giovedì 30 marzo 2017

Il castello di giovedì 30 marzo






SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP) - Torre Guelfa in località Porto d'Ascoli

Nel nome ricorda la concessione di Federico II del 1245, fatta alla città di Ascoli, per la costruzione di un porto alla foce del Tronto. Porto d'Ascoli apparteneva allo Stato della Chiesa e rientrava nella provincia denominata Marca Anconitana; il suo territorio giungeva al Tronto, secolare confine col Regno di Napoli, poi Regno delle Due Sicilie. Infatti vicino all'antico ponte di barche alla foce del fiume Tronto, nel 1847 fu posto l'ultimo cippo di confine (il numero 649) che indicava il confine tra gli stati pontifici e il regno delle Due Sicilie. Questi cippi in pietra, alti circa un metro e riportanti gli stemmi papali e borbonici, furono posti al confine fra i due Stati nel 1846 e 1847 partendo dalla foce del torrente Canneto (tra Fondi e Terracina) sul mar Tirreno e finendo appunto alla foce del Tronto sul mar Adriatico. La Torre guelfa si trova all'interno di una villa privata (Marchesi Laureati), ma si può scorgere dalla S.S. 16. Si tratta di una torre di difesa a base quadrata del XIV secolo con opera a sporgere costituita da beccatelli e piombatoi. Costituita in muratura a sacco con paramenti esterni ed interni in laterizio, era parte di una fortezza comprendente due grandi torri, sette torrioni con settanta merli. L'avevano costruita gli ascolani in dispregio dei diritti di Fermo che, in virtù di un privilegio rilasciato da Ottone IV nel 1211, aveva il dominio del litorale dal Tronto al Potenza. Tale privilegio stabiliva che nessuno, per la profondità di un chilometro, poteva costruire edifici né fortezze senza il benestare di Fermo. Ascoli però voleva uno sbocco sul mare e in tre anni costruì la rocca. Ma nel 1348 Gentile da Mogliano, con l'esercito fermano, pose l'assedio ed espugnò dopo 40 giorni la fortezza radendola al suolo. Fu però risparmiata la torre: appunto, la Torre Guelfa.


Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Porto_d%27Ascoli, https://www.comunesbt.it/Engine/RAServePG.php/P/294110010100/HH/1 (Notizie tratte da "Guida di S. Benedetto del Tronto" di Gabriele Nepi)

Foto: la prima è presa dalla pagina Facebook "Torre Guelfa" (https://www.facebook.com/pg/torreguelfasbt/photos/?tab=album&album_id=301420893387943), la seconda è presa da http://piceninelmondo.com/magazine-curiosita-picene/antico-porto-ascoli/

mercoledì 29 marzo 2017

Il castello di mercoledì 29 marzo




PARCINES (BZ) - Castel Stachelburg

Tipico castello medievale, costruito prima del 1300, fu residenza dei Signori di Parcines. Situato direttamente nel centro del paese, oggi è residenza della tenuta vinicola a coltivazione biologica del barone Sigmund von Kripp. In occasione delle degustazioni di vini organizzate settimanalmente (il giovedì) si possono ammirare la cantina con l’antico torchio e il cortile interno. La sala dei cavalieri può essere visitata durante i concerti.

Fonti: https://www.merano-suedtirol.it/it/parcines/alloggio/artikel/residenze-storiche-castelli-a-parcines-206/, https://www.merano-suedtirol.it/it/parcines/alloggio/artikel/lokalitaet/castello-stachlburg-2405/

Foto: la prima è presa da https://www.mondimedievali.net/Castelli/Trentino/bolzano/parcinesstachel01.jpg, la seconda è presa da https://www.merano-suedtirol.it/it/parcines/alloggio/artikel/lokalitaet/castello-stachlburg-2405/

