mercoledì 29 settembre 2010

Il castello del giorno



BARLETTA (BA) – Castello Svevo

Il castello di Barletta fu costruito molto probabilmente nel periodo normanno, e ne appare traccia per la prima volta in un documento del 1202. Numerose sono le impronte lasciate sulla fortificazione pugliese dai diversi popoli succedutisi nei secoli: l'intervento federiciano è testimoniato dal corpo di fabbrica posto sul lato sud con due finestre che recano scolpite nelle lunette l'aquila imperiale che stringe tra gli artigli una lepre, motivo ricorrente nel repertorio iconografico svevo. Nel periodo angioino, i lavori, decisi da Carlo I nel 1269, si protrassero per diversi anni, fino al 1291, e videro l'intervento dell'architetto regio Pierre D'Angicourt, lo stesso che ampliò il castello di Lucera. In questa occasione si ristrutturarono il corpo di rappresentanza regia ed il palazzo, si costruì la cappella e si rafforzò militarmente il complesso costruendo una cinta muraria con una torre rotonda posta ad angolo. Gli Aragonesi tra il 1458 ed il 1481, rafforzarono la cinta muraria e successivamente, per ordine di Carlo V, il castello assunse la configurazione ad impianto simmetrico con quattro bastioni angolari a lancia ed aperture di fuoco disposte radialmente e lungo le cortine, adeguandosi ai canoni di fortificazione dell'epoca. Venne rinforzata la zona verso la città, più esposta a possibili attacchi, si intervenne sul lato di levante, sullo spigolo sud-est e sulle cortine murarie. Altri interventi si sono susseguiti nel corso dei secoli fino ai recenti lavori di restauro, iniziati nel 1970 e conclusisi da poco. Il risultato di questi lavori offre la possibilità di riuso del castello ad esempio come centro culturale.

martedì 28 settembre 2010

Il castello del giorno



CANNERO RIVIERA (VB ) – Castelli Borromeo

Alla fine del 1300 le condizioni deplorevoli del Ducato di Milano non permettevano un controllo delle tirannie locali e delle lotte fra le diverse fazioni. Su due isolotti situati nelle vicinanze di Cannero c'erano due castelli, costruiti fra il 1200 e il 1300, detti "Malpaga", abitati verso la fine del XIV secolo dai cinque fratelli Mazzardi, detti "Mazzarditi", originari di Ronco i quali, approfittando della divisione allora esistente tra le opposte fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini, per parecchi anni tennero a ferro e fuoco tutto il litorale. Con l'elezione di Filippo Maria Visconti a nuovo Duca di Milano, gli avvenimenti presero una piega diversa: il Signore, di fronte alle suppliche del popolo del lago, inviò 500 uomini per sconfiggere i Mazzarditi. Nell'anno 1414, dopo aver perso quasi tutti i loro domìni, assediati nel loro castello Malpaga e stremati dalla mancanza di vettovagliamento, i ladroni si arresero. Nel 1441 le isole divennero proprietà dei Borromeo, concesse dal duca Filippo Maria al conte Vitaliano I figlio di Filippo I Borromeo e Franceschina Visconti. Il conte Lodovico Borromeo, nel 1519, fece edificare sulle rovine delle isole una rocca fortificata, denominandola "Vitaliana", in onore della famiglia padovana capostipite dei Borromeo. Dopo la morte di Lodovico la rocca fu progressivamente abbandonata a se stessa: ebbe così inizio la sua inevitabile rovina.

lunedì 27 settembre 2010

Il castello del giorno



BALSORANO (AQ) – Castello Piccolomini
Il castello, così come si ammira oggi, fu eretto, sulle fondamenta di altra antica e diruta struttura, da Antonio Piccolomini, nipote di papa Pio II e genero di Ferrante Secondo, intorno all'anno 1460, come punto strategico della Valle Roveto e della bassa Marsica, appartenente alla contea di Celano.
Agli inizi del 1700 la famiglia dei baroni Piccolomini si estinse e la baronia di Balsorano passò sotto il dominio del barone Testa, nobile romano i cui discendenti si riapparentarono, in seguito, con i discendenti Piccolomini. Nel 1850, il castello e le terre divennero del possidente francese Carlo Lefebvre, il quale, per aver promosso le industrie cartarie del Liri, nel 1854 fu fatto conte da Ferdinando II di Borbone. I successivi proprietari del castello seppero mantenere decorosamente tutto il complesso per l'amore dell'arte e l'appagamento dei turisti, come ad esempio con gli onerosi interventi di riparazione dei danni causati all’antico maniero dal disastroso terremoto del 13 gennaio 1915. Il castello, dalla spiccata merlatura delle sue mura e dalle possenti torri cilindriche angolari, dal 1960 è adibito ad albergo ristorante.

