mercoledì 18 marzo 2020

Il castello di mercoledì 18 marzo



CUTROFIANO (LE) - Palazzo Filomarini

Cutrofiano fece parte della Contea di Soleto dal 1319, entrando così nei vastissimi possedimenti dei Del Balzo-Orsini, principi di Taranto e Conti di Lecce. Nel 1484 il casale fu ceduto dalla corona aragonese ai Del Doce - Capece che nel 1664 lo cedettero ai loro parenti Filomarini, che lo tennero fino al 1806, anno in cui fu soppressa la feudalità. Il Palazzo Ducale Filomarini (dal nome degli ultimi feudatari) nacque nel XVII secolo dal progetto dell’architetto Francesco Manuli. E' anche conosciuto come Palazzo della Principessa perché a Marianna, ultima dei Filomarini, morta nel 1845, successe il figlio Gaetano d'Aragona che sposò Sara Pryce. Quest'ultima, morta nel 1897, veniva chiamata dagli abitanti del luogo, appunto, Principessa. Al suo interno il Palazzo Ducale Filomarini presenta due aree risalenti a periodi storici differenti. Nella parte dell’antico maniero del XV secolo si collocano il piano terra e una torre; mentre, l’area interamente ricostruita nel XVI secolo mostra i balconi della facciata di Piazza Municipio, le scale ed il balcone che si affaccia sul cortile interno. La facciata dell'edificio (che si estende imperioso fra le due piazze principali del paese), costruita in pietra locale, fa capolino sulla via omonima e presenta un portale con stipiti bugnati e doccioni antropomorfi per lo scolo delle acque piovane, risalenti al XVII secolo. Oggi è possibile visitare le bellezze del Palazzo Ducale Filomarini recentemente restaurato e prendere parte a mostre d’arte spesso realizzate nello spazio un tempo dedicato alla scuderia. Altri link suggeriti: http://www.prolocosalento.it/docs/index.shtml?A=p_cotrof_2, https://www.ilpaesenuovo.it/2019/08/29/il-palazzo-della-principessa-a-cutrofiano-indagato-in-3d-laccesso-alle-stanze-segrete-grazie-al-tour-virtuale/, https://www.youtube.com/watch?v=CloGZLcF9q4&feature=emb_logo (video di Discovering Grecìa Salentina)

Fonti:https://it.wikipedia.org/wiki/Cutrofiano, https://www.italyra.com/inserzioni/palazzo-filomarini/, http://www.365giorninelsalento.it/it/w/attr/367/palazzo_filomarini, http://www.comunedicutrofiano.gov.it/pagina.aspx?idnews=8,

Foto: la prima è presa da https://www.youareinitaly.com/item/palazzo-filomarini/, la seconda è di Lupiae su https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Palazzo_Filomarini.jpg

