lunedì 10 luglio 2017

Il castello di lunedì 10 luglio




CANDIOLO (TO) - Castello di Parpaglia

Fino alla prima metà del XII secolo, era considerato feudo di casa Savoia, vi sono però, negli archivi di Stato, antichi documenti che dimostrano che, già agli inizi del 1200, Candiolo fosse anche possedimento dell'Ordine di Malta: il paese fu dapprima Commenda e poi, nel XVI secolo, Camera Priorale dell'Ordine, una delle quattro principali fra quelle esistenti nel Gran Priorato di Lombardia. Il Castello di Parpaglia è una delle rare preesistenze medievali del territorio composito e ricco del parco di Stupinigi. Strettamente connesso con la cascina Parpaglia, attualmente abitata e sede di aziende agricole e lavoratori contadini dei campi circostanti, ha necessità urgente di essere messo in sicurezza e di essere recuperato e riportato a splendere. Verso la metà del milleduecento, nell’antico paese di Candiolum, il nobile cavaliere Willelmus de Parpaglia, del casato dei Revigliasco, signore del luogo, appartenente all’Ordine  dei cavalieri Gerosolomitani, decise di partire per difendere il Santo Sepolcro dalle orde islamiche. Al suo seguito erano altri cavalieri e scudieri. Si unirono all’impresa uomini, donne, pellegrini, musici e trovatori. Grazie a questi ultimi si potè in seguito conoscere le gesta dei prodi cavalieri. Le genti tutte li vollero accompagnare alle porte del paese per salutarli, augurando loro un glorioso ritorno. I nobili di Parpaglia furono conti della Bastia e di San Secondo. Discendenti come ramo cadetto del casato dei Revigliasco; furono anche signori di Bobbio Pellice, Borgaro, St Marcel, Candiolo, Cercenasco. I nobili di Parpaglia si dividevano in due rami: quelli di Revigliasco e quelli di San Secondo. I Parpaglia di Revigliasco avevano quale residenza in Candiolo il castello omonimo, tuttora esistente, situato a poca distanza dal centro abitato. Sul loro stemma viene raffigurato un leone rampante di colore rosso su campo argento. Il motto era: “SAN BRUIT”. I Parpaglia di San Secondo risiedevano nella zona del pinerolese. Sullo stemma viene raffigurato il leone rampante nascente, sempre di colore rosso su campo d’argento. Il motto era: “EX ULTROQUE RUBOR” (già forti come la quercia.). Dell'antico complesso rimane una torre cilindrica in laterizio, poi rimaneggiata nel corso dei secoli. Il castello fu più volte al centro di battaglie tra i Savoia e il Marchese del Monferrato e, successivamente, distrutto dalle truppe francesi. Altri link suggeriti: https://www.facebook.com/pg/STUPINIGI-32462202567/photos/?tab=album&album_id=10150293978692568, https://www.youtube.com/watch?v=G95-01yZ78Y (video di Sorveglianza Aerea Territoriale), https://www.youtube.com/watch?v=G95-01yZ78Y (video di 3D Drone Italy).

Fonti: http://www.comune.candiolo.torino.it/servizi/notizie/notizie_homepage.aspx, http://iluoghidelcuore.it/luoghi/candiolo/castello-di-parpaglia/12373, http://www.gruppostoricocandiolo.it/011ilcastello.html, testo su pubblicazione "Castelli in Piemonte" di Rosella Seren Rosso (1999)

Foto: la prima è di halzy su http://rete.comuni-italiani.it/foto/2009/378969/view, la seconda è presa da http://iluoghidelcuore.it/luoghi/candiolo/castello-di-parpaglia/12373

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