martedì 18 dicembre 2012

Il castello di martedì 18 dicembre




JESOLO (VE) – Torre del Caligo

Era un antico fortilizio che sorgeva sulle rive del canale Caligo, il quale si dirama poco prima dal Sile. Di origini altomedievali, fu probabilmente realizzata dai Veneziani su un precedente edificio di epoca imperiale. Certamente è romano il materiale utilizzato: conci di pietra alla base e quindi corsi di mattoni. Il manufatto, che misura 24 piedi per 24, sembra essere l’elemento superstite di una coppia, dal momento che alcune mappe settecentesche indicano una seconda torre con lo stesso nome, ora del tutto scomparsa, al capo opposto del canale Caligo, in località Lio Maggiore. A questa si aggiungeva una serie di altre costruzioni simili che si collocavano lungo il canale Revedoli, le quali tuttavia erano già scomparse nel XVI secolo. Il sistema difensivo serviva a sorvegliare una zona strategica, controllando i canali diretti in laguna e la campagna coltivata dei dintorni. La torre, di almeno 3 piani fino al XVI secolo, funzionò soprattutto come presidio militare che permetteva di far pagare i pedaggi: per il Caligo, infatti, passava un ingente traffico commerciale (legname) mettendo in comunicazione il Piave con la Laguna Veneta e Venezia. Era affidata a un "capitanio" nominato dagli Ufficiali alle Rason Vecchie che poteva riscuotere vino e vittuarie, le strutture erano gestite invece da un "palatièr" che riscuoteva le tariffe di transito in proporzione alla stazza delle imbarcazioni e alle merci trasportate. E' attestata l'esistenza di "palade a carri", che consentivano mediante un sistema di piani inclinati e argani di trasferire inbarcazioni di piccole dimensioni e di peso limitato oltre l'argine; attorno al 1577, si costruì anche un "sostegno a pianconi", cioè una specie di porta fluviale. Attorno alla torre sorsero, inoltre, strutture di accoglienza e di assistenza spirituale. Con l'abbandono della via d'acqua e lo smantellamento delle Porte di navigazione (1677), secondo un costume di riciclaggio dei materiali da costruzione in uso a quei tempi, anche per l'antica Torre giunse tuttavia la fine. Una mappa del 1713 la rappresenta ancora integra, ma è probabile che negli anni successivi sia stata smantellata per reimpiegarne i materiali da costruzione. Secondo una tradizione, nei pressi della fortezza sorgeva un monastero che avrebbe ospitato San Romualdo (si riferisce a questo episodio lo strano altorilievo raffigurante un pastore con pecore e una croce che si nota sul muro della torre prospiciente la strada, realizzato da un agricoltore in tempi recenti). Nel 1551 è però documentato un oratorio dedicato a San Pietro frequentato dagli abitanti del luogo. La torre stessa rappresentò un luogo devozionale, come dimostrano alcuni elementi (croci, probabili resti di un altare, un tabernacolo). Nel 1927, infine, fu collocata sulla parete più alta una croce in ferro proveniente dalla vecchia chiesa di San Donà, distrutta durante la grande guerra. Oggi ne rimane il basamento quadrangolare, piuttosto diroccato. I suoi ruderi attualmente visibili sono parzialmente invasi dalla vegetazione; quello che un tempo era l’ingresso principale, dalla parte della strada, è chiuso da una rete metallica a maglie larghe. E’ un sito archeologico tutelato in base al D. Lgs. 42/2001.

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