martedì 17 marzo 2020

Il castello di martedì 17 marzo



COSTACCIARO (PG) - Castello

Le carte attestano la presenza di Costacciaro nel XIII secolo, quando gli eugubini, attorno al 1250, ne fecero la propria testa di ponte per poter meglio difendere ed ampliare il loro territorio e per creare una spina nel fianco ai nemici perugini della confinante Sigillo. Costacciaro infatti era il castello più importante del distretto di Gubbio e si trovava in un punto strategico, sopra un colle di proprietà di un tale Stacciaro; all'inizio si chiamava Castrum Collis Stacciarii (Castello del Colle di Stacciaro), ma, nel 1300, il suo nome cambiò in Castrum Costacciarii. A Gubbio, nel XIV secolo, s'insediò la magistratura del podestà, che dava una certa autonomia a tutti i castelli; qui veniva, infatti, eletto un capitano, che aveva diritto di vita e di morte sugli abitanti. Costacciaro risentì molto delle lotte interne di Gubbio, soprattutto prima della sua dedizione ad Urbino; alla fine del XIV secolo, mentre si stava svolgendo una battaglia fra Antonio da Montefeltro e i Malatesta, il castello si ribellò, sottomettendosi al nascente stato feltresco. Costacciaro, però, continuò ad avere la sua economia legata a filo doppio con quella di Gubbio. Alla fine del Trecento, anche Gubbio iniziò a subire l'influenza dei Montefeltro che, a partire dal 1384, cominciarono a rinforzare il castello, erigendovi nuove, più ampie e solide mura. Sotto i Feltreschi, Costacciaro fu assai importante come estremo confine meridionale, ma anche come centro militare di concentramento di truppe, capace all'occorrenza di difendere con sicurezza lo stato. A fine Quattrocento venne chiamato al castello il grande architetto militare Francesco di Giorgio Martini da Siena il quale, a partire da 1477, vi costruì il rivellino e, forse nello stesso tempo, anche l'attuale Palazzo Fauni-Massarelli-Chemi. Nel 1400, Costacciaro era formato dal castrum (castello) e da villae (villaggi); ogni villa aveva dei vocaboli (appezzamenti di terra abitati ed ancora esistenti); le più importanti fra queste erano: Villa Col de' Canali, Villa Colfongai (o Colle Fongari), Villa Collalti, Villa Collis Martini, Villa Costa Bagnole, Villa Pie' della Rocca, Villa Rancane, Villa S. Andrea de Giuccole, Villa S. Donato, Villa S. Savino, Villa Scassaiole, Villa Trebbi, Villa Vallaponi. Oggi le testimonianze visibili delle antiche fortificazioni sono le seguenti:
- la Torre Civica con la porta di ingresso al paese, anch' essa costruita circa la metà del XIII secolo e perfettamente conservata;
- la coeva torre in "Via della Roccaccia", parte integrante del sistema difensivo murario, recentemente ristrutturata;
- il Rivellino (o torrione), bastione difensivo dalla singolare forma a prua di nave (o di diamante), progettato e realizzato, come detto, alla fine del XV secolo, su incarico del Duca di Urbino Federico di Montefeltro. Venne costruito con queste fattezze in modo che potesse resistere meglio ai colpi di arma da fuoco, un metodo alternativo, intelligente che consentisse una difesa efficace con minor possibilità di danni alle mura. Dal rivellino si gode un panorama eccezionale sia verso il massiccio del Monte Cucco che verso la valle del Chiascio. L’area interna è utilizzata anche per spettacoli e attrezzata con gradinate per il pubblico. Altro link suggerito: https://www.aboutumbriamagazine.it/costacciaro/ (per vedere alcuni video su Costacciaro e i suoi monumenti)

Fonti:https://it.wikipedia.org/wiki/Costacciaro#Storia, https://www.comunecostacciaro.it/comune/turismo-e-cultura/storia-e-territorio, http://www.civetta.tv/news/2017/11/16/rivellino-costacciaro-brilla-nuova-luce/, https://www.appennino-centrale.it/it/punti-di-interesse/rivellino

Foto: la prima è presa da http://costacciaro.infoaltaumbria.it/Scopri_la_Citta/In_Centro/Rivellino_(Torrione).aspx, la seconda è presa da https://www.iluoghidelsilenzio.it/castello-di-costacciaro-costacciaro-pg/

lunedì 16 marzo 2020

Il castello di lunedì 16 marzo



CANTIANO (PU) - Rocca di Sant'Ubaldo (o Rocca Gabrielli)