domenica 26 settembre 2010

Il castello del giorno



IL CASTELLO DI PORCIANO A STIA (AR)

Fu uno dei primi insediamenti dei Conti Guidi, famiglia che ebbe grande importanza in Toscana ed in Romagna fino al X secolo. Tra i numerosi territori sotto il loro dominio vi fu la valle dell’Arno casentinese dove essi posero le loro principali residenze in Romena, Porciano e Poppi. La possente Torre Palazzo di Porciano ancora dotata di merlatura guelfa, la più grande del Casentino con i suoi 35 metri e sei piani di altezza, si innalza fra i resti della cinta muraria, due torri, quella occidentale trasformata in campanile della chiesa del paese, e due porte, una a nord e una a sud. Guardando questo maniero di ridotte dimensioni oggi può addirittura sembrare impossibile che nel medioevo fosse un punto nevralgico della regione. Eppure la 'corte' di Porciano era frequentata da cavalieri, nobili e ambasciatori, i mercanti provenienti dall'est dovevano passare sotto le sue mura per recarsi a Firenze e un'Imperatore confidava nella sua alleanza per sottomettere la potente Signoria Fiorentina. Fra i personaggi le cui vicende si intrecciarono con questo castello c’è anche Dante Alighieri che, durante il suo esilio casentinese, vi venne con certezza ospitato più volte dai Conti Guidi. L’intenzione di Dante era quella di convincere la potente famiglia, che da sempre osteggiava i guelfi Fiorentini, ad appoggiare l'appena incoronato Imperatore Arrigo VII e a schierarsi apertamente dalla parte ghibellina. Le cose non andarono a buon fine, i Conti Guidi non mantennero le promesse di fedeltà fatte all'Imperatore, e il poeta immortalò il suo disprezzo per i traditori nel XIV° canto del Purgatorio della Divina Commedia. Questo causò la vendetta dei Guidi che imprigionarono l'Alighieri proprio in una delle stanze del castello. Nel 1349 Porciano e le sue terre si posero sotto la protezione di Firenze, sotto il cui dominio passarono definitivamente nel 1444. La rovina del castello iniziò nel XVI° secolo in contemporanea con la crescita del paese di Stia, posto a valle, molto più comodo per il commercio. Il fortilizio, carico di anni e di storia, era già in precarie condizioni quando nel XVIII secolo venne acquistato dai conti Goretti de’Flamini che ne curarono il restauro dopo averne impedito il crollo a seguito al terremoto del 1919. In seguito, alcuni scavi archeologici hanno permesso il recupero di reperti atti a ricostruire le fasi di sviluppo del castello. Dal 1966 al 1978 vennero eseguiti interventi di restauro e ripristino. La parte superiore della torre è privata, mentre i due piani inferiori sono aperti al pubblico.

sabato 25 settembre 2010

Il castello del giorno



CASTELLO BONSECOLO DI FELLINE (LE)

E’ situato nel borgo antico di Felline ed è certamente uno dei manufatti più interessanti tra le opere fortificate del Salento. Risalente al XII secolo, questo tipico Castello baronale a pianta rettangolare è stato ristrutturato e ammodernato nel corso del XVI secolo. La sua costruzione è quasi interamente dovuta alla nobile famiglia dei Bonsecolo, primi feudatari di Felline. Il castello occupa una posizione strategica, infatti ha il cassero con due torri quadrangolari rivolte ad ovest per l’avvistamento dei pericoli che venivano dal mare. Vi sono poi altre due torri a pianta circolare dal lato opposto. Caratteristica è la facciata austera arricchita da un elegante portale e l’ampia loggiata soprastante decorata da bellissimi mensoloni in carparo. Fu dimora di illustri famiglie patrizie, tra cui quelle dei Tolomei, dei Pignatelli e dei Beltrano, che diedero lustro e splendore al castello. Il maniero nonostante gli oltraggi del tempo e alcuni eventi sismici, non ha riportato particolari danneggiamenti all’infuori di una lesione con relativa infiltrazione di acqua nella torre di Sud-Ovest. Diverse sono le manifestazioni a carattere culturale che vi si svolgono, prevalentemente in estate, come ad esempio una mostra annuale di figurine sacre.

