martedì 5 aprile 2016

Il castello di martedì 5 aprile






VALLE CASTELLANA (TE) – Castello Bonifaci in frazione Vallenquina

Vallenquina, che alcuni dicono anticamente si chiamasse Vallonchina, altri Valle Equina, è una frazione di Valle Castellana (Teramo) a m.869 s.l.m. e si trova lungo la strada che per secoli ha consentito l’accesso al Piceno ed alla Val Vibrata da Roma. Una strada di comunicazione importantissima, presidiata fin dal XII secolo e per molto tempo dal Castel Manfrino (http://castelliere.blogspot.it/2013/07/il-castello-di-sabato-13-luglio.html), la fortificazione voluta da Manfredi di Svevia, di cui oggi sono visibili solo pochi ruderi, nei pressi di Macchia da Sole, a vista del borgo di Piano Maggiore. Il borgo è riconoscibile anche da grande distanza, per via della presenza di una costruzione assolutamente particolare che è il Castello Bonifaci. L’edificio ha una torre quadrata con merlature e fu fatto costruire in stile neogotico agli inizi del 1900 dallo studioso Vincenzo Bonifaci (1864-1943), forse sui resti di un’antica torre. Vincenzo Bonifaci, personalità di spicco a cavallo di due secoli, fu avvocato e poi notaio in Bellante, fu professore di economia politica all’Istituto Tecnico di Teramo e scrisse saggi sui filosofi Giordano Bruno e Fausto Socini. Oggi la costruzione è di proprietà della famiglia Angelini. Sull'architrave di una porta posta sotto la volta che dà accesso al cortile retrostante è incisa la data del 1856. Sotto la stessa volta di accesso fa bella mostra di sè lo stemma araldico dei Bonifaci, recante l’aquila ghibellina, che richiama quello degli Svevi di Manfredi, Re di Sicilia. Si presenta come un piccolo agglomerato di case ben ristrutturate disposte lungo l’unica breve strada in modo ordinato, per le cui costruzioni è stata usata quasi esclusivamente la pietra arenaria. In fondo alla via si trova il “castelletto”, nel cortile posteriore del quale si trova la chiesetta di San Nicola, oggi in ristrutturazione, risalente probabilmente alla dominazione spagnola di Carlo V d’Asburgo (1500-1558). L’edificio rimanda, seppur in maniera molto più modesta, al castello del pittore Gennaro della Monica di Teramo e alle sue architetture. Il complesso di Vallenquina sorge in posizione centrale allo stretto crinale dove si adagia il borgo, sbarrando il passo all'unica via che percorre l'abitato. I contrasti tra i colori dell'arenaria, del travertino e del cotto (usato per le finiture) ne abbelliscono le facciate dove si aprono le finestre ogivali impreziosite al piano terra da interessanti inferriate. Una fila di piccoli beccatelli merlati funge da cornicione al corpo principale a richiamare le fortificazioni medievali ormai distanti negli anni, il tutto dominato dalla piccola torretta d'avvistamento che scruta l'orizzonte cercando le tracce di ormai improbabili invasori. Costruito accorpando altre abitazioni preesistenti, delle quali emergono le tracce fra le mura, è unito ad un'altra ala mediante un ponte, oltrepassato il quale si accede al cortile sul retro del castello. Qui è possibile visitare “virtualmente” il moderno castello: http://toranonuovo.italiavirtualtour.it/dettaglio.php?id=97958. Altro link suggerito: http://pensieriteramani.blogspot.it/2013/04/nel-maniero-di-vallenquina.html


Foto: la prima è di Peter Forster su https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Vallenquina_-_Castello_Bonifaci.JPG, la seconda è di Dino Pettinaro su http://www.panoramio.com/photo/90581009

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