venerdì 9 giugno 2017

Il castello di sabato 10 giugno





ROMA – Tor San Michele a Ostia

Lo straripamento del Tevere nel 1557 comportò un notevole mutamento nelle condizioni del territorio, spostando il corso del fiume verso settentrione e provocando un avanzamento della costa, nei pressi del suo delta, di oltre un chilometro. Il sistema difensivo locale subì ingenti danni che determinarono la decadenza della Rocca di Giulio II (http://castelliere.blogspot.it/2017/05/il-castello-di-venerdi-26-maggio.html), venutasi a trovare troppo distante dal fiume e quindi non più in grado di assolvere le funzioni doganali. Notevole era in quegli anni la paura di incursioni da parte dei pirati, che spinse il pontefice Pio IV ad incaricare l'architetto Francesco Laparelli della revisione di tutto il sistema difensivo costiero, anche allo scopo di garantire la sicurezza della navigazione. Il ruolo di presidio fortificato del Tevere fu quindi assunto dalla medioevale Tor Boacciana, una delle più importanti vedette costiere della zona, in attesa che venisse edificato, presso l'idroscalo di Ostia, il maschio di Tor San Michele che sarebbe poi diventata la nuova dogana pontificia. La torre fu costruita tra il 1564 e il 1568 e prende il nome dal pontefice Pio V, Michele Ghisleri, continuatore dell’opera di Pio IV, che la chiamò così in onore del suo protettore San Michele Arcangelo. Il suo progetto è attribuibile a Michelangelo, ma la realizzazione, nel 1568, fu opera di Nanni di Baccio Bigio. All’epoca della costruzione la Torre si trovava direttamente sulla spiaggia, da cui ora dista 750 metri. Il torrione, a pianta ottagonale, ha un’altezza di 18 metri e un perimetro di 96 metri. Cinto da un fossato, possedeva un ponte levatoio oggi trasformato in passerella. La costruzione interamente casamattata è articolata su tre piani, ciascuno con otto vani coperti con volta a crociera; nei sotterranei si custodivano materiali d’artiglieria; al piano terra si trovava il corpo di guardia e gli alloggiamenti per gli uomini; al primo piano si trovava l’alloggio dei comandanti. La torre non presenta feritoie o merli per poter sparare. Completa la struttura la terrazza, circondata da un massiccio cornicione sporgente sostenuto da beccatelli in muratura, che ospita la piazza d’armi. Sul cornicione otto garitte o "bertesche" proteggevano le vedette. La particolarità della torre si evince nella terrazza, il cui pavimento obliquo permetteva la caduta dei proiettili e mine in una vasca di raccolta, costituita da una apertura circolare del diametro di otto metri. Nel 1930 la torre fu restaurata e in questa occasione si aprirono sui muri esterni delle finestre. Utilizzata come faro, venne occupata durante la seconda guerra mondiale dai tedeschi e poi dagli americani. Nel 1892 entrò a far parte degli immobili artistici su incarico della Soprintendenza Archeologica di Ostia Antica. Dal 1994 è passata in consegna alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Roma. Tor San Michele inserita nel foglio 1082 del Nuovo Catasto Edilizio Urbano è un immobile demaniale di interesse importante ai sensi della legge 1089/39, sulla tutela delle cose d’interesse storico-artistico. La Torre è adiacente al Porto Turistico di Roma.



Foto: la prima è presa da http://ostiaedintorni.it/tor-san-michele-ostia-apertura-al-pubblico-un-solo-giorno/, la seconda e la terza sono del sottoscritto, molto recenti, scattate lo scorso 28 maggio in occasione della riapertura straordinaria (solo quel giorno) al pubblico del monumento, dopo tanti anni in cui non era stato possibile visitarlo.

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