venerdì 27 aprile 2012

Il castello di sabato 28 aprile



ROCCA PRIORA (RM) – Palazzo Baronale Savelli

E’ il principale monumento di Rocca Priora, oggi sede del comune, sorto sull’antico castello già appartenuto agli Annibaldi. Resta ben poco, tuttavia, del vecchio “castrum” medievale del sec. XI, solo le fondamenta e un tratto in muratura in tufelli molto irregolari (con uno sperone di sostegno). I primissimi proprietari del territorio e dell’insediamento fortificato furono i Conti di Tuscolo, che controllavano anche quelli vicini di Rocca di Papa e Molara. Solo in seguito, dopo la distruzione di Tuscolo nel 1191, passò sotto il controllo degli Annibaldi, anche se, analogamente a quanto accadde nei vicini centri di Monte Porzio Catone e Monte Compatri, vi trovarono rifugio i profughi provenienti da Tuscolo. Nel 1303, per divisioni dei beni, passò dagli Annibaldi a Bonifacio VIII e solo nel 1382 pervenne ai Savelli ai quali restò fino a tutto il XVI secolo. Il castello subì un saccheggio da parte del cardinale Vitelleschi nel 1436 durante la guerra di repressione che Eugenio IV condusse contro i baroni romani a lui avversari e tra i quali vi erano anche i Savelli. Le milizie papali se ne impossessarono e venne concesso in vicariato al condottiero Simonetta di Castel Piero. Nel 1447 Papa Niccolò V lo restituì ai Savelli. A questi ultimi si deve il restauro e l’ampliamento del vecchio maniero che venne così trasformato in un palazzo residenziale. Esso infatti servì come residenza abituale del Barone, che diede spesso ospitalità a personaggi importanti, come Papa Pio II nel 1463 e, un secolo dopo, l’affascinante Beatrice Cenci, che nel suo obbligato peregrinare sostò per diversi giorni nel sontuoso palazzo. Papa Alessandro VI destinò il castello a suo figlio Giovanni Borgia, ma alla morte del papa (1503) i Savelli lo recuperarono nuovamente. L’edificio talvolta divenne anche sede carceraria e di giustizia nella metà del ‘500, specialmente dopo la stesura dello Statuto, avvenuta in una sala del Castello, nel 1547. Quando i Savelli, nel 1596, decaddero per vari fattori economici, anche il Palazzo cominciò ad andare in rovina. Nove anni dopo era già stato trasformato in casa d’affitto, ma fu presto dichiarato inagibile e spogliato dai Roccaprioresi delle tegole e del legname da costruzione, fino a quando i beni della città vennero rilevati dalla Camera Apostolica. Rocca Priora rimase in proprietà della Camera Apostolica fino ai primi anni del secolo XIX, quando nel 1806 fu venduta con il suo territorio, in parte a Luciano Bonaparte, in parte alla famiglia dei Rospigliosi che ne mantenne il controllo fino nel 1870, l'anno della costituzione della città in Comune. Nel 1880 l’Amministrazione comunale decise di intervenire affidando all’architetto conte Francesco Vespignani, l’incarico di ricostruire, sui ruderi del vecchio maniero, il castello in stile XV secolo. L’edificio affaccia sul Belvedere (attuale piazza Zanardelli) con il suo prospetto anteriore fortemente caratterizzato dalla scala a doppia rampa che si inserisce nella severa facciata, e dalla linea merlata che ne segna il coronamento. Mentre il prospetto principale, con le due torri laterali, è uno degli elementi più significativi dell’invaso di piazza Umberto I posto alle spalle del Belvedere.

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