sabato 27 novembre 2010

Il castello di domenica 28 novembre



SONCINO (CR) - Rocca Sforza

E’ probabilmente il più importante, oltre che tra i più noti, edifici fortificati della provincia di Cremona. Il suo valore storico e documentario assume infatti rilievo nazionale. Le più antiche notizie riguardanti una Rocca a Soncino risalgono al X secolo, quando venne costruita una prima cinta muraria quale riparo da opporre alla calata degli Ungari. Nel 1200 il castello venne assediato e distrutto dai Milanesi e dai Bresciani. Soncino fu oggetto di contesa tra i principali Comuni Lombardi, infatti se nel 1312 il nuovo castello fu occupato dai Cremonesi, nel 1391 i Milanesi ne fecero una testa di ponte contro i Veneziani la cui politica di espansione in terraferma avveniva ormai a danno del Ducato Milanese. Sempre per timore e per aumentare le difese nei confronti della Serenissima, le mura ed il castello vennero rinforzati intorno al 1427. La pace di Lodi del 1454 sancì definitivamente i confini tra la Repubblica di Venezia ed il Ducato di Milano, assegnando a quest'ultimo anche Soncino. Nonostante ciò, Francesco Sforza fece rinforzare le mura ed il castello. Nel 1468 i Soncinesi avanzarono al Duca la richiesta di costruire una nuova rocca presso l'angolo di sud-ovest, in sostituzione della precedente. II progetto della rocca fu elaborato dagli architetti militari sforzeschi Serafino Gavazzi da Lodi, Stefano da Lonate, Danesio de' Maineri e Jacopo de Lera coordinati da Bartolomeo Gadio. Per la costruzione bastò un solo anno (1473), grazie alla sua collocazione all'estremità inferiore della depressione valliva nord-sud. Nonostante fosse stata interamente costruita dagli Sforza, la rocca risente degli influssi viscontei: il suo impianto quadrato con torri singolari sporgenti deriva dai castelli di pianura di Pandino, Pavia ed altri. La difesa si limitò a potenziare alcuni elementi quali lo spessore dei muri, la maggiore altezza delle torri, la profondità del fossato, ecc. La torre circolare di sud-ovest costituiva una novità, un elemento aggiornato che venne edificato però su un preesistente torrione circolare e non intenzionalmente. L'arch.Beltrami ha individuato nella torre la stanza del tesoro al piano terra anche se la leggenda soncinese in realtà parla di un vano tra il piano terra e gli spalti. Possiamo dividere la torre in sette sezioni: l'osservatorio nella parte più alta della torre,il piano della merlatura appena sottostante,il piano degli spalti e la stanza del tesoro a seguire,fino ad arrivare al piano terra.Nelle ultime due sezioni i sotterranei: il primo sotterraneo,reale e tutt'oggi accessibile; non vi è certezza invece dell'esistenza del secondo sotterraneo. Altro fattore significativo è la presenza di due ponti levatoi, uno pedonale e l'altro carraio il cui passaggio per l'interno della rocca , fa raggiungere un cortile al cui centro si trova un pozzo. La loro funzione era determinante, poichè in caso di attacco e conquista, il rivellino poteva essere facilmente isolato con la loro ritrazione. Nel 1499 la rocca diventò possedimento dei veneziani fino al 1509. In seguito tornò nuovamente agli Sforza e nel 1535 al dominio Spagnolo. Nel 1536 Carlo V di Spagna elevò Soncino a Marchesato infeudandolo agli Stampa. Con questa infeudazione la rocca fu adattata a residenza della famiglia marchionale con la chiusura degli spalti per ricavarne stanze e la torre di sud-est cappella privata. II marchese Ermete I vi aggiunse il rivellino (1545), rivolto però non alla campagna, ma verso il borgo, perché i suoi nemici più temuti erano i riluttanti sudditi soncinesi. Un cunicolo collegava la rocca alla chiesa di S. Maria delle Grazie. L'ultimo Stampa lasciò al Comune di Soncino l'antica fortezza ridotta a rudere (1876) e l'arch. Luca Beltrami la restaurò secondo la teoria del ripristino architettonico storico, cioè sulla base della documentazione d'archivio (1886-1895). Per approfondire si può trovare un’ampia trattazione al sito www.prolocosoncino.it

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