lunedì 2 novembre 2015

Il castello di lunedì 2 novembre







CARMIGNANO (PO) - Castello e Villa Medici in frazione Artimino

Nel medioevo è documentato un castello fin dal 1026, all'interno delle cui mura, ancora esistenti insieme ad alcune delle torri (anche se forse rimaneggiate), è nato l'attuale abitato. La storica Pieve di San Leonardo è sorta invece fuori dalle mura, piuttosto lontana dall'abitato, come del resto era comune all'epoca, in cui l'organizzazione territoriale in Toscana era caratterizzata da insediamenti sparsi e da centri di potere distinti: castello e pieve. La presenza della pieve, è documentata a partire dal 998 quando in un diploma di Ottone III tra i privilegi del vescovo di Pistoia compare in elenco anche "... plebs.... in Artimino". Nel XII e XIV secolo Artimino era un comune rurale con propri statuti e propri confini, inizialmente appartenente al contado pistoiese. Facendo parte del sistema difensivo di Pistoia, di cui costituiva un avamposto di confine, fu oggetto, insieme all'altro comune rurale di Carmignano, di un'aspra contesa tra Pistoia e Firenze che sul volgere del XIV secolo ebbe definitivamente il sopravvento dopo aver rischiato di soccombere sotto i colpi di Castruccio Castracani che guerreggiò a lungo nei dintorni. Conquistato e perso dai fiorentini nel 1204 e nel 1225 (in quella occasione furono distrutte le mura), riconquistato e nuovamente fortificato da Castruccio, Artimino fu nuovamente assediato e preso dai fiorentini, nel 1327. Dopo la pace del 1330, Artimino fu stabilmente incorporato, dal 1347, nel dominio fiorentino pur rimanendo, a tutt'oggi, nella diocesi pistoiese. La famiglia di maggior rilievo del borgo, i Ricciardi, si trasferì in Firenze; in seguito le loro terre ad Artimino vennero acquistate dai Medici. Dopo la stessa epoca si aggiunse al sigillo comunale, il giglio di Firenze sopra il drago marino. I resti del castello sono ancora in parte visibili. La Villa Medicea, chiamata anche La Ferdinanda o Villa dei cento camini, si trova su un poggio dirimpetto a quello del piccolo paese medievale di Artimino. L'edificio fu costruito per desiderio del Granduca Ferdinando I de'Medici. Filippo Baldinucci racconta che il granduca durante una delle frequenti battute di caccia sul Monte Albano, si fosse fermato proprio su questo poggio, in compagnia dell'ormai anziano architetto Bernardo Buontalenti, e colpito dalla suggestione del luogo, avesse espresso il desiderio di far costruire proprio in quel luogo una villa per sé e per la sua corte. La villa venne costruita in soli quattro anni, dal 1596 al 1600 ed è un capolavoro della maturità del celebre architetto; rappresenta una summa stilistica delle altre ville medicee e ne chiude la stagione, completando il sistema regionale delle tenute dei Medici. L'anziano architetto, ammalato di gotta, diresse i lavori da Firenze, a riposo nella sua casa in Via Maggio, mentre sul posto operarono i suoi collaboratori Santi Maiani e Gherardo Mechini. L'inconfondibile sagoma coronata dai numerosi camini e comignoli, domina la zona circostante come un bastione verso la gola nella quale l'Arno si serra contro il masso della Gonfolina. Senza la mediazione di un vero e proprio parco l'edificio si inserisce direttamente in un ambiente in parte boscato, in parte agricolo, imponendosi con la sua mole geometrica. Simbolicamente era il luogo per la percezione visiva dell'intero granducato, per questo Ferdinando commissionò al pittore fiammingo Giusto Utens una serie di 17 lunette con le ville medicee da collocare in un apposito salone detto appuntodelle Ville; disperse nel Novecento oggi sono riunite al Museo di "Firenze com'era" a Firenze, anche se tre sono perdute, mentre nella villa sono state in seguito sistemate delle copie. Attiguamente, nella sala detta delle Guerre, lo stesso pittore realizzò altrettante lunette con scene di battaglie, che sono completamente andate disperse. La villa era la favorita di Ferdinando per il periodo estivo e al piano nobile fu fatta decorare ad affresco da Domenico Passignano e Bernardino Poccetti con soggetti mitologici e allusivi alle virtù di Ferdinando: sono ancora visibili le decorazioni del salone centrale, degli appartamenti granducali, della loggia e dalla cappella. Esisteva poi un "guardaroba", decorato da eccezionali dipinti come il "Ritratto di Pietro Aretino" di Tiziano, oggi presso la Galleria Palatina e il "Bacco" di Caravaggio, in mostra presso gli Uffizi. Per le attività venatorie granducali, fu creato il grande Barco reale, una enorme bandita, recitata da un alto muro per circa 50 km che aveva come punto di riferimento e baricentro, proprio la villa di Artimino. Nel 1782 la villa fu venduta dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena al marchese Lorenzo Bartolomei e in seguito passò per via ereditaria ai conti Passerini (1848); quindi fu venduta nel 1911 alla famiglia Maraini. Verso il 1930 vennero approntate alcune modifiche all'architettura della villa, costruendo un nuovo scalone e ristemando il giardino. Nell'autunno del 1944 la villa fu gravemente danneggiata dalle artiglierie militari, ma il restauro fu tempestivo e venne terminato già nella primavera del 1945. Nel frattempo si contarono altri passaggi di proprietà. Nel 1979 la famiglia Riva effettuò una vendita all'incanto che disperse gli arredi e i dipinti della villa. Oggi ospita un centro congressuale ed alberghiero, mentre nei sotterranei è stato ricavato il Museo Archeologico Comunale di Artimino. La villa ha una forma rettangolare con torri ai lati e spigoli in pietra serena che ricordano una fortezza. La "Ferdinanda" ha 56 camere, di cui bellissime sale per i banchetti, piccole cappelle, cantine del vino. Due altri edifici della stessa epoca fanno parte della villa. Il primo venne chiamato una volta Corridoio ed è conosciuto oggi come Paggeria. Quest'edificio fu l'alloggio dei sudditi ed ospita oggi l'Hotel Paggeria Medicea. Il secondo edificio, detto il Palazzo del Signor Biagio Pignatta rispecchia lo stesso stile architettonico della Paggeria. Il nome deriva dal primo maggiordomo del Granduca Ferdinando I, che visse nel primo piano, mentre il piano terra ospitava le scuderie della corte. Qui si trova oggi il ristorante, luogo ideale per degustare gustosi piatti locali ed internazionali, accompagnati dal vino della Fattoria di Artimino. Altri link consigliati: http://www.regione.toscana.it/ville-e-giardini-medicei/villa-di-artimino, scheda di Fernando Giaffreda su http://www.mondimedievali.net/Castelli/Toscana/prato/artimino.htm, http://www.artimino.com/


Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Artimino, https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_medicea_di_Artimino, http://www.toskana.net/it/artimino/descrizione

Foto: le prime due, relative al castello di Artimino, sono prese da http://www.fototoscana.it/mostra-immagine.asp?id=3758 e http://www.fototoscana.it/mostra-immagine.asp?id=1917. La terza, invece, raffigura la Villa Medicea ed è presa da http://www.artimino.com/slide_img/home/1.jpg

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