Foto: scattata da me sul posto

Il castello del giorno



ROCCA ESTENSE DI SAN MARTINO IN RIO (RE)

Sul luogo dell’attuale rocca, i Canossa edificarono un castello nel secolo XI, ma questo venne distrutto nel 1157 dall’imperatore Federico Barbarossa. Fu poi ricostruito con torri poderose, mura e fosse piene d’acqua e appartenne ai Roberti di Reggio Emilia. Intorno al 1420 passò sotto il dominio degli Estensi, sotto i quali subì importanti restauri e venne arricchito di cicli di affreschi. Progressivamente l’edificio andò perdendo l’aspetto di fortezza militare per assumere le caratteristiche di residenza signorile. Realizzata su insediamenti preesistenti, la struttura attuale, a pianta quadrangolare, conserva intatta una torre quadrata, con merlatura ghibellina, l’unica rimasta delle due esistenti in passato. Nella rocca si apre un cortile di rappresentanza, con decorazioni rinascimentali e seicentesche, all’interno del quale si possono notare pregevoli capitelli in pietra scolpita con ornamenti di ispirazione vegetale. Oltrepassando l'ampio portale d'ingresso si incontra la parte più antica della costruzione, contraddistinta da una pregevole cappella del 1395 dedicata a San Giovanni Evangelista. Visitando il castello, è degno di menzione l'appartamento del feudatario che era ornato di stucchi ed aveva soffitti a cassettoni artisticamente dipinti: due di questi sono stati evidenziati in occasione dei restauri del 1926. Dal 1501 appartenne al ramo marchionale degli Estensi di San Martino e, dalla seconda metà del XVIII secolo, ai Rango d'Aragona.; con le alterne vicende del periodo napoleonico la rocca assunse sempre più il carattare di edificio a destinazione pubblica Attualmente è sede del Municipio, della Biblioteca, dell’Archivio Storico e al pianterreno ospita il Museo dell'Agricoltura e del Mondo Rurale.

venerdì 24 settembre 2010

Il castello del giorno



CASTELLO NORMANNO DI PATERNO' (CT)

E’ Ruggero D’Altavilla che nel 1072 fece edificare il maestoso castello sulla rupe lavica di Paternò ed è sempre lo stesso Ruggero che volle la costruzione a scopo difensivo di diversi altri castelli in Sicilia, come ad esempio ad Adrano e a Motta Sant'Anastasia. L’edificio è a pianta rettangolare su tre livelli e raggiunge un’altezza di 34 m. Originariamente il maniero era coronato da una merlatura ghibellina (come si osserva nel seicentesco Disegno della veduta di Paternò) di cui allo stato attuale resistono solo dei monconi. Particolarmente interessante e gradevole l'effetto di bicromatismo che si crea tra il colore scuro delle murature e le cornici delle aperture in calcare bianco. Col tempo l'impiego del castello normanno passò da base militare a dimora amministrativa e residenziale. Molti i personaggi storici che lo hanno abitato, tra cui l'imperatore Federico II di Svevia che vi soggiorno nel 1221 e nel 1223. Il castello appartenne poi alla famiglia Moncada, dinastia che governò la città per quattro secoli e che lo adibì, per periodi, a pubbliche carceri. Alcuni graffiti ne sono la triste testimonianza.
E' visitabile e da questo "cubo" fortificato si può godere di un ottimo panorama.

giovedì 23 settembre 2010

Il castello del giorno



CASTELLO MALATESTA DI LONGIANO (FC)

Posto in posizione dominante rispetto al sottostante paese, circondato da doppia cinta muraria ancora ben conservata, dal 1290 fino al 1463 questo castello fu possedimento dei Malatesta di Rimini; dal 1463 al 1519 appartenne alla S.Sede e fu governato per mezzo dei Vicari. Dopo quattro anni di dominio Veneziano ( a testimonianza la vasca dell’acqua nella corte del castello), Leone X il 16 settembre 1519 concesse in feudo perpetuo Longiano al Conte Guido Rangone di Modena, già Consigliere Generale del Re di Francia Francesco I°, nelle guerre contro l’Imperatore Carlo V°, che fu Signore d’armi, ma protettore anche di artisti e letterati. Il corpo del castello, corrispondente all'antica residenza dei Rangone, è munito di circa una quarantina di stanze. Oggi vi ha sede l’importante Fondazione Tito Balestra, museo di arte contemporanea tra i più interessanti della Regione Emilia Romagna.

mercoledì 22 settembre 2010

Il castello del giorno



oggi non parliamo di un vero e proprio castello...

