martedì 20 giugno 2017

Il castello di martedì 20 giugno



FIRENZUOLA (FI) - Rocca di Caterina Sforza in frazione Piancaldoli

"Castrum Plani Aldoli" nominato anche "Plancaldoli", venne eretto nel 1101 da Aldo degli Ubaldini. Nel 1187 Urbano III lo concesse alla Chiesa cervese mentre Federico II, nel 1220, lo riconsegnò agli Ubaldini ai quali lo tolse nel 1244 Innocenzo IV concedendolo alla Chiesa imolese: più tardi se ne impossessò Maghinardo Pagani che nel 1276 resistette validamente all'assedio portato dai Bolognesi collegati ai Fiorentini. Nel 1292 si sottomise al Comnue di Imola e agli Alidosi, sei anni dopo venne aasediato ancora senza esito dai Bolognesi, che riuscirono ad entrarne in possesso soltanto dopo la morte di Maghinardo, avvenuta nel 1302; nel 1311, infatti, il Comune di Bologna provvide a fortificarlo con una rocca, mantenendone il possesso fino al 1350, anno in cui fu occupato dal Durafort, conte di Romagna. Dieci anni dopo Innocenzo VI lo concesse a Gioacchino Ubaldini che nel 1362, morendo, lo donò al Comune di Firenze. Nel 1371 era comunque di nuovo soggetto ai Bolognesi ai quali lo tolse nel 1405 il Cardinale Cossa per cederlo ai Fiorentini «et dengligo» annota un anonimo cronista bolognese «per cinque millia corbe de formento...». Il dominio di Firenze sul castello durò circa settant'anni; nel 1473, infatti, Sisto IV lo concesse al nipote Girolamo Riario il quale cinque anni dopo incaricò Antonio e Francesco Marchesi di rinforzare e ampliare la rocca. Tale investitura papale suscitò l’ira di Lorenzo de’ Medici, le cui truppe fiorentine affrontarono quelle del Riario proprio nei pressi della Rocca che sovrasta il paese (che dalla consorte del Riario, Caterina Sforza, prese il nome), in una battaglia nel 1488 in cui perse la vita un tale Cecca, inventore di catapulte ammirato in tutto il territorio fiorentino. L’episodio è narrato da Niccolò Machiavelli, che a Piancaldoli sostò durante un suo viaggio verso Imola, nelle sue Istorie Fiorentine. L'assedio fiorentino fu vincente e Piancaldoli fu espugnato, rimanendo così definitivamente in possesso del Comune di Firenze. Della rocca è rimasta solo la torre principale, cimata e fortemente rimaneggiata ma ancora leggibile per l'ingresso sopraelevato. L'edificio, che domina il paese e l'alta valle del Sillaro da più di cinque secoli, oggi è restaurato ed è una normale abitazione. La leggenda popolare vuole che nella rocca di Caterina Sforza si odano tuttora strani rumori e che a Monte La Fine (ove sorgeva un'altra fortezza) nella notte di Natale, appaia la malvagia Contessa con spada ed armatura, sopra un destriero bianco.

Fonti: http://www.progettoubaldini.it/eventi/castelli-ubaldini/61/piancaldoli.html, http://www.piancaldoli.it/storia.aspx?ID=4, http://digilander.libero.it/piancaldoli/Poggio_Rocca.htm


Foto: è presa da http://www.progettoubaldini.it/eventi/castelli-ubaldini/61/piancaldoli.html

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