martedì 28 marzo 2017

Il castello di martedì 28 marzo






ORIO CANAVESE (TO) - Castello

Di Orio si hanno notizie nel 1003, quando Arduino cedeva Orio al diacono di Ivrea. Durante il Medioevo restò dominio eporediese ma anche i Biandrate e il Marchese di Monferrato vi esercitarono diritti feudali. Presumibilmente durante il medioevo fu costruito, il cosiddetto "Castelvecchio", uno dei due castelli che sovrastano la collina. Questo si trova in direzione Sud-Est dove attualmente rimangono solo i ruderi avvolti nella vegetazione; il secondo di fine Settecento si trova sulla diagonale in direzione Nord-Ovest. Nel 1631 in seguito al trattato di Cherasco, Orio passò definitivamente ai Savoia che, anni dopo, riconobbero una parte della signoria al Conte Compans di Brichanteau distinta casata di origine francese, che nel 1833 cedette i propri diritti alla famiglia Sallier de la Tour che acquistava la residenza di Orio, conosciuta come il "Castello" con il relativo tenimento. Durante l'Ottocento il conte Vittorio si impegnò a perfezionare la coltura della vite oltre ad abbellire ed ampliare l'edificio con una nuova ala che costituisce la facciata principale; la cappella di S.Silvestro in stile neoclassico, ricca di affreschi ed eleganti stucchi, e la galleria che un tempo custodiva pregevoli quadri. Fu il marchese De la Tour a impiantare a Orio vigneti pregiati come il Borgogna e il Bordolese, perfezionandone la coltura e dando inizio alla viticoltura e alla produzione di vino: passione che vive ancora oggi nei vignaioli oriesi. Nel 1845 per beneficenza del Conte de la Tour, governatore di Torino, venne istituita una scuola femminile, a completamento di quella maschile già esistente. La famiglia de la Tour cedette il castello all'INPS negli anni venti che lo trasformò in ospedale militare dal 1928 al 1949 quando divenne preventorio per malattie polmonari. Trent'anni dopo, l'amministrazione decise di cessare l'attività destinando la costruzione ad archivio dell'U.S.L. prima del suo abbandono definitivo. Costruito nel XVII secolo, il castello è stato la residenza dei marchesi de la Tour a partire dal 1833. L’attuale palazzo fu iniziato sotto la reggenza di Madama Reale verso la metà del ‘600, e divenne signoria dei marchesi Birago, cui succedettero. Lesiona, Granari di Mercenasco, Compans di Brichanteau, conti di Ala, distinta famiglia di origine francese, la quale nel 1833 cedette il feudo a quello savoiarda Sallier de la Tour. Il maresciallo d’armata conte Vittorio Sallier, marchese di Cordon, affidò all’architetto Ernesto Melano di Pinerolo l’incarico di aggiungere un’ala del palazzo. Successivamente la contessa Marta Sallier de la Tour fece costruire una galleria al piano terreno, apportando ulteriori abbellimenti all’interno del castello, già ben decorato. Nel 1928 passò all’INPS; ed alla bella costruzione sei-settecentesca venne aggiunta, secondo lo stile dell’epoca, un’ala moderna in netto contrasto con il classicismo della preesistente architettura. Il grandioso complesso, che dall’alto del colle a quota 430 m domina l’abitato di Orio e le vallette sottostanti di Barone, Candia e Mercenasco, è immerso in uno splendido parco con alberi secolari e conifere stupende. Anni fa lungo la strada di accesso al colle, verdeggiavano i vigneti che con infinita cura vi aveva impiantato il barone De la Tour, traendo dai ceppi di Borgogna, e della Spagna quei vini divenuti famosi in Europa ed anche negli altri continenti; ora invece troviamo una folta pineta. Nel 1949 il castello fu trasformato in “ Preventorio per convalescenza da malattie polmonari” e dotato di 160 posti letto per ospitare altrettanti bambini di età compresa fra gli 1 e 14 anni. Venne anche dotato di moderne attrezzature, ma nel 1979, essendo diminuito fortemente il numero dei ricoverati, l’Amministrazione decise di cessare l’attività, mentre il personale veniva assunto in carico all’USL di Caluso. Il parco che circonda il castello è piuttosto ampio; una parte è costituita dalla pineta che corre lungo il viale d’accesso, dove anni fa il conte Sallier de la Tour aveva impiantato il vigneto, un tempo chiamata “ Regione delle Vigne”. Nella parte di parco subito vicino al castello, possiamo trovare piante piuttosto ricercate come due enormi faggi rossi unici nel circondario, un cedro del Libano, una sequoia, un pino strobus, dei carpini, diversi larici, tigli, pini secolari, un pino marittimo, dei bagolari, oltre tre cespugli di calicanto che fiorisce nel mese di gennaio con un intenso profumo. Pare che nel parco e dentro al castello ci sia un fantasma che s’aggiri di notte e pure durante il giorno. Un fantasma? Sì! Il fantasma di un bambino. In molti lo avrebbero sentito e qualcuno addirittura visto. Per approfondire leggere qui: http://soprannaturale.it/?p=10743. Ecco lo stato attuale dell'edificio, documentato da questo video di Albyphoto: https://www.youtube.com/watch?v=m_iYWkQ5voM

