagnare gli economisti, perché il TFR va avanti per conto suo e gli economisti non possono fare consulenze, non possono essere nei consigli di amministrazione dei fondi pensione, non possono guadagnarci sopra. Insomma, il TFR è una cosa che va bene soltanto ai lavoratori e alle aziende, non fa guadagnare gli altri e gli altri hanno cercato di distruggerlo. Per fortuna non ci sono ancora riusciti!"

venerdì 25 dicembre 2009

Buon Natale a tutti !!!

domenica 20 dicembre 2009

un mito....troppo divertente !!!