L’antica Luceoli, poi divenuta Cantiano, fu un importante centro e lo divenne ancor di più dopo le invasioni degli Eruli e dei Goti, come caposaldo del “Corridoio bizantino” che insinuandosi nei territori dei Longobardi di re Alboino, costituiva l’unica alternativa alla Flaminia presidiata dai longobardi consentendo di mantenere in comunicazione i domini bizantini adriatici dell’Esarcato e delle Pentapoli con i Ducati di Roma e di Napoli. Forse in funzione antilongobarda o per difendersi dalle incursioni dei Saraceni del IX secolo si iniziò la fortificazione dei due colli di Colmatrano e di Cantiano, intorno ai quali i superstiti di Luceoli, definitivamente distrutta nel 1137 dall’imperatore Lotario, ripiegarono per dare avvio alla comunità di Cantiano. Sul colle di Colmatrano si ergeva una imponente torre alta 24 metri di cui oggi nulla rimane; il colle di Cantiano, oggi di S. Ubaldo, ospitò la costruzione del Palazzo-castello di cui rimane parte della torre d’angolo. La successiva unione dei due colli con una possente cinta muraria larga 10 m., trasformò il Castello di Cantiano in una formidabile roccaforte, tanto strategica che i potenti di ogni secolo se ne disputarono il possesso. Dall’obbedienza all’impero del Barbarossa e di Federico II di Svevia, Cantiano passò nel 1244 per atto di quest’ultimo sotto la giurisdizione di Gubbio e nel 1250 sotto il Governo della Chiesa. Intorno al ‘300, ritornata sotto il controllo degli Eugubini, Cantiano visse l’esperienza della “Libera Università” con la quale, grazie a donazioni del conte Gualteruzio Bonaccorsi, la comunità diventava proprietaria ed amministratrice dei beni comuni. Una parte delle somme ricavate veniva destinata agli stipendi del medico e del maestro affinchè i loro servizi fossero gratuiti per la comunità. Nel corso dei tempi a disputarsi il dominio del Castello di Cantiano furono anche i Montefeltro di Urbino ed i Malatesta di Rimini, sostenuti per interessi territoriali dai Visconti, signori di Milano e dalla repubblica di Firenze. Nel 1393, caduta la rocca di Colmatrano, il castello di Cantiano, seppure inespugnato per gloria del difensore conte Francesco Gabrielli, patteggiò una pace onorevole e venne ceduto ai Montefeltro fino al 1631 seguendo così la storia ed il destino dello Stato di Urbino. La Rocca Gabrielli presenta oggi i resti della cinta muraria restaurata all'indomani del grande assedio dei Montefeltro (1384-1393), che la dominarono fino al 1508. Del complesso rimane la "Torre pagella" (XIII sec.) usata per i colombi viaggiatori e i resti del castello voluto da Federico da Montefeltro, e realizzato nel 1478 da Francesco di Giorgio Martini. La rocca venne demolita nel 1857.

Fonti:https://www.iluoghidelsilenzio.it/rocca-di-colmatrano-cantiano-pu/, http://www.turismo.pesarourbino.it/elenco/rocche/cantiano-rocca-gabrielli.html, https://www.riminibeach.it/visitare/rocca-cantiano

Foto: la prima è presa da http://www.luoghidelsilenzio.it/marche/07_castelli/02_pesaro/00022/index.htm, la seconda è presa da http://www.luoghidelsilenzio.it/marche/07_castelli/02_pesaro/00022/index.htm

domenica 15 marzo 2020

Il castello di domenica 15 marzo



MONTECORICE (SA) - Torre medievale in frazione Ortodonico Cilento

La prima notizia del casale di Ortodonico si ha in un documento di compravendita del 1162, con il quale un certo Marino con i suoi figli vendeva un appezzamento di terreno al monastero cavense. Ortodonico nel periodo normanno-svevo e angioino-aragonese appartenne in parte alla baronia del Cilento e in parte al monastero cavense. Messo all'asta nel 1553, fu aggiudicato a Luca del Pezzo. Successivamente passò ad Antonio Poderico che nel 1556 lo cedeva a Silvio Amoresano per il prezzo di 880 ducati. Subiva poi diversi passaggi feudali, dai Gualtiero ai Gagliano, agli Alchimia e, ultimo, ai Genoino, che, col titolo marchesale, ne conservarono la proprietà fino all'abolizione della feudalità (1806), allorché era elevato a capoluogo di Comune. Il centro storico conserva integri alcuni elementi storici fra i quali spiccano l'antico palazzo marchesale con l'elegante e possente torre medievale (simbolo del paese). Di forma quadrata ed alta 19,60 mt ,la torre venne costruita originalmente all’ estremo margine orientale dell’abitato del casale, con un cono ottico che spaziava a nord-est verso San Mauro Cilento, S.Teodoro e Serramezzana e a sud verso le colline ed il mare ad esse prospicienti .Nella torre troviamo una serie di elementi che ne indicano un evoluzione dall’ età Medievale al Cinquecento,quando assunse anche un aspetto di luogo di diporto con la colombaia e al Settecento con l’ultima trasformazione voluta dai marchesi Genoino. Oggi la torre è un vero e proprio museo dell’ospitalità, al suo interno è presente il museo della civiltà contadina, un autentico frantoio antico, una sala lettura e una cantina di famiglia dove gustare i migliori vini del Cilento. Nel 1995 il Ministero per i beni culturali e ambientali ritenendo la torre di particolare interesse storico culturale, ha decretato che la torre venisse sottoposta a tutte le disposizioni di tutela contenuta nella legge 1 giugno 1939,n.1089. Altri link consigliati: https://www.cilentonotizie.it/dettaglio/38423/ortodonico-borgo-del-cilento-antico/, https://www.youtube.com/watch?v=Zt3VRudSjKQ&feature=emb_logo (video di Elea Commun)

