BEREGUARDO (PV) – Castello Visconti
Le prime notizie storiche riguardanti Bereguardo si possono
ascrivere al periodo delle invasioni nel territorio prima dei longobardi e poi
dei franchi ed a tal proposito sono state fatte delle ipotesi etimologiche sul
nome del borgo come la forma francese "Beauregarde". Appartenente
alla Campagna Soprana di Pavia, l'abitato si sviluppò attorno al
castello costruito dai Visconti di Milano all'inizio del XIV secolo per il
controllo di un passo del Ticino, e diventato ben presto luogo di svaghi e
cacce per i duchi di Milano, da cui il nome di bel riguardo per la
posizione panoramica dominante la valle alluvionale del Ticino. A tal proposito
sappiamo che il 16 febbraio 1386 il duca Gian Galeazzo Visconti decise di
estendere ai confini del comune anche una grande parte verso il Ticino di modo
da potervi creare una grande riserva. A quest'epoca è ascrivibile inoltre la
costruzione del locale porto sul Ticino, con un tradizionale ponte sostenuto da
chiatte (appartenente alla Strada Provinciale 185), che ancora oggi viene
mantenuto e che collega il comune di Bereguardo con la vicina frazione Boscaccio,
questa appartenente al comune di Zerbolò. Nel XV secolo, il castello e
l'abitato di Bereguardo vennero infeudati a Matteo Mercagatti di Bologna
(capostipite degli Attendolo Bolognini) che era già castellano di Pavia.
Nel 1447 il conte Francesco Sforza, con l'intento di impadronirsi del Ducato di
Milano, pose assedio al castello di Bereguardo facendosi in breve tempo
consegnare il borgo grazie alla complicità di Agnese Del Maino (amante del duca
Filippo Maria Visconti) per poi ricompensare lo stesso Mercagatti col titolo di
conte e con il feudo di Bereguardo. Il ruolo politico del Mercagatti, ad ogni
modo, divenne secondario quando Francesco Sforza riuscì a raggiungere il
proprio intento nel 1450 con l'elezione a duca del milanese. Fu in quell'anno,
infatti, che il castello e il borgo di Bereguardo vennero concessi in usufrutto
a Giovanni Tolentini della Stacciola, originario di Urbino, suo capitano delle
guardie e consigliere personale nonché sposo di Isotta Sforza, figlia naturale
del duca. Quest'ultima donazione, ad ogni modo, fu un semplice usufrutto in
quanto i diritti feudali vennero mantenuti da Francesco