domenica 4 giugno 2017

Il castello di domenica 4 giugno



ADELFIA (BA) – Palazzo Marchesale in frazione Montrone

L’edificio, nella sua attuale configurazione, è il risultato di una complessa stratificazione architettonica avvenuta presumibilmente in un arco di circa un millennio. Il nucleo principale, costruito in pietra calcarea e tufo, risale all’epoca medioevale: già da questo periodo esisteva un primitivo fabbricato ad uso agricolo, connesso ad una serie di grotte e di vani ipogei che si estendevano in maniera casuale rispetto alla pianta dei fabbricati sovrastanti. Esso fu costruito nel 1396 da Niccolò Dottula, uno dei primi feudatari di Montrone. E’ probabile, da alcune notizie tramandatesi oralmente e da alcuni segni ancora evidenti, che esistessero ulteriori vani scavati nella roccia tufacea anche oltre il perimetro dell’attuale muro di cinta. L'antichissima famiglia Dottula, proveniente da Costantinopoli e trasferitasi a Bari verso l'anno 1000, vanta di aver trasportato con le sue navi le ossa di S. Nicola da Mira a Bari. Di ciò si trova traccia in un vecchio dipinto esistente nella Basilica di S. Nicola. Nel 1519 il Palazzo fu acquistato da Giambattista Galeota, patrizio napoletano, che provvide ad ingrandirlo, ad abbellirlo e a farlo decorare con affeschi da valenti pittori napoletani. Sul nucleo primitivo, il complesso si sviluppò successivamente come masseria, poi residenza feudale fortificata, posta sul limite delle mura del borgo di Montrone. Sono evidenti le testimonianze di tale periodo: un profondo fossato laterale, tracce di un torrione d’angolo (poi demolito), garitte di guardia, camminamenti difensivi, locali usati, probabilmente come prigione. In seguito, dopo aver cambiato proprietari, giunse, nel 1699 al Barone Alessandro De Bianchi, che fu il primo Barone di Montrone. Intorno al 1790 il palazzo fu ancora ampliato e subì sostanziali modifiche, acquistando l'aspetto che conserva tuttora di una reggia signorile, per volere del marchese Luigi De Bianchi Dottula. L’aspetto architettonico s’ingentilì sia esternamente che internamente acquisendo maggior decoro e predominante importanza architettonica. Il palazzo marchesale di Montrone diede i natali a Giordano Dei Bianchi Dottula, secondo marchese di Montrone. Egli studiò a Napoli e fu a fianco dei rivoluzionari del 1799 contro i Borboni. Combattè valorosamente con l'esercito Napoleonico agli ordini di Gioacchino Murat. Dopo l'esilio in Francia ed in Svizzera, il Re Ferdinando lo volle come intendente della terra di Bari. Durante i sei mesi di vita della Repubblica Partenopea, nel palazzo trovò rifugio il Borbonico De Cesare, fino al 5 aprile 1799 in segno di sfida verso Giordano che a Napoli faceva parte del Governo della Repubblica. Attualmente è di proprietà dei discendenti Carrelli-Palombi. Il Palazzo ha la cospicua consistenza di venti saloni, arricchito da ampi e spaziosi sotterranei indispensabili per i servizi logistici del nobile casato: cantine, stalle con mangiatoie, depositi di vario genere, sale molitorie ed un’artistica Chiesetta con ingressi distinti sia dall’atrio del Palazzo che dalla via pubblica nel pieno centro storico. Nella chiesetta sono custodite preziose reliquie di martiri del Cristianesimo. L’intero palazzo è stato spogliato di pregevoli dipinti e dell’archivio storico di inestimabile valore documentaristico per il passato adelfiese. Altri link: http://iluoghidelcuore.it/luoghi/adelfia/palazzo-marchesale-dei-bianchi-dottula/1045, https://questaeadelfia.jimdo.com/monumenti/, http://www.fondoambiente.it/upload/oggetti/Adelfia_%20Palazzo_Marchesale.pdf, http://rete.comuni-italiani.it/wiki/Adelfia/Castello_Marchesale

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Adelfia, testo di Gianni Gagliardi su http://www.prolocoadelfia.it/palazzo-marchesale.asp, testo redazionale su http://www.mondimedievali.net/Castelli/Puglia/bari/adelfia.htm

Foto: la prima è di lorenzo84 su http://mapio.net/pic/p-38264965/, la seconda è presa da http://www.barinedita.it/inchieste/n1703-adelfia-il-ritorno-del---marchese-di-montrone----%C2%ABma-ha-proibito-i-fuochi%C2%BB

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