mercoledì 1 febbraio 2017

Il castello di mercoledì 1 febbraio






ROCCAGORGA (LT) - Palazzo Baronale Doria Pamphilj

Roccagorga è situata sullo sperone del Monte Nero, una collina dei Lepini meridionali, ha un'altitudine di 289 m sul livello del mare. Le origini risalgono al 796 d.C. a seguito della distruzione di Privernum, ma il suo sviluppo sullo sperone del secondo monte di Gorga data dalla fine del medioevo, intorno al primitivo Castello. Il nome deriva dalla matrona Gorga che nell'VIII secolo la tradizione si insediò insieme ai fuggiaschi Privernati sul monte Nero, creando il primo nucleo abitato. È del XIII sec. il toponimo “Roccam Dompneburge et Aspranam” legato al feudo dei Conti di Ceccano, che aveva altri feudi nella zona. Nel punto più alto, di una rocca in posizione comunque strategica, fu costruita una robusta torre quadrangolare, che poteva comunicare mediante segnalazioni con le torri di Maenza, di Asprano e di monte Acuto. Il palazzo Baronale rappresenta il fulcro generatore dello sviluppo urbano; la famiglia più intraprendente erigeva la prima torre e, tutt’intorno nasceva il nucleo fortificato. Dalla torre con recinto si passò al castello di forma rettangolare e con accesso verso sud-est fino agli sviluppi successivi che portarono questa costruzione ad aprirsi verso nord orientando lo sviluppo della città verso la nuova Chiesa di S. Leonardo. Nel XVI sec. il Palazzo Baronale si trasformò da luogo militare a Palazzo Signorile; fino alle ultime trasformazioni dei Doria Pamphilj che, nel 1811, posero il loro stemma araldico in pietra a tuttotondo sul portale dell’ingresso. Prima del XVI secolo non si hanno molte notizie sulla genesi architettonica di questo monumento mentre successivamente la sua storia è ricca di notizie. In un inventario del 1747 si legge che era composto da 54 stanze e, nello stesso anno, fu anche costruito un porticato d’ingresso con il quale il cortile interno venne suddiviso in due utilizzati distintamente come rustico e di rappresentanza. Nel 1753 la Chiesa di S. Maria fu annessa al palazzo e trasformata in parte in cappella privata su progetto dell’ architetto Paolo Posi e sopraelevata di due piani, per gli appartamenti di Maria Teresa Orsini. La Rocca fu posseduta cronologicamente dalle famiglie: Da Ceccano, Caetani di Fondi, Aldobrandini, Ginnetti di Velletri, Orsini di Gravina e dai Doria Pamphilj. Intorno al 1930 il Palazzo Baronale, frazionato, fu acquistato dal comune di Roccagorga. Il complesso oggi è composto da due corpi di fabbrica separati e da una sorta di maschio campanile, sormontato da un orologio. Ospita le sedi dell’Etnomuseo dei Monti Lepini, della Biblioteca comunale, dell’Ostello e abitazioni private. Tutta la facciata del Palazzo baronale fu restaurata intorno al 2000, soprattutto il campanile a cui fu ridato il suo colore originale rovinato dagli anni. Analizzando proprio nel particolare il campanile, notiamo che l’orologio è ancora quello del 1950, caratterizzato dagli antichi  numeri romani, con l’unica differenza che dopo il restauro venne riaccentuata in modo particolare la cornice a facce a rilievo tondeggiante che lo circonda, per richiamare appunto la muratura sempre a facce a rilevo che costituisce il campanile. All’estremità superiore del campanile è posta una struttura piramidale in ferro al cui interno troviamo una piccola campana sempre in ferro che a fine anni 90 suonava ogni 15 minuti, ora invece suona allo scattare di ogni singola ora; inoltre all’apice di questa struttura troviamo una banderuola. Tra gli elementi degni di nota del palazzo ricordiano:
le bellissime scalinate del Palazzo baronale, poste all’esterno dell’entrata principale della struttura e composte interamente da pietra calcarea;
l'entrata principale dove si nota un maestoso portone in castagno, e lateralmente sono affisse le tabelle dell’etnomuseo e dell’ostello;
lo stemma araldico in pietra a tuttotondo posto sul portale dell’ingresso, nel 1811, dai Doria Pamphilj. Da osservare con particolare attenzione i suggestivi dettagli dello stemma. 
Oltrepassato il corridoio dove si trova la biblioteca, si giunge al cortile interno  nel quale si entra attraverso tre aperture ad arco. Qui si trovano  alberi, piante, e soprattutto l’entrata del palazzo che ha al suo interno l’Etnomuseo, l’Ostello ed anche alcune abitazioni private. Appena varcata l’entrata principale, troviamo sulla destra un portone in castagno, inserito in uno stipite  di  pietra calcarea,  che è l’ingresso della Biblioteca comunale. Lateralmente al portone c’è la targa in marmo che dedica la Biblioteca ad Alcide De Gasperi. Entrando nel portone che da sul cortile, troviamo subito alla nostra sinistra l’insegna dell’Etnomuseo con tanto di piantina che ci indica come muoverci all’interno del museo. Subito più avanti sulla destra troviamo  il portone d’entrata del museo, fatto anch’esso di castagno, al cui interno lascia  intravedere delle sculture fatte sulla parete tratte dall’opera “Il Quarto Stato”, di Pellizza Da Volpedo, che simboleggiano per i rocchiggiani l’eccidio del 6 gennaio 1913, dove, a seguito di uno sciopero da parte dei cittadini, 7 di questi furono uccisi. All’estremità superiore della scalinata, troviamo subito sulla destra il portone d’ingresso dell’ostello, anch’esso fatto di castagno.

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Roccagorga, testo di di Giada Rendicini, Rina Nardacci e Elide Foglietta su http://comuneroccagorga.it/index.php/monumemti/palazzo-doria-pamphili

Foto: la prima è presa da http://www.exploracity.it/component/chronoforms/?chronoform=view&rec=53&Itemid=167, la seconda è una foto del sottoscritto

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