Fonti:http://www.visitcilento.com/it/scheda_localita/127-ortodonico.html, http://www.diemmeimmobiliareagropoli.it/torre-medioevale-ortodonico/

Foto: la prima è presa da http://www.tour7.tv/vlog/viaggio-tra-i-borghi-della-dieta-mediterranea-del-cilento-costieroda-velia-ad-agropoli/, la seconda è presa da http://www.cilentoregeneratio.com/it/citta/montecorice

sabato 14 marzo 2020

Il castello di sabato 14 marzo



MONTALTO DI CASTRO (VT) - Castello Guglielmi

Tra i secoli XI e XII Montalto subì gravi distruzioni. La più famosa è quella del 1109 quando Papa Pasquale II, per sconfiggere Stefano dei Corsi, fece distruggere, dalle milizie normanne, il castello in cui si era arroccato. L'Età Medievale deve essere ricordata anche per la fioritura del porto: situato nella foce del fiume Fiora, costituì un approdo importantissimo per le rotte tirreniche, specie per l'imbarcazione dei grani. Il centro storico raggiunse la sua massima espansione urbanistica: nel Trecento, infatti, ospitava più di mille uomini. Per questi motivi divenne un territorio ambito: oltre al Papa se lo contesero il Comune di Roma, gli Orsini, i Prefetti di Vico. Le continue battaglie di quest'epoca, la Cattività Avignonese e la difficile congiuntura economica misero in grave crisi il paese la cui popolazione scese da mille a 250 abitanti. La difficile condizione migliorò, in parte, nel 1421 quando papa Martino V, interessato a mantenere nella zona un centro abitato per sorvegliare la Dogana dei Pascoli, scrisse una bolla in favore del ripopolamento della zona. Da questo momento il territorio di Montalto si legò indissolubilmente al sistema agro-pastorale, alla transumanza e al lavoro stagionale. La malaria e le dure condizioni di vita degli abitanti resero costante il pericolo di spopolamento. Furono le continue migrazioni dagli Appennini e dalla Corsica a scongiurare questa possibilità. Per volontà di Papa Paolo III, il 22 dicembre 1535 il paese di Montalto e il suo territorio vennero concessi in feudo a Pier Luigi Farnese, suo figlio. Dopo qualche anno si costituì il Ducato di Castro. Montalto visse una breve fase fiorente. Nel Seicento, invece, avvenne un rapido declino, in linea con la particolare congiuntura economica europea. Il colpo finale venne dato dalle tremende guerre contro Castro: nel 1649, la città, fu rasa al suolo e il suo territorio tornò a far parte dello Stato Pontificio. Le condizioni socio-economiche di Montalto però non ne giovarono, anzi. Su tutto il territorio, dato in affitto ad un Appaltatore generale, dominava la pastorizia e la coltivazione estensiva del grano. I primi anni del Settecento sono ricordati come gli anni terribili di Montalto. Nel 1709 la comunità raggiunse il suo minimo storico: centottantadue abitanti. Il Governo pontificio si accorse della miserevole condizione di questa popolazione e provvedette ad una serie di importanti investimenti: il ponte sul fiume Fiora, sotto il quale passa anche l'acquedotto per la Fontana del Mascherone e la costruzione del nuovo ospedale di San Sisto. L'abitato è dominato dal Castello Guglielmi, il cui nucleo più antico è costituito dall'imponente torre quadrangolare. Costruito probabilmente nel XV secolo dagli Orsini, come ricordato dalla lapide posta sulla torre, il castello subì in seguito numerose ristrutturazioni. Alla fine del XVIII secolo venne rialzato di un piano e nel secolo scorso vennero aggiunte la loggia e la merlatura attuale. Il castello è accostato su un lato alle mura del Comune, delle quali segue la linea curva acquistando così una forma convessa. Questo lato costituisce la parte più antica della fortezza: sulle sue pareti, sormontate da merlature guelfe, si possono ammirare numerose aperture di stile rinascimentale e ottocentesco. L’altra ala del Castello è stata costruita successivamente, nel XVIII secolo, completamente in laterizio. La leggenda narra che l’edificio fu costruito nell’VIII secolo da Desiderio, duca di Tuscia e poi re dei Longobardi. Altri link suggeriti: http://montaltodicastro.italiavirtualtour.it/dettaglio.php?id=96667 (visita virtuale), https://www.youtube.com/watch?v=GN3H5S5Jb1E (video di RemaxRevolution Montalto), http://www.montaltodicastronews.it/storia.html

