lunedì 6 febbraio 2017

Il castello di lunedì 6 febbraio




VALTOPINA (PG) - Castello di Serra

Del Castello di Serra, anche se la sua edificazione si presume sia antecedente al X secolo, si incominciano ad avere notizie certe solo nei primi anni del secolo XI, allorquando nelle alture circostanti l’attuale Valtopina, sorsero un gran numero di insediamenti, che all’inizio diedero vita alla federazione denominata "Universitas Vallis Tupini et Villa e Balciani". L’intero territorio godette di grande autonomia fino al 1229, anno in cui fu motivo di disputa tra i conti di Armenzano ed i signori di Assisi. Questi ultimi, avendo avuto la meglio, ne mantennero il possesso per lunghi anni. Si ha notizia che nell’agosto del 1282 i 106 capifamiglia di Rotundolo e Serra fecero atto di sottomissione al capitolo della cattedrale di Assisi, mentre nel 1300 papa Bonifacio VIII, si premurò di riunire i castelli della Valtopina sotto il completo dominio della Chiesa. Nel 1338 il castello di Serra passò definitivamente sotto la dominazione dei Trinci di Foligno, che nel 1383 divennero anche visconti della Valtopina, di Poggio e della Serra. Riconfermati nel 1392 da papa Bonifacio IX, ne mantennero il rettorato ininterrottamente fino al momento della loro caduta (1439). Nel 1387 secondo lo storico Durante Dono, Ugolino III Trinci fece ristrutturare il castello mettendovi a guardia castellani e soldati regolarmente stipendiati, allo scopo di mantenere il controllo del territorio circostante. Dopo il 1439 con la caduta della signoria, il castello si resse autonomamente fino alla fine del XV secolo, periodo in cui fu conquistato dai perugini. Dagli inizi del XVI secolo lo stesso passò di nuovo sotto il diretto dominio dello stato pontificio, con delega al comune di Foligno che lo amministrò per molti anni attraverso suoi podestà. Dopo la metà del 1600, persa la sua importanza strategica venne definitivamente abbandonato. Nel 1760 di tale imponente costruzione rimanevano soltanto rovine, tanto che il vescovo di Foligno dell’epoca, Mons. Mario Maffei fu costretto a sopprimere definitivamente la parrocchia e la chiesa di S. Pietro fondata dai feudatari dell’epoca, trasferendola per sempre a “La Cerqua” (Valtopina). Il Castello, come ebbe a dire Giulio Toni, ispirò moltissime leggende popolari, come quella della chioccia con i pulcini d’oro sorvegliata giorno e notte da un diavolo con le sembianze di uno spaventoso caprone, o quella dei fantasmi che dimorerebbero nelle grotte interne del castello per uscirne soltanto dopo il calar delle tenebre. Di forma vagamente rettangolare, lo stesso è posto in cima ad un colle ad una altezza di 767 metri. Di esso resta ben poco e quel poco è sopraffatto dalla vegetazione (i ruderi delle poderose e suggestive mura, nonché i resti di due delle quattro torri di cui era dotato, l’una esposta a sud e l’altra ad est), ma è comunque suggestivo aggirarsi tra le rovine e affacciarsi da vari punti per rendersi conto, osservando il paesaggio a nord verso Nocera, ad est verso il Poggio e il monte Faeto, ad ovest fino al Subasio, dell’importanza strategica di tale castello a protezione della Flaminia. Il lato sud del castello guarda invece una singolare collinetta, Sant’Angelo, nome longobardo, a cui sono legate varie leggende diffuse ancora oggi tra la popolazione del luogo. Da ricordare che sulla
collinetta sorgeva un castelliere preromano. Il Castello di Serra fu uno dei castelli più importanti e imponenti dell’intera valle del Topino. Dominava un lungo tratto della Flaminia e contemporaneamente vigilava sui villaggi fortificati che erano sorti intorno. Questi villaggi, tra cui Casa Tommaso, Rotondolo e Vallemare, accoglievano pure molti emigrati “pugliesi”, giunti qui qualche decennio prima dell’Anno Mille al seguito del duca di Spoleto Pandolfo Capodiferro, il quale aveva sconfitto bizantini e saraceni proprio in terra di Puglia. Al castello si giunge percorrendo la vecchia Flaminia fino a Valtopina, immettendosi subito dopo a sinistra sulla strada che conduce alla frazione montana di Casa Tommaso. Da qui un sentiero pedonale segnato dal CAI dopo circa 20 minuti conduce a ciò che rimane dell’antico maniero.

Fonti: http://www.iluoghidelsilenzio.it/castello-di-serra-valtopina/, https://www.facebook.com/events/693829917371004/?active_tab=about

Foto: entrambe prese da http://www.iluoghidelsilenzio.it/castello-di-serra-valtopina/

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