PALAZZO MEDICEO DI SERAVEZZA (LU)

L'edificio fu fatto costruire da Cosimo I de'Medici tra il 1560 e il 1564, su progetto di un non precisato architetto (chi sostiene sia Bartolomeo Ammannati, chi invece Bernardo Buontalenti) come punto strategico in una zona di grande importanza sia geografica, sia per la vicinanza a cave e miniere di marmo e argento. La villa, impiegata soprattutto come dimora signorile e di svago, poteva all'occorrenza diventare un avamposto militare difensivo, come si vede anche dalla sua struttura solida e compatta con spigoli come quelli di una fortezza e feritoie al pian terreno. Con l'estinzione della casata medicea, il palazzo passò ai Lorena. Oggi è sede oltre che del Museo del Lavoro e delle Tradizioni Popolari della Versilia Storica, della biblioteca Comunale "Sirio Giannini", dell'archivio storico e di esposizioni di arte moderna e contemporanea. Per approfondire potete visitare il sito www.palazzomediceo.com

martedì 21 settembre 2010

Dal 24 al 26 settembre la diciassettesima edizione di Puliamo il Mondo organizzato da Legambiente in collaborazione con la Rai



Sacchi, guanti, rastrelli e tanta buona volontà. Sono i tradizionali ingredienti di Puliamo il Mondo, la versione italiana del più grande evento di volontariato ambientale nel mondo, Clean Up the World, che torna anche quest’anno in Italia organizzata da Legambiente in collaborazione con la Rai. Il week-end 2010 per ripulire dai rifiuti abbandonati strade, piazze, parchi, spiagge e fiumi, sarà quello del 24, 25 e 26 settembre e sarà anche l’occasione per dichiarare guerra ai sacchetti di plastica, veri nemici dell’ambiente molto diffusi e sempre troppo dispersi in natura.

Nata a Sidney in Australia nel 1989, Clean Up the World è la più importante campagna di volontariato ambientale del mondo cui partecipano centinaia di paesi e più di 35 milioni di persone dimostrando, con un gesto concreto, come sia forte la consapevolezza che la salute dell’ambiente riguarda i popoli di tutto il pianeta. L’iniziativa è stata portata in Italia nel 1993 da Legambiente e da allora è presente su tutto il territorio nazionale grazie all'instancabile lavoro di oltre 1.500 gruppi di “volontari dell'ambiente”, che organizzano l'iniziativa a livello locale in collaborazione con associazioni, comitati e amministrazioni cittadine.

Puliamo il Mondo è infatti un’azione simbolica, ma estremamente concreta, che mira a recuperare numerosi luoghi al degrado e, allo stesso tempo, promuovere il corretto smaltimento dei rifiuti e l'attenzione al territorio. La tre giorni chiama a raccolta cittadini di tutte le età ma anche amministrazioni locali. La partecipazione dei volontari va dalla pulizia di una determinata zona a veri e propri progetti di riqualificazione di spazi degradati, di aree abbandonate e discariche abusive, ma anche di divulgazione dell'importanza della raccolta differenziata. Sarà, come di consueto, una grande festa dell’ambiente che unirà concretamente e simbolicamente centinaia di migliaia di volontari attivi, per un intero week-end, per rendere l’Italia un paese più pulito. Si svolgerà in collaborazione con associazioni e comitati. In prima fila anche le scuole, la cui adesione alla campagna è in costante aumento.