Fonti: https://comune.montaltodicastro.vt.it/la_citta/400-montalto-di-castro--cenni-storici/, https://comune.montaltodicastro.vt.it/la_citta/148-da-vedere/, http://terredivulci.it/visitare/castello-guglielmi/

Foto: la prima è una cartolina della mia collezione, la seconda è di Rollopack su https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Castello_Guglielmi_-_Montalto_di_Castro.jpg

venerdì 13 marzo 2020

Il castello di venerdì 13 marzo




 
CALCINATO (BS) - Torre Civica

Venne realizzata in ciottoli morenici e malta con massi di pietre di vario materiale agli spigoli.
La torre è probabilmente uno dei pochi edifici rimasti dell'antico borgo fortificato che qui sorgeva.
Alcuni documenti fanno risalire la costruzione alla seconda metà del '400 questi indicano infatti la presenza di un Palazzo Comunale all'interno di un castello e carte geografiche storiche identificano questo territorio con il disegno di un castello con una torre. Calcinato fu poi saccheggiata intorno al 1700 ed incendiata dai Francesi in seguito alla battaglia vinta contro gli Austriaci. Da qui il castello iniziò il suo decadimento. Nel XX secolo la torre venne riconosciuta come monumento civico e più volte vennero sostituite le sue campane. La costruzione riporta svariate lapidi commemorative.
“Sopra la collina vi è il castello con fosse et muraglie alte, di circuito di 60 passi, con case derocate, con la porta et al tempo che li Cappelletti si fermano nella terra, alloggiano in detto castello per esservi luochi da mettervi li suoi cavalli. Contiguo al castello vi è una bella piazza …. in capo alla piazza vi è la chiesa parrocchiale.” (V,G. da Lezze, il catastico bresciano 1609-1610). Scrive di questo anche Fausto Lechi: “Il castello di Calcinato è noto per la battaglia che nei suoi pressi avvenne fra cremonesi con i loro alleati fuoriusciti bresciani il 9 agosto 1201, e i collegati nella “Societas comitis Narisii vel Sancti Faustini”. Grosso modo si può dire che i fuoriusciti erano ghibellini e i membri della società di S.Faustino guelfi ….; esso fu disastroso per i collegati bresciani (diciamo guelfi), che perdettero persino il carroccio. Quando il Malatesta cadde nel 1419 e dovette abbandonare il territorio nostro, Calcinato fu uno dei grossi castelli che il Carmagnola, allora al soldo di Filippo Maria Visconti, assalì e conquistò. …. superata la crisi terribile degli anni 1509-17 il castello non viene più ricordato, se non per un sintomatico fatto di sangue: infatti in esso venne ucciso un conestabile del podestà di Brescia, Antonio Sanuto, assieme alla sua scorta per reazione popolare.”. Altri link suggeriti: http://www.enciclopediabresciana.it/enciclopedia/index.php?title=CALCINATO, http://www.sapere.it/enciclopedia/Calcinato.html

Fonti: recensione di Paolo B su https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g1063414-d10701559-Reviews-Torre_Civica_Medievale_con_resti_del_castello_di_Calcinato-Calcinato_Province_o.html, https://www.gardatourism.it/torre-civica-medievale/