Fonti: http://www.comune.oriocanavese.to.it/ComStoria.asp, http://www.comune.oriocanavese.to.it/ComSchedaTem.asp?Id=38187

Foto: la prima è presa da http://lasentinella.gelocal.it/ivrea/cronaca/2011/11/14/news/un-progetto-per-l-ex-dispensario-1.1671286, la seconda è presa da https://12alle12.it/dizionario-del-turismo-cinematografico-53-castello-dispensario-orio-canavese-to-218618

lunedì 27 marzo 2017

Il castello di lunedì 27 marzo






SAN FELICE CIRCEO (LT) - Torre Olevola e Torre Vittoria

Torre Olevola, di 150 metri quadrati e articolata su quattro piani, ha un ampio giardino attorno. La prima volta che "turris Euole" viene citata in un documento storico è nel 1469. Troviamo inoltre una rappresentazione di questa torre in una mappa disegnata da Leonardo da Vinci raffigurante le zone sulle quali si doveva eseguire la bonifica al tempo di papa Leone X. La torre venne poi riedificata nel 1703 su ordine di Papa Clemente XI, e per questo è anche conosciuta come "torre clementina". Fino al secolo scorso ha avuto importanti funzioni d'avvistamento e difensive, per poi passare nelle mani di una fondazione genovese e nel 2016 essere messa in vendita, dopo che è sfumata l'idea di acquisto da parte del Comune, che tredici anni fa a tal fine commissionò anche  a un tecnico una stima. Nei pressi della torre è ubicata la stazione meteorologica di Capo Circeo, ufficialmente riconosciuta dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale. Il capitano Giulio Cesare Grillo la Torre, Provveditore Generale della Marina Pontificia, così descrive la sua posizione nel 1617 (quindi prima che venisse ricostruita):
« La Torre è posta alle radici del monte Cercello verso Ponente, scopre tutta la spiaggia de Caprolace, Fogliano, Foce Verde, Asturi, sino al Capo d'Anzi. .... è Torre di grandissima considerazione e del continuo vi stanno delli vascelli assai e particolarmente l'estate tutti li vascelli che uengono dalla parte del Monte le sera si fermano detta torre per hauer fondo capace di qualsivoglia galera o altro vascello et per assicurarsi dalli corsari. ».

Torre Vittoria ha un importantissimo valore storico. L’anno di costruzione risale al 1631. La torre prende il nome a seguito di uno scontro vittorioso contro una nave inglese. La struttura si estende su una pianura, nella spiaggia di Terracina. Per approfondimenti sulle due torri, suggerisco di consultare i due seguenti link: http://www.circei.it/torre-vittoria.html e

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Torre_Olevola, http://www.visititaly.it/info/960691-torre-vittoria-san-felice-circeo.aspx, http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/03/28/news/circeo_in_vendita_olevola_l_ultima_torre_costiera-136449164/

