giovedì 20 aprile 2017

Il castello di giovedì 20 aprile







DUINO AURISINA (TS) - Castello Inferiore

La storia del comune è legata a doppio filo con le vicende storiche seguite dal Castello di Duino. La signoria duinese risale, almeno, al 1211 (se ne fa menzione nei documenti relativi alla Pace del Timavo). Prima vassalli del patriarca di Aquileia poi del Margravio d'Istria infine capitani dei conti di Gorizia. Nel 1366 si dichiararono fedeli agli Asburgo. La famiglia dei Duinati si estinse nel 1395, sostituita nel comando dai Walsee. Nel 1587 la signoria passò ai milanesi Della Torre di Valsassina. Ciò che resta della rocca inferiore (o Castello Vecchio) va a fondersi direttamente nella pietra sottostante, in un tutt’uno quasi indistinguibile. Su tutto, domina la torre centrale. Alla rocca si poteva accedere per un unico sentiero impervio e fortificato lungo il muro di cinta. Un ponte levatoio si trovava dove oggi è posto l’ingresso alla rocca. Il Castello Vecchio era di piccole proporzioni, ben difeso dall’inaccessibilità delle rupi e, dalla parte di terra, da uno stretto corridoio limitato da mura e da passaggi obbligati, unica via di accesso. La parte principale, che fungeva pure da abitazione castellana, era costituita da una torre rettangolare attraversata da un sottopassaggio a volta. Una stretta scala, parte scavata nella roccia e parte costruita ad arte, saliva all’interno del castello passando sotto l’arco della torre; alte e grosse mura la proteggevano dal lato rivolto al mare. La torre era a due piani, dei quali ora il secondo è rovinato; anche il piano sopra l’arco non esiste più. E’ rimasta intatta solo la parte inferiore, probabilmente adibita a cappella: sono infatti visibili tracce degli antichi affreschi che decoravano le pareti e la volta del soffitto. Un leggio in pietra è incastrato nel muro all’altezza di una piccolissima finestrella gotica aperta nella parete per dare luce al leggio stesso. Non si trovano tracce di scale in muratura, né esterne né interne; si può supporre che l’accesso al piano superiore avvenisse per mezzo di scale esterne di legno. Infatti sulle mura della torre si notano incavi quadrati ove presumibilmente erano incastrati i supporti della scala, probabilmente mobile, per assicurare, in caso di assedio, una perfetta difesa agli abitanti della torre. Oltre a questa costruzione vi dovevano essere altri baraccamenti nello spazio antistante. Una traccia di un altro edificio si nota nel piccolo cortile, chiuso dalle mura che circondavano completamente tutto il perimetro irregolare dello scoglio, lungo le quali corrono alcuni camminamenti strettissimi scavati nella roccia e collegati tra loro. Il castello era veramente inespugnabile e, infatti, provarono a porvi assedio, ma inutilmente, i Veneziani nell’anno 1369, durante la guerra condotta in ostilità a Trieste. Duino allora parteggiava per la vicina città e procurava danni alla flotta veneziana utilizzando i “gabardelli duinati”, piccole imbarcazioni veloci usate dai corsari adriatici. E' probabile che una parte della torre sia servita a lungo come prigione. Sotto ai ruderi si intravede una roccia a picco sul mare che pare una donna pietrificata avvolta in un mantello, la famosa Dama Bianca. Secondo una leggenda una nobile dama, la castellana Esterina da Portole, venne gettata dalla rupe nella notte dei tempi dal suo signore, marito geloso. Ogni notte la dama si stacca dalla roccia e vaga per il castello cercando invano la culla della sua bambina: all’alba ridiventa pietra. Tra i due castelli si può notare una roccia che con l’alta marea rimane isolata e che viene chiamata Scoglio di Dante. Il Patriarca Cassano della Torre (1316/1318), nella sua precedente carica di Vescovo di Milano, incoronò Arrigo Re d’Italia nel 1311. La cerimonia si svolse nella Basilica di Aquileia e vi partecipò, oltre al successore del Patriarca Cassano della Torre, Pagano della Torre, anche Dante Alighieri come ambasciatore di Cangrande della Scala. Sembra che in quella occasione proprio Dante sia stato ospitato nel feudo di Duino da Pagano della Torre, non ancora nominato Patriarca (1319/1332). La storia del castello e dei signori di Duino si congiunge in questo periodo con quella di Aquileia e dei suoi patriarchi della Torre. Il casato raggiunse l’apice della potenza con Ugone VI (1344 – 1391), il quale si era sottomesso ai duchi d’Austria ottenendo la reggenza di Trieste. La famiglia dei Duinati intreccia la sua storia con quella dei Walsee grazie al matrimonio tra Ugone VI e Anna Walsee e nel 1389 iniziò l’edificazione del castello nuovo attorno alle rovine della preesistente torre romana, per volontà di Ugone, ultimo rappresentante della dinastia dei Duinati. Quest'ultimo, trovando il vecchio maniero troppo angusto per i nuovi tempi, chiese ed ottenne, dal duca d’Austria Alberto, la licenza di erigere un castello più grande. Ultimato questo, il vecchio nido venne affidato alla custodia di un gastaldo, ma non essendo più abitato, lentamente cadde in rovina. Già nel XVI sec. era ridotto ad un rudere: sono proprio questi ruderi che creano uno scorcio di grande suggestione, ammirabile da una terrazza sul mare del Castello nuovo. Sembra però che nel 1478, anno di una delle scorrerie mussulmane, l’antica rocca, difesa dai Cavalieri di Rosa e Croce, opponesse resistenza a quelle milizie. Ma dopo breve assedio i difensori furono costretti alla resa e il fortilizio venne gravemente danneggiato. Del castello nuovo il blog ha già trattato (http://castelliere.blogspot.it/2010/10/il-castello-del-giorno_08.html).

Fonti: http://www.imagazine.it/notizie-trieste-gorizia-udine-friuli/99-cultura-e-spettacolo-la-memoria-della-pietra, https://it.wikipedia.org/wiki/Duino-Aurisina, testo di Amalia Vitiello su http://www.italiadiscovery.it/storia/castello-vecchio-di-duino.html, http://storias.altervista.org/duino.html

Foto: la prima è di rasevic su https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Duino#/media/File:Peninsula_near_castle_Duino.JPG, la seconda è presa da http://castelliedintorni.blogspot.it/2009/05/il-castello-di-duino.html

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