Foto: la prima è presa da http://www.lombardiainbici.it/site/it/content/da-vedere-tra-rezzato-e-desenzano, la seconda è una cartolina in vendita sul web (su https://picclick.it/Cartolina-Lombardia-Brescia-Calcinato-Torre-Civica-E-Scuole-132422589179.html)

giovedì 12 marzo 2020

Il castello di giovedì 12 marzo




TORRITA DI SIENA (SI) - Castello di Montefollonico

L'abitato si sviluppò fra il XII e il XIII secolo, prima con la fondazione della pieve di San Leonardo da parte dei monaci cistercensi del vicino monastero, poi come borgo fortificato della Repubblica senese. Il nome deriva dal latino fullones (persone che lavoravano i panni di lana), questo perché i monaci si dedicavano alla follatura della lana. La sua posizione strategica ne faceva un utile avamposto contro Montepulciano, alleato di Firenze e portò il borgo a subire svariati assedi e attacchi, come quello del 1266 da parte dei guelfi fuoriusciti da Siena, e quello del 1268, quando Carlo d'Angiò lo tolse al dominio Senese per concederlo in feudo a Donosdeo Tolomei. Riconquistatolo nel 1271, i senesi intrapresero nuovi lavori di fortificazione del borgo, andati avanti fino al 1300. A questo punto le notizie riguardanti Montefollonico si fanno più scarse e frammentarie. Nel 1432 fu, senza successo, assediato dai famosi capitani di ventura Niccolò da Tolentino e Niccolò di Fortebraccio. Un secolo dopo un'altro assedio delle truppe di Montepulciano fu respinto. Nel 1543 si arrese all'esercito imperiale di Carlo V e nel 1553, seguendo le sorti di Siena, entrò a far parte del dominio Mediceo. Nel 1618 diventò marchesato in feudo ai Coppoli di Perugia. Montefollonico è dotato di una cinta muraria risalente in parte alla fine del 1200, ampliata verso metà del 1400 con l'inserimento di una serie di torri circolari per poter resistere in miglior modo alle artiglierie. Tra esse spicca la torre del Cassero, del 1277. Le mura medievali sono diroccate in più punti e sono munite di sette torrioni di fortificazione a forma cilindrica. Si conservano inoltre le tre porte (porta a Follonica, porta del Triano e porta del Pianello), che tuttora danno accesso al centro storico. La porta Follonica, scomparsa, era fabbricata tutta con pietre conce con un grossissimo murale e due baluardi, collocati lateralmente, di forma rotonda; uno non esiste più, l'altro, la Torre Moreschini, è oggi abitazione privata.
- Porta del Triano, racchiusa da baluardi a pianta circolare, uno dei quali diroccato. I resti conservati delle mura mostrano strutture composte di pietra concia con uno spessore di quattro braccia. Al centro del fronte meridionale spicca il cassero senese, alta torre di forma quadrata dall'altezza di circa trenta braccia costruita anch'essa in pietra concia.
- Porta del Pianello, chiamata anche porta Nuova o porta Senese, è la porta principale del paese, esempio di architettura militare del XIV secolo. Si apre con un arco alto circa dodici braccia ed è rinforzata da un barbacane-antiporto (parte di pietra, parte di mattoni), avanzato rispetto alla linea delle mura e un tempo dotato di ponte levatoio.

Altri link suggeriti: https://www.visittuscany.com/it/attrazioni/il-borgo-di-montefollonico/, https://www.youtube.com/watch?v=ljLLmF-m4yE (video di Claudio Mortini), https://www.youtube.com/watch?v=1Gbz6OQ6vfw&feature=emb_logo (video di LonelyAtoll)

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Montefollonico, https://www.bandierearancioni.it/borgo/montefollonico, https://www.castellitoscani.com/italian/montefollonico.htm

Foto: la prima è di Leonardo Trombetti su http://web.tiscali.it/Montefollonico/PAG.12.html, la seconda è presa da https://immobiliare.mitula.it/affitto-appartamento-montefollonico, la terza è presa da https://www.castellitoscani.com/italian/montefollonico.htm