Foto: la prima, relativa a Torre Olevola, è di Egnoka su https://it.wikipedia.org/wiki/Torre_Olevola#/media/File:Torre_olevola.jpg; la seconda, relativa a Torre Vittoria, è presa da http://www.circei.it/files/Img_1392b.jpg

sabato 25 marzo 2017

Il castello di domenica 26 marzo






SAN FELICE CIRCEO (LT) – Torre Cervia e Torre Moresca

Torre Cervia fu fatta edificare nel 1563 da papa Pio IV per contrastare le frequenti incursioni dei saraceni, ma materialmente la costruzione avvenne ad opera dei signori di Sermoneta e San Felice Circeo. In particolare, essa fu costruita nella parte del promontorio più sporgente verso il mare in posizione di controllo della omonima cala. Conosciuta anche come "La Torraccia" per lo stato di rovina in cui giaceva, Torre Cervia veniva così descritta dal capitano Giulio Cesare Grillo, Provveditore Generale della Marina Pontificia: « Questa torre così chiamata perché le cervie in essa allevano i loro figlioli è posta nel mezzo del monte Cercello esposta a mezzogiorno. In detta torre si deve stare con ogni vigilanza per essere luogo molto pericoloso de corsari rispetto che sta addirittura delle isole de Ponza e Palmarola et in questo luogo il mare è profondo et ui possono stare vascelli assai et spesso si vengono a recoverare per il mal tempo, che se non fussero assicurati dalla custodia di questa torre molte volte sarebbero fatti schiavi. ». La torre fu distrutta nel 1809 e poi ricostruita nel 1947 per volere del Conte E. P. Galeazzi. Attualmente la torre-faro appartiene a privati. La Torre Moresca venne realizzata a seguito del Breve di papa Pio IV nel 1562. Nel 1593 la guarnigione della torre venne incolpata dalle autorità pontificie di connivenza con i briganti che sovente infestavano la zona. Ad ogni modo, il complesso venne definitivamente abbandonato nel 1809, e venne raso al suolo dai bombardamenti navali della flotta britannica. Oggi ne resta solo il basamento. Ecco un breve video sulla Torre Moresca (di Circeo: l’incanto della Maga Circe, figlia del sole): https://www.youtube.com/watch?v=-58ele8GHXc. Per approfondimenti sulle due torri, suggerisco di consultare i due seguenti link: http://www.circei.it/torre-cervia.html e http://www.circei.it/torre-moresca.html.
 Foto: la prima, relativa a Torre Cervia, è di @Ulisse su http://www.panoramio.com/photo/58529228;  la seconda, relativa a Torre Moresca, è presa da http://www.circei.it/torre-moresca.html

