mercoledì 28 giugno 2017

Il castello di giovedì 29 giugno



BUJA (UD) – Castello

Dell’antico castello medievale di Buja oggi restano alcune rovine visitabili esternamente. Sorse dove in epoca preistorica propabilmente c’era un villaggio neolitico, che venne in seguito trasformato in castelliere. I romani ne crearono un castrum con compiti difensivi. Nel 792 viene citata “Boga” all’interno di una donazione di una chiesetta da parte di Carlo Magno al Patriarca Paolino II. Venne incluso nella famosa donazione di cinque castelli dell'imperatore Ottone II al Patriarca Rodoaldo, nella dieta di Verona dell’11 giugno 983, entrando così a far parte stabilmente dei beni patriarcali. Il Castello di Buja fu feudo di parecchie famiglie, tra cui i Signori di Buja, di Varmo, d'Arcano (1265). Nel 1267 Adalferio V di Feltre e Belluno e Lodovico di Villalta (anche per i tre fratelli) rinunciarono per mille libbre d'oro di piccoli, alla loro parte di abitanza nel castello, alla torre, nonché ad altri possessi. Il maniero passò poi a Costantino Crisimano Savorgnan, ma il Patriarca Raimondo della Torre ordinò (1298) di restituirglielo con tutti i diritti ottenuti. Nel 1312 il Patriarca Ottobono de' Razzi lo concesse con tutti i privilegi ed abitanza perpetua a Federico di Prampero. L’anno seguente fu conquistato, nonostante la strenua difesa, dal Conte di Gorizia. Ritornato tra i possessi patriarcali, Bertrando di San Genesio lo fece restaurare (1335) perché logorato dalla vecchiaia e dagli eventi storici. Unite Buja e Artegna alla gastaldia di Gemona nel 1340, venne ceduto nel 1341 per otto anni a Vicardo di Colloredo con l'obbligo di mantenerlo efficiente. Fu ripreso nel 1345 dai Conti di Gorizia. Trovandosi ancora in pessime condizioni il maniero fu concesso ai fratelli Alessandro, Giovanni e Giuliano del fu Bertrando Bugni, di Tolmezzo, a patto che lo mettessero in efficienza. Nel 1366 Il Patriarca Marquardo lo riscattò per assegnarlo nel 1370 a Federico Savorgnan. Anche allora il castello figurava tra i principali della Patria del Friuli e dal 1375 al 1380 fu dato in pegno a Francesco Savorgnan per 1589 ducati con l'obbligo di rinforzare tra l'altro la torre. Ma poco dopo lo ebbe Michel di Rabatta, Generale del Goriziano ed in seguito ritornò ai Savorgnan per essere ancora unito ad Artegna, nel 1392. Il patriarca cedette poi il castello di Buja per la torre di Galvano a San Daniele. Nel 1413 il Castello di Buja fu occupato dall'imperatore Sigismondo assieme al castello di Osoppo. Fu poi ceduto a Gemona e nel 1418 agli Arcoloniani, ma il maniero appariva in pessimo stato. Nel 1420, con l’avvento della Repubblica di Venezia, lo ottennero i Savorgnan che lo mantennero fino al 1797. Fu lesionato dal terremoto del 1511 ed avendo persa la sua funzione militare, andò progressivamente in rovina. L'edificio aveva una pianta poligonale con la torre mastio, la torre porta con ponte levatoio, la domus residenziale e la chiesetta di San Rocco demolita nel 1908. Il Castello medievale di Buja è inserito nell'itinerario della “Strada dei Castelli e dei Sapori del Friuli Collinare”. Del fortilizio sussiste il tratto sud-orientale (lungh 40 mt ca.; h max 8 mt) consistente di un imponente recinto in muratura a sacco dello spessore di 1-1,5 metri, dotato di due porte, una posterla, una scala e feritoie. I colli di san Lorenzo e san Sebastiano, con le relative chiese, possedevano anche una propria cinta muraria. Nel primo caso, essa si conserva ancora lungo i fianchi dell’edificio di culto, pur nella sua ricostruzione cinquecentesca, quando alla facciata della pieve fu addossata anche una massiccia torre pentagonale. Riguardo l’altura maggiore, che costituiva il fulcro dell’intero sistema e conteneva, oltre alla chiesa medievale, anche una torre, un “palacium vetus” e un “palacium novum”, nessuna testimonianza materiale è sopravvissuta alle demolizioni degli inizi del XX secolo per la costruzione di un fortino militare. Fonti d’archivio registrano comunque un progressivo abbandono delle sue strutture già agli inizi del XV secolo, al pari di quelle del fortilizio orientale, con l’unica eccezione della chiesetta mononave, restaurata ancora nel XV secolo e ancora in piedi fino ai primi anni del ’900. Altri link utili: https://consorziocastelli.it/icastelli/udine/buja, http://www.comune.buja.ud.it/index.php?id=22661, http://www.scoprifvg.it/site/castello-di-buja/. Per vedere altre foto di quello che rimane del castello, vi consiglio di visitare le recensioni su Google di “Resti del Castello di Buja”, dove effettivamente ne trovate altre che però sono coperte da copyright.




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