mercoledì 25 settembre 2013

Il castello di mercoledì 25 settembre






Melicuccà (RG) – Castello

Il Comune di Melicuccà è situato in una piccola valle formata dalle pendici settentrionali dell’Aspromonte, su un territorio di 17,15 Kmq., a 273 m. sul livello del mare. La mancanza di documenti fa realisticamente supporre che Melicuccà, fino al X secolo modesto aggregato di capanne di pastori, anche grazie alla presenza di abbondanti sorgenti presenti nella zona, sia diventato centro abitato di una certa consistenza grazie alla presenza del cenobio brasiliano di Sant’Elia Speleota. Con l’arrivo dei Normanni, nel 1057 la regione delle Saline venne assoggettata da Ruggero, conte di Calabria, e cominciò anche per Melicuccà la fase della latinizzazione e del feudalesimo. Tra il 1275 e il 1279 il Monastero dei Benedettini passò all’Ordine dei Cavalieri gerosolimitani (di Rodi, non ancora di Malta), e Melicuccà divenne automaticamente Grangia del Baliaggio di S. Eufemia del Golfo. Quando all’egemonia francese degli Angiò si sostituì quella spagnola, gli aragonesi inasprirono il carico fiscale, che divenne insopportabile soprattutto dopo l’occupazione del Regno di Napoli da parte di Alfonso V il Magnanimo di Aragona (1442). Non solo vennero frantumati i grandi feudi per contenere la riottosità dei baroni, propensi alla ribellione, ma furono imposti balzelli vari che inasprirono la popolazione povera. Tra il 1480 e il 1505, un certo Ugo da Mongada ottenne dagli Aragonesi, dietro il pagamento della somma di 400 ducati, privilegi su Sant’Eufemia, Melicuccà e Lucera. Lo scontro tra spagnoli e francesi che segnò la fine del dominio aragonese nell’Italia meridionale, avvenne il 25 giugno 1495 a pochi chilometri da Melicuccà (battaglia della Figurella territorio di Seminara). Nella parte alta del centro abitato sono ancora presenti i notevoli resti del diruto castello, costruito nel 951 d.C. da Costantino VII di Bisanzio, fra i quali spiccano i baluardi angolari e la torre quadrata. Visibili ancora le sue mura perimetrali e qualche accenno di cunicoli sotterranei che, un tempo, sembra conducessero sia sotto la Chiesa di San Giovanni, sia alla città della "Citateia". Nel XX secolo, gli amministratori locali del tempo, fecero costruire sui resti del castello dei Cavalieri di Malta una torre dove, nel 1918 venne inserito un orologio meccanico.


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