venerdì 24 marzo 2017

Il castello di sabato 25 marzo






SAN FELICE CIRCEO (LT) – Torre Paola e Torre Fico

Torre Paola è una torre costiera difensiva posta sul Promontorio del Circeo al confine con la lunga spiaggia di Sabaudia. Venne eretta nel 1563 per volontà di Papa Pio IV (1559-1565) ad opera dei signori di Sermoneta e San Felice Circeo per contrastare le continue incursioni dei pirati saraceni, completando un sistema difensivo che comprendeva, verso Roma, Torre Astura, Tor Caldara e Tor San Lorenzo. Il nome Torre Paola sembrerebbe derivato dall’antica chiesetta di San Paolo là esistente. In qualche antico documento è chiamata anche “Torre dell’Angelo di Paola” per la sua funzione di protezione esercitata dalla torre nei riguardi dei vascelli cristiani contro il pericolo dei corsari barbareschi. Insieme a Torre Fico fu la prima ad essere edificata, posta in un punto strategico a custodia della foce del canale emissario del Lago di Paola, divenendo parte di un sistema difensivo di sei torri. Già durante la sua costruzione subì il primo attacco da parte dei saraceni (che scesero dall'alto della montagna per cogliere la guarnigione di sorpresa) tanto che, per ovviare a future incursioni dalla rupe, venne modificato l'impianto originario, dandogli la particolare struttura a testuggine con struttura difensiva lato montagna. Nel 1604, dalla torre, si riuscì a cannoneggiare e a spingere alla fuga alcune navi turche. Nel 1773, come riporta l'archivio di stato, a Torre Paola vi erano 1 cannone da 10 con 15 palle, 15 casse di mitraglia e 15 di polvere, 1 cannone da 3/4 con 15 palle, 15 cassa di mitraglia e 70 di polvere; 1 cannone da 1 con 15 palle, 15 casse di mitraglia e 7 di polvere. Torre Paola ha conservato pressochè intatta la struttura originaria, a forma cilindrica con base scarpata e ingresso al primo piano, accessibile in origine grazie ad un ponte levatoio. La terrazza presenta un coronamento di beccatelli e caditoie cui si aggiunge, sul fianco rivolto verso il monte, una struttura “a scudo”, come già accennato in precedenza. Nel 1809, i soldati di presidio si opposero con il fuoco a navi inglesi e numerosi furono gli scontri e le vicissitudini che videro la torre coinvolta. Scontri che però, fortunatamente, hanno rispettato il suo aspetto originale, gravemente minacciato dalla trasformazione del complesso in area residenziale negli anni sessanta. Recentemente, la giunta comunale di San Felice Circeo ha deciso di avviare la procedura di esproprio della torre, che oggi risulta proprietà privata e che attualmente versa in un grave stato di incuria e abbandono, per poter realizzare al suo interno un museo delle Torri Costiere che racconti la storia ed il mito del Circeo e del territorio pontino (a tal proposito ecco il video di LAZIOTV1: https://www.youtube.com/watch?v=Jym5SmksGBE). Torre Fico fu edificata in forza di un “Breve” di Papa Pio IV nel 1562 assieme a Torre Paola, Torre Cervia e Torre Moresca a spese della famiglia Caetani, feudataria della zona. Venne ricostruita nel XVII secolo e infine abbandonata all'inizio del XIX secolo, dopo essere stata parzialmente distrutta dal cannoneggiamento di navi inglesi (1809). In seguito fu nuovamente ricostruita. Il nome, probabilmente, deriva dalla massiccia presenza di fichi d’india che ancora oggi caratterizzano lo sperone roccioso su cui sorge la torre. La torre è un ottimo punto di osservazione panoramico, verso tutto il litorale sud e verso le Isole Pontine, raggiungibile  a piedi in venti minuti con una suggestiva passaggiata, che dal porto sale ripida, attraverso la macchia mediterranea, oppure in automobile dal centro storico, percorrendo via del Faro. Per avere maggiori notizie storiche sulle due torri, suggerisco la consultazione dei seguenti link: http://www.circei.it/torre-paola.html e http://www.circei.it/torre-fico.html.


Foto: la prima, su Torre Paola, è di redelnulla su http://rete.comuni-italiani.it/foto/2009/89126; la seconda, su Torre Fico, è presa da http://meusphoto.altervista.org/prodotto/torre-fico-san-felice-circeo/
  

