giovedì 18 aprile 2013

Il castello di mercoledì 17 aprile






PALOMBARA SABINA (RM) – Castello Savelli di Stazzano Vecchio

Il borgo fantasma di Stazzano vecchio, compreso un castello medioevale con 6 torri tonde e una quadrata alta 25 metri, fu abbandonato dopo il 24 aprile 1901, quando nel pomeriggio uno spaventoso terremoto dell’8° della scala Mercalli lo squarciò senza però far vittime tra i circa 135 abitanti. Sorto sul castrum Statianum, rimangono le mura della cittadina, le sue case, la rocca dei Savelli, la piazzetta e i ruderi della chiesa di San Giovanni Evangelista. Tornando indietro nel tempo, le prime notizie storiche sul Castrum, probabilmente già organizzato in forma di borgo con adiacente fortezza, così come appare oggi, risultano frammentarie e disperse, essendo perduto l’archivio dell’Abbazia dell’Argentella. Una bolla edita dal Galletti (Memorie di tre chiese diRieti, p.154) contiene un’appendice sulle chiese sabinensi con la rispettiva tassa del grano. Tomassetti e Biasiotti la ritengono ispirata da Alberico, parente del Vescovo di Sabina Giovanni (XI secolo?), “come conferma della nuova circoscrizione amministrativa del corrispondente Comitatus Sabinensis”. Il Castrum Stazani “deve duo rubragrani” (è menzionato dopo Monterotondo e prima di Cretone). Dall’elenco del sale e focatico del distretto di Roma (codice Sergardi-Biringucci) si ricava che fra ’300 e il ’400 Stazzano doveva contare poco più di 600 abitanti. Nel 1446 Andrea Palombara, signore di Moricone, nel suo testamento, datato 2 Aprile, lasciò ai suoi eredi Stazzano forse momentaneamente posseduto per gli stretti legami di parentela fra i Palombara e i Savelli. Nel 1503 il castello di Stazzano tornò in possesso ai Savelli; in seguito tuttavia, a causa dell’inarrestabile declino della nobile famiglia, i Savelli superstiti non riuscirono a sostenere il peso della situazione debitoria che da oltre due generazioni si era andata sempre più aggravando e poiché ormai non pagavano più gli interessi, nè adempivano agli obblighi, la Camera Apostolica, intervenendo a favore dei creditori, pose sotto sequestro Stazzano insieme a Palombara mettendoli all’asta. Papa Urbano VIII concesse una sospensione permettendo la vendita diretta, salvo i diritti dei creditori. Il principe Don Marcantonio Borghese nel 1637 acquistò per la somma di 385.000 scudi Palombara con il suo feudo in cui era compreso anche il castello di Stazzano. In rete ho trovato questo filmato, nel quale vi sono interessanti scorci sia del borgo abbandonato, sia del castello.

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