venerdì 12 luglio 2013

Il castello di giovedì 11 luglio





PONT SAINT-MARTIN (AO) - Castello

Detto anche Castellaccio o Castello vecchio, oppure anche di Suzey, sorge su di un'altura morenica a dominare il borgo di Pont Saint-Martin e la destra orografica della valle del Lys. Venne costruito in modo da essere in comunicazione visiva con la Torre di Pramotton e permettere l'invio di segnali luminosi da un presidio all'altro della valle a scopo difensivo. Abbandonato secoli fa, è ridotto a rudere e meta di passeggiate da parte degli appassionati di trekking. La parte più antica della costruzione è la primitiva cinta muraria esagonale, con porta al livello del suolo: essa conteneva un probabile "donjon", ora scomparso, e potrebbe risalire all' XI secolo. Entrando nel castello da una porta a tutto sesto protetta da feritoie si può vedere, oltre alla cappella, sulla sinistra un corpo abitativo risalente al XIII-XIV secolo, con grandi finestre a crociera. Nei diversi vani si possono riconoscere resti di camini monumentali, tra cui quello della cucina, la cui volta a cupola ora crollata presentava un'apertura centrale per dar sfogo al fumo dell'alto camino (per dimensioni ricorda quella conservatasi al castello di Introd). A lato della dimora signorile, nel cortile, si trova una cisterna dall'intonaco rosato, pressochè intatta. Ad est un altro corpo di edifici distrutti conserva la prigione in cui, secondo la leggenda, venne lasciato morire il cugino di Caterina di Perloz rapita da Guglielmo di Bard e rinchiusa nella torre d'angolo. Sul lato est del complesso, oggi in rovina, il castello era caratterizzato da un mastio a pianta esagonale, anomalo per il panorama dei castelli valdostani ma paragonabile al mastio della vicina Torre di Pramotton. Ad uno spigolo del castello resta svettante, curiosamente, una torretta cilindrica pensile, con funzione di avvistamento, decorata da una serie di archetti ciechi che mostra somiglianze con lo stile decorativo dei castelli piemontesi costruiti intorno ai primi del Quattrocento. A parte questi particolari, è ancora valida la descrizione data del castello da Carlo Passerin d'Entrèves: « Delle numerose costruzioni non rimangono che informi macerie, pochi avanzi di mura sbrecciate che col trascorrere dei secoli la vegetazione ha in molti punti soverchiato e coperto ». Il castello appartenne ai nobili di Pont Saint-Martin, un ramo dei Bard, costituitisi con questo nome nel 1214 allorché i fratelli Ugo di Bard e Guglielmo di Pont Saint-Martin si spartirono i beni di famiglia rendendo i loro possedimenti indipendenti e autonomi. Non si hanno notizie sicure della sua edificazione, avvenuta probabilmente a più riprese nel XIV secolo. Nell'Alto Medioevo rivestì un ruolo importante di presidio perchè guardava la Dora Baltea (affluente del Po), l'entrata della Valle di Gressoney e la Torre di Pramotton a Donnas. Nel 1447 Antonio di Pont-Saint-Martin subì un breve esproprio da parte del duca di Savoia, per contrasti tra i due. Ancora in mano ai Savoia, il castello cadeva già in rovina attorno al 1460, quando i figli di Antonio - Bertrando, Giacomo, Ardissone e Francesco di Pont-Saint-Martin - chiesero ai Savoia di poter ristrutturare il maniero, poichè la struttura minacciava di crollare. Dopo un sopralluogo di Amedeo di Challant e di Ugonino Allamandé, con lettere del 26 settembre 1466, il castello venne riconsegnato alla famiglia. Gli anni immediatamente successivi il 1466 potrebbero quindi essere quelli di una campagna di lavori di consolidamento. Il castello fu abbandonato (forse nel XVI secolo) a favore della casaforte in paese quando l'ingentilirsi dei costumi rese l'alto maniero troppo scomodo e fuori mano per le mutate esigenze dei signori. Finché vi abitarono, i signori solevano riscuotere il pedaggio dei viandanti che transitavano sul Ponte Romano del paese. L'amministrazione comunale intende valorizzare l'area; è in corso l'acquisizione dei terreni dai privati per poter dar via ad un'opera di consolidamento della struttura e una messa in sicurezza del sentiero. Per raggiungere le rovine, partendo dal borgo e lasciandosi il ponte romano alle spalle, si sale per un tratto lungo la mulattiera per Perloz e il santuario di Notre-Dame-de-la-Garde, quindi svoltando a destra si imbocca un ripido sentiero tra i vigneti e in meno di mezz'ora di cammino si arriva alle rovine del castello. Altre foto del castello si possono guardare su http://www.eddycretaz.it/eddy-cretaz-aosta-architetti-valle-d-aosta-ordine-architetti-risanamenti_castellaccio.asp
Fonti: http://www.wikipedia.org/http://www.comune.pontsaintmartin.ao.it, http://www.icastelli.it, www.lovevda.it
Foto di ermesassi su http://rete.comuni-italiani.it

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