Il castello di venerdì 24 marzo






SAN FELICE CIRCEO (LT) - Palazzo Baronale Caetani

Oggi sede del municipio, fu costruito nel XIV secolo dalla famiglia Caetani. Alcune sale al suo interno sono decorate da affreschi risalenti ai primi dell’Ottocento. Il Palazzo, il cui primo nucleo si deve probabilmente a Guglielmo Caetani, sorge nel punto strategicamente più importante del paese e dove anticamente doveva esistere una fortezza e si appoggia e comunica con la Torre dei Templari e, dietro questa, va a saldarsi in un corpo unico con il vecchio Convento. L'ultimo piano fu però aggiunto dal Poniatowsky ai primi dell'Ottocento. II piano superiore della torre è probabilmente opera anch'esso del principe polacco. Termina con un coronamento a beccatelli. Il sistema piombante appartiene al passato. Lo vediamo ancora usato nelle torri costiere, benché fossero in pieno sviluppo le armi da fuoco. Prima il "mastio" terminava con una merlatura guelfa (sulla fronte cinque grossi merli), ancora chiaramente rilevabili, sul davanti e sui lati est e ovest, al limite inferiore del quadrante dell'orologio. L'orologio fu collocato sulla torre dal Poniatowsky, ma la campanella non rimane esattamente al centro, poiché i piombatoi, in uno dei quali è stata inserita, sono di numero pari. Ciò ci aveva fatto avanzare l'ipotesi che la costruzione del coronamento e quindi di tutto il piano superiore della torre, potesse risalire a un tempo anteriore. Ma non ci sembra una prova determinante: l'idea di collocare l'orologio sulla torre e quindi di inserire la campanella in uno dei piombatoi potrebbe essersi affacciata solo a lavori ultimati, per ragioni di pubblica utilità. Probabilmente si deve pure a Guglielmo Caetani, se non l'apertura, almeno la sistemazione della Porta ad arco nel lato ovest, dove ancora oggi è l'accesso principale al paese, e dove, anche al tempo dei Romani, veniva a immettere (e immette) la Via XXIV Maggio. Questa Porta, resa accessibile anche ai carri, era difesa da un ponte levatoio. Aveva una duplice chiusura, la prima esterna, l'altra interna, al limite del fornice, consistente in una caditoia, che, una volta calata, sbarrava l'accesso nel caso si fosse riusciti a forzare la prima entrata. Inoltre nel soffitto dell'androne erano praticati dei fori, visibili tuttora, per lanciare proiettili oppure versare liquidi incandescenti contro l'invasore imbottigliato tra i due sbarramenti. Ci resta una preziosa testimonianza della fine del Seicento... ("la suddetta Terra è circondata da muraglia e non si puole entrare che da una porta, nella quale è un gran ponte levatore sopra il quale passano tutte sorti di bestie per servigio di essa terra, con ogni commodità" (sic.) (4). Anche alla metà di questo stesso secolo (a. 1653) abbiamo testimonianza indiretta di questa unica porta in una lettera del Duca Francesco al Governatore di S. Felice: "A Santa Felice non c'è se non una porta..." (5) (C. Miscel. 150, p. 52). e due anni prima questi stesso, rispondendo al Governatore riguardo al pericolo di un assalto da parte dei corsari, scriveva: "Fate star avvertito che si alzi il ponte e pigliateli la chiave della porta, che così non c'e pericolo: come la gente non può uscire, non dubbitate (sic), se fossero 300 Turchi" ... (6). Da tutto questo sembra potersi dedurre che l'altra porta del paese, che guarda verso Terracina, ad arco ogivale, (oggi Antica Porta) doveva essere, se non murata, come sarà in seguito, almeno chiusa permanentemente o quasi, sebbene ciò sembri contrastare con quanto e rappresentato in una pianta urbana del 1680, in cui è indicata con una doppia linea punteggiata, all'inizio e alla fine del fornice. Probabilmente questa porta fu murata per ragioni strategiche, perché lontana rispetto al nucleo fortificato e quindi difficile da difendere in caso di attacco nemico. Pensiamo all'attribuzione, almeno del piano inferiore, del Palazzo Baronale a Guglielmo (oppure agli immediati successori), anche per una innegabile somiglianza della pianta generale di esso con il Castello di Sermoneta (porta con ponte levatoio del paese, lato ovest con torre rotonda all'angolo, lati sud e est, cortile interno, torre dei Templari, piazza attuale del paese sulla fronte e mura perimetrali della "Vigna della Corte", allora tutto uno spiazzo, senza l'ingombro delle due ali di fabbricati, a nord, costruiti posteriormente. La struttura di questo Castello, come appare oggi, è in gran parte dovuta alle novità apportatevi dai Borgia (fu dimora di Lucrezia), tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento, e ad esso sembra essersi ispirato anche il progettista del Castello di S. Felice. Di pianta pressappoco semicircolare, sorge sulle mura perimetrali del paese presso l'angolo sud-ovest, rinforzato da una piccola torre rotonda, e internamente si affaccia su un bel cortile, delimitato, ad est, dalla Torre dei Templari, che qui si eleva in tutta la sua imponenza e, sulla fronte, da un baluardo che da sulla piazza principale del paese, sul quale in seguito fu edificato l'ex Palazzetto Comunale. Altro link suggerito: http://www.dr-costruzioni.com/progetti/palazzo-baronale

Fonti: http://www.comune.sanfelicecirceo.lt.it/manifestazioni/manifestazioni_action.php?ACTION=scheda_turismo&cod_turismo=20, https://www.iluoghideicaetani.it/2015/06/05/il-circeo-nella-leggenda-e-nella-storia-palazzo-caetani/, http://www.sanfelicecirceo.net/cstorico.shtml

Foto: sono entrambe di Pierluigi su  
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