Tra gli appuntamenti seguiti dalla trasmissione Ambiente Italia di Rai3, quello al porto di Acciaroli nel comune di Pollica dove domenica 26 settembre, amici, amministratori, personaggi del mondo della cultura ricorderanno la figura di Angelo Vassallo un bravo amministratore e soprattutto un amico di Legambiente e Puliamo il Mondo. Per testimoniare la vicinanza alla popolazione e all'amministrazione ormeggiata nel porto ci sarà anche la Goletta Verde di Legambiente. Pulizie straordinarie anche a Torino dove sempre domenica insieme al Sindaco Chiamparino, al presidente di Libera, Don Luigi Ciotti e all’associazione Terra del Fuoco, che da anni lavora con i Rom, i volontari di Legambiente saranno impegnati in un’importante opera di bonifica presso uno dei campi della città. Un gesto concreto che coinvolgerà i cittadini e gli abitanti del campo per sensibilizzare all’integrazione e alla solidarietà tra i popoli. Anche a Roma Puliamo il Mondo si occuperà della pulizia di molti luoghi. Domenica la giornata vedrà la diretta Rai a partire dalle 9.45 fino alle ore 12.00, in un grande parco pubblico nel quartiere di Torre Maura.
Alla campagna possono dare la loro adesione le amministrazioni comunali, associazioni, comitati di quartiere ma anche singoli cittadini. Per partecipare è sufficiente contattare il circolo Legambiente più vicino, telefonare allo 02.45475777, oppure presentarsi direttamente ai banchetti organizzati nelle varie zone coinvolte per ricevere la sacca degli attrezzi e partecipare alle operazioni di pulizia.

E' quasi una barzelletta...

BOGOTÀ Dal suo trespolo, nell'immediata vicinanza del negozio in cui la banda doveva fare il "colpo", urlava «Corri, corri che arriva il gatto e ti può acchiappare» in caso dell'arrivo dei poliziotti. Una frase, però, urlata dal un pappagallo, di nome Lorenzo, che è stato "arrestato" dalla polizia della città colombiana di Barranquilla, nei pressi di Bogotà, per complicità ai ladri. Lorenzo, infatti, è stato addestrato da un banda di delinquenti per fare da "palo" e avvertirli dell'improvviso arrivo degli agenti.
Il comandante della polizia locale di Barranquilla, Freddy Veloza, ha spiegato che, insieme al pennuto, sono stati tratti in manette anche nove malavitosi, ai quali sono stati sequestrati 250 coltelli e una sostanziosa quantità di droga.
Un quotidiano locale spiega in cronaca che la banda utilizzava Lorenzo quando compiva furti nei negozi del centro della città e lo piazzava in un trespolo poco lontano.
Il capo della polizia ha anche assicurato che il pappagallo è stato "interrogato" perchè confermasse l'identità dei suoi "complici", ma che si è limitato «ad articolare suoni strani che sembravano risate e a chiedere cioccolatini». È stato portato a un'associazione che si occupa della protezione degli animali:speriamo non torni più sulla cattiva strada...

lunedì 20 settembre 2010

Il castello del giorno



CASTELLO DI CASALEGGIO BOIRO (AL)
Il castello, il più antico della zona, fu costruito nel X secolo su uno sperone roccioso un po' discosto dal paese e vi si accede con una rampa, l'antica via principale verso la Liguria. Ampliato nel XII secolo, ha quattro torri quadrate che superano appena il nucleo centrale. Fu ricostruito nel 1500 e di questo periodo particolari interessanti sono le bifore con decorazioni a merletto ed il rilievo in pietra sull'architrave d'ingresso.Fu scelto come set per rappresentare il castello dell'Innominato nello sceneggiato televisivo "I promessi sposi" (1967, per la regia di Sandro Bolchi).

Il castello del giorno



CASTELLO FARNESE DI ISCHIA DI CASTRO (VT)

Edificio medioevale - rinascimentale, denominato dai paesani "la Rocca". Nella sua struttura, mostra le diverse fasi della sua attuale configurazione. Direttamente edificata sul masso tufaceo, la sua parte originaria risale al XI secolo. Nella seconda metà del XII secolo apparteneva al conte Ranieri, figlio di Bartolomeno, che nel 1168 sottopose tutte le sue proprietà alla protezione di Orvieto. Prima della fine del secolo queste terre passarono ai conti Ildebrandini e alla fine del XIII secolo il castello pervenne ai Farnese. Incluso nel ducato di Castro nel 1537, passò alla S. Sede dal 1642 al 1644; in seguito alla distruzione del Ducato fu definitivamente incamerato nel 1649 e fu concesso in enfiteusi a Giuliano Capranica

