mercoledì 29 dicembre 2021

Il castello di mercoledì 29 dicembre

 
SANTA CROCE DEL SANNIO (BN) - Castello

Re Desiderio, ultimo re longobardo, assegnò il possedimento di S.Croce all'abate Theodemario nel 762. Nell'anno 1000 S.Croce era un casale dei Cassinesi dai quali ebbe origine la famiglia dei S.Croce che divenne molto potente sotto gli Angioini.Guglielmo I detto "il Malo" tolse questa terra ai Cassinesi e la donò a Rodolfo Alemagno che la possedette dal 1172 al 1183. Al tempo degli Angioini, nel 1277, appartenne a Guglielmo di S.Croce e, sotto Carlo II D'Angiò, a Manfredi di S.Croce il quale lo cedette a Siginulfo, conte di Telese. Nel 1456 Ferdinando I D'Aragona diede questo feudo come remunerazione al suo capitano d'armi Giovan Battista del Balzo. Dal 1561 la popolazione di S.Croce venne incrementata notevolmente dall'immigrazione di famiglie dalla vicina Cercemaggiore, colpita da un'epidemia di peste. In seguito il feudo passò alla famiglia Tramontano di Sorrento. Il Comune di Santa Croce fece parte del contado del Molise e, nel 1861, passò alla provincia di Benevento. Il centro storico si è formato a partire da un casale altomedievale, ma il territorio comunale risulta popolato fin dal periodo paleolitico. In epoca sannitica si strutturò un insediamento diffuso, secondo il sistema paganico-vicano, che si consolidò nella fase della romanizzazione dell’Appennino sannitico. Tracce della frequentazione dei sanniti e dei romani sono state rinvenute nelle contrade Campanari, Acqua fredda, Casarinelli, Colle Alto, S.Barbara e S.Pancrazio. Il casale di S.Croce ebbe risalto a partire dal periodo normanno. I due raggruppamenti di abitazioni (i casalia hominum ricordati nei cartolari monastici) che possono essere individuati nei tessuti edilizi dei vicoli Tiglio e di via Dianella, furono progressivamente incorporati nel castrum normanno comprendente l’aggregato di case posto a valle del castello. Il castello sorse a margine di uno sperone roccioso, pressoché inattaccabile, perché separato da profondi valloni dalle alture circostanti. Il castello controllava anche la strada che, proveniente dalla valle del Tammaro e da S. Pancrazio, si biforcava verso Castelpagano e Circello. L’inclusione del primo dei due casali, con l’accrescimento edilizio circostante, all’interno di una cinta muraria che giungeva fino all’attuale palazzo Giovine, si attuò agli inizi del XII secolo. In epoca angioina si registrò un altro aumento degli abitanti con un’espansione in direzione dell’attuale via Ferraria e via Galante, dove si formò un ulteriore quartiere sulla base di una lottizzazione modulare. In tale circostanza il castello divenne residenza feudale, anche se saltuaria, mediante l’elevazione del torrione. Solo nella fase successiva, con l’avvento degli aragonesi e con l’arrivo in Santa Croce dei Del Balzo il castello fu profondamente ristrutturato dividendolo in due parti. Nella metà che si affaccia sulla valle e sul torrente fu costruito un palazzo a corte, utilizzando anche le strutture preesistenti del torrione; nell’altra metà fu realizzato un giardino pensile. Il castello ed il quartiere a valle, restarono fino al XVII secolo sostanzialmente immutati e chiusi da un circuito murario che lasciava all’esterno solo i mulini e la chiesa di S. Sebastiano (XVI secolo) e che si apriva attraverso tre porte (Porta Vecchia, Porta Nuova e Portella). Oggi il palazzo baronale è sede del Municipio.

Fonti: https://www.comune.santacrocedelsannio.bn.it/it-it/vivere-il-comune/storia, http://monumenti.altervista.org/santa-croce-del-sannio-bn-porta-nuova/?doing_wp_cron=1639816241.0381259918212890625000, https://www.galtammaro.it/santa-croce-del-sannio/

Foto: è presa da https://www.comune.santacrocedelsannio.bn.it/it-it/vivere-il-comune/scheda

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