domenica 17 marzo 2013

Il castello di domenica 17 marzo






GALLICANO (LU) – Rocca degli Este in frazione Trassilico

Trassilico, a sud della Garfagnana, segna la zona di confine più meridionale degli antichi Stati estensi. Se ne ha notizia fin dal 749, quando un certo chierico longobardo, Gundualdo, vi acquistò un piccolo appezzamento di terreno, forse coltivabile, da un certo Baroncio di Camporio, al prezzo di un paio di monete d’oro. In posizione strategica, a controllo della media valle del Serchio, su una collina a 732 mt. sopra il livello del mare, la rocca di Trassilico occupa la porzione più elevata dell´omonimo paese. Il borgo che la circonda, percorso da strette strade confluenti in direzione della fortificazione, testimonia, con la ricchezza dei palazzi e degli edifici religiosi, l´importanza del sito durante la dominazione degli Este, iniziata nel 1430, anno in cui esso fu posto a capo della vicaria omonima, avamposto meridionale del ducato, e sede di podesteria, interna proprio alla rocca. L'importanza della rocca era notevole anche per il fatto che da qui si poteva controllare un vasto territorio (comprendente le frazioni di Fabbrice, Gragliana, Vagli di Sopra e Vagli di Sotto) ricco di giacimenti minerari, utilizzati per rifornire fonderie militari della zona, e corsi d'acqua dai quali trarre la forza motrice che alimentava diversi opifici (soprattutto mulini per la produzione di farina di castagne). Il colle fu comunque incastellato almeno dal XII secolo, al tempo in cui fu feudo della famiglia dei Porcaresi, i quali si pensa che abbiano costruito l’originaria rocca; scavi archeologici hanno riportato alla luce resti di un recinto murato longobardo che ne racchiudeva la sommità. Su questo fu poi eretto un mastio di forma esagonale, risalente forse al XIII secolo, del quale oggi si riconosce la base, al centro del cortile interno. Infatti alla fine del XV secolo il complesso era in decadenza. Da segnalare che fra il 1522 e il 1524 Ludovico Ariosto, commissario di Alfonso I d’Este per la Garfagnana e residente nel capoluogo Castelnuovo, rivolse un certo interesse a Trassilico, non mancando di deplorare al duca lo stato di abbandono del fortilizio, chiedendogli altresì di rinforzarlo per migliorarne ulteriormente l’esclusiva posizione strategica e di confine. Quando poi nel 1557 Ercole III d'Este divenne, ovviamente per nomina, generale di Francia, la vicaria di cui Trassilico era capitale dovette scontrarsi con quella di Barga, dove Firenze, alleata della Spagna, aveva dominio e presidio. L’anno seguente gli abitanti del borgo di Trassilico respinsero persino un attacco mosso dai barghigiani per conto di Firenze. Per la sua posizione inaccessibile, o comunque difficile all’impiego delle prime armi da fuoco, Trassilico si mantenne al riparo dalla guerra che gli Estensi e la Repubblica di Lucca ingaggiarono, più che altro a valle, fra la fine del Cinquecento e i primi del Seicento. Nonostante ciò, si rese necessaria una ristrutturazione delle mura e la realizzazione di nuove fortificazioni idonee a ospitare armi da fuoco di grosso calibro. L’architetto Pasi, impegnato al servizio degli Estensi in vari cantieri garfagnini, disegnò la nuova pianta ponendo una torre circolare nell'angolo più protetto del rilievo e collegandola tramite un lungo corridoio ad un recinto murario occupante l'intera sommità del colle (aggirando l'antico torrione esagonale, in seguito demolito per recuperarne le pietre). A pace fatta (1618) subentrò una fase piuttosto lunga di relativa tranquillità fino cioè alle campagne napoleoniche. Nel XVIII secolo tutti gli uffici pubblici e residenze degli amministratori ospitati dal fortilizio furono trasferiti all'interno del paese, questo causò il definitivo declino e successivamente abbandono della rocca, determinato dai fulmini e forti venti che la sferzavano, non da cause belliche. Il 1789 segnò la fine del castello, in parte demolito e riutilizzato per fini agricoli. Il complesso è stato oggetto di recenti interventi di consolidamento e restauro.

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