sabato 11 agosto 2018

Il castello di domenica 12 agosto




MONTELEONE SABINO (RI) – Torre in frazione Ginestra Sabina

Su di un colle, a 479 m s.l.m, si trova una piccola frazione di Monteleone Sabino denominata Ginestra (dal celtico "gen", piccolo cespuglio). Questo piccolo paese è circondato da secolari ulivi e verdi boschi e vi primeggiano anche bellissimi ciliegi. La leggenda vuole che Ginestra fosse sorta su di un colle dove abbondavano odorose piante di ginestre e dove una tribù di zingari, ivi fermatisi, fondasse le prime case del futuro paese. Queta leggenda, potrebbe avere anche un fondo di verità. Dopo la distruzione dell'antica città di Trebula Mutuesca da parte dei barbari, gli abitanti impauriti abbandonarono la loro patria e si rifugiarono in luoghi meno accessibili, costruendovi in primo tempo dei fortilizi per poi trasformarli in castelli. Anche Ginestra potrebbe essere nata in questo modo. Secondo il Silvestrelli, la prima citazione di Ginestra si ha in un atto di permuta tra l'Abbazia di Farfa e quella di San Salvatore Maggiore, datato 794, che ha per oggetto "terre in pede de Ginestreto". Ginestra Sabina appartenne per lungo tempo all'Abbazia di Farfa. Dai documenti farfensi si legge che nell'anno 1047 il castello di Ginestra venne acquistato, insieme ad altri castelli della Sabina dall'abate di Farfa Berardo I. Nell'anno 1083 Benedetta moglie di Berardo Berardi di Bonifacio concesse al monastero di Farfa la chiesa di San Giovanni in Ginestra e il suo casale. Nel 1086 i fratelli Gizo, Pallo, Azzo e Bonosono (detto anche Bonomo), figli del nobile Ilperino, concessero al monastero farfense le loro proprietà ed i loro castelli posti in terra Sabina, tra cui il castello di Ginestra. Sempre dai documenti di Farfa rileviamo che l'abate Berardo II (1090- 1099) concesse in enfiteusi ai figli del conte Rainaldo il castello di Ginestra ed altri castelli sabini. Il Chronicon farfense cita un diploma dell'imperatore Enrico V, datato 1118, che conferma all'Abbazia di Farfa la "Ecclesiam et curtem Sancti Johannis de Ginestra". Secondo il Silvestrelli nel XII secolo Ginestra faceva parte dell'Abbazia di Farfa e fu concessa in feudo (o in enfiteusi) ai Brancaleoni de Romànea, nobile famiglia originaria di Pesaro (che possedette numerosi altri feudi in Sabina). Il castrum di Ginestra viene ricordato anche in una Bolla di papa Urbano IV del 1262, ed il papa Benedetto XII ricorda Ginestra nel 1339, avendo ordinato alle sue milizie di recuperare alcuni feudi occupati dai signorotti locali. A Rieti sono conservati tre importanti documenti su Ginestra: il primo porta la data del 22 novembre 1268 col quale Pietro dei Brancaleoni concede in dote a sua figlia Margherita il castello di Ginestra; il secondo reca la notizia della vendita del castello di Ginestra da parte di Napoleone Orsini ai figli di Buzio di Romanea, Giovanni e Antonio, in data 19 giugno 1378 (la vendita avvenne per 2200 fiorini d'oro). Il terzo documento riguarda invece una sentenza emanata il 9 febbraio 1465 contro Pietro Angelo Orsini (signore di Monteleone) per aver illegalmente invaso il castello di Ginestra. La sentenza in oggetto assegna Ginestra ai Brancaleoni de Romànea e dichiara illegittima l'occupazione del castrum da parte degli Orsini. Sempre nel 1465 il castrum di Ginestra fu nuovamente occupato dalle soldataglie di Pietro Angelo Orsini, togliendolo ai fratelli Battista, Mariano, Cola, Francesco, Braccio, Giovanni e Antonio figli di Jacopo e Teresa Brancaleoni. Poco tempo dopo l'Orsini restituì il castello di Ginestra con tutte le sue pertinenze agli eredi Brancaleoni. Nel 1470 Ginestra (di proprietà dei fratelli Brancaleoni) passò in eredità a Gabriele Cesarini, figlio di Simodea Brancaleoni e Orso D'Andreozzo Cesarini. Successivamente vi furono dispute tra i Cesarini e gli Orsini sul possesso del paese. Nel 1474, dopo gravi dissidi, Pietro Angelo Orsini e Gabriele Cesarini giunsero ad un accordo sulle loro proprietà: il feudo di Monteleone all'Orsini, Ginestra al Cesarini. Gabriele Cesarini sposò Giulina (o Golina) Colonna e fu nel 1494 il primo della sua nobile famiglia ad essere eletto da Alessandro VI con la importante carica di Gonfaloniere del popolo romano. Nel 1499, con il consenso di papa Borgia, rassegnò il Gonfalonierato a suo figlio primogenito Gian Giorgio. Nel 1501 papa Alessandro VI Borgia prese sotto la sua speciale protezione Gabriele Cesarini e i suoi castelli. Il primo giugno 1528 gli uomini di Poggio Nativo ed altri vassalli comandati da Giovan Battista Savelli, misero a sacco i castelli di Frasso e Ginestra asportandone grano, vini ed altro, spettanti a Gian Giorgio ed a sua figlia Giulia, per una considerevole cifra di 3000 ducati. Dalla famiglia Cesarini, col matrimonio di Livia con Federico Sforza, avvenuto nell'anno 1673, Ginestra andò e rimase per lungo tempo agli Sforza-Cesarini. Nel 1817 Ginestra, 402 abitanti, era ancora un luogo baronale. Il 30 dicembre, però, la duchessa Geltrude Sforza Cesarini, come tutrice e curatrice del figlio don Salvatore Sforza Cesarini rinunciò ai suoi diritti feudali su Ginestra. Nel 1861 Ginestra passò dallo Stato Pontificio al Regno d'Italia. Si dice anche che Ginestra (eretta a Ducato nel 1599 da papa Clemente VIII) appartenne per breve tempo anche ai Marchesi Galletti, il cui stemma figura ancora oggi nell'abitazione che fu del Gen. Giacinto Duboin, ubicata nell'omonima piazza. Ginestra si riconosce per la sua bella torre quattrocentesca di forma pentagonale all' esterno e quadrangolare all' interno. Su un pannello informativo nel borgo di Ginestra ho letto che la sua costruzione sarebbe dovuta ai Cesarini. Altri link suggeriti: http://rete.comuni-italiani.it/foto/2009/393930/view, https://www.youtube.com/watch?v=Lhg50A6Fzz8 (video di stefano perrotta).

Fonti: http://www.gosabina.com/gallerie/ginestra-sabina/77/, testo di Andrea Del Vescovo su http://www.cmmontisabini.it/sito/sezioni.php?id_sezione=78&s_pr=29&id_articolo=52,

Foto: la prima è presa da http://www.gosabina.com/gallerie/ginestra-sabina/77/, la seconda è una cartolina della mia collezione, la terza è una mia foto datata 10/08/2018

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