domenica 19 settembre 2010

Il castello del giorno



CASTELLO VISCONTEO-SFORZESCO DI NOVARA

Risale alla seconda metà del '300, durante il periodo della dominazione di Galeazzo Visconti. Esso nasce sui ruderi di una fortezza del '200. Era un tempo molto più vasto di quanto rimane ai giorni nostri. La rocca fu utilizzata per vari scopi, tra cui residenza di caccia, anche di Ludovico il Moro, e fu anche in tempi recenti adibita a carcere. L'edificio ha pianta rettangolare ed è circondato da un alto e spesso muro merlato a sacco; ai quattro angoli si ergono ancor oggi i quattro torrioni, collegati tra loro da passaggi segreti. Per approfondire si possono visitare i siti www.castellodinovara.it e http://www.astrea.it/castello/castellodinovara.htm.

venerdì 17 settembre 2010

Il castello del giorno



Castello Orsini di Vasanello (VT)
La sua costruzione fu iniziata nel 1278 da Orso Orsini. Il periodo aureo del castello ha inizio nella seconda metà del secolo XV con Orsino Orsini che aveva sposato Giulia Farnese, detta " la Bella " che vi tenne ospite Lucrezia Borgia. Dagli Orsini passò alla famiglia Della Rovere, ai Colonna, dai Colonna ai Barberini di Sciarra e quindi, nella seconda metà dell'ottocento, alla Banca d'Italia che nel 1907 lo cedette ai Marchesi Misciattelli che provvidero al suo restauro. E' un massiccio edificio rettangolare costruito in tufo, a due piani, munito agli angoli di quattro torri. La sommità delle mura perimetrali e delle torri è coronata da merli. Per approfondire si può visitare il sito www.castellodivasanello.it

Il castello del giorno



Rocca d'Ajello nei pressi di Camerino (MC)
E' un'antica fortezza dei duchi Varano, signori di Camerino fra il '200 e il '500. Sorge su un'altura boscosa a 10 km da Camerino e a 30 da Macerata, al centro di un tipico paesaggio collinare marchigiano. La struttura e' composta da 2 torri con merlatura guelfa erette da Gentile I da Varano intorno al 1260, e da un corpo centrale aggiunto nel '400 da Giulio Cesare Varano per utilizzare la fortezza come villa.
Oggi il castello e' proprieta' privata e si puo' affittare per matrimoni, ricorrenze, pranzi aziendali, convegni, concerti, sfilate di moda (vedere http://roccadajello.com/)

giovedì 16 settembre 2010

Il castello del giorno



ROCCA DELLA ROVERE DI SENIGALLIA (AN)
La Rocca di Senigallia è una Rocca Roveresca (Pontelli e Laurana i progettisti). Iniziata nel 1480, è di forma quadrata e con quattro poderosi torrioni cilindrici agli angoli. In essa possono individuarsi almeno quattro fasi costruttive che si svolsero nell'arco di quasi due millenni, seppure la sua configurazione tardo quattrocentesca sia attualmente la prevalente.

mercoledì 15 settembre 2010

Il castello del giorno



Castello Aldobrandeschi di Sovana (GR)

La rocca sorse su preesistenti strutture di epoca etrusca attorno all'anno mille come sede e simbolo del potere della famiglia Aldobrandeschi, che la controllarono fino alla fine del Duecento. Attualmente, si presenta sotto forma di imponenti ruderi, rivestiti in tufo e conservati in discrete condizioni. L'accesso avviene attraverso una porta ad arco tondo che si apre sul lato rivolto verso il centro storico.

martedì 14 settembre 2010

Il castello del giorno



Castello Aragonese di Venosa (PZ)
Viene fatto costruire nel 1470 dal duca Pirro del Balzo Orsini. È costruito all'estremità del centro storico, a pianta quadrata con torri cilindriche angolari e bastioni a scarpa, circondato da un profondo fossato.
Nelle torri sono ricavate delle celle sui muri delle quali i prigionieri del tempo lasciano graffiti a singolare testimonianza dell'epoca. La Torre Nord-Ovest è conservata meglio delle altre e reca murati, verso la sommità della stessa, due stemmi in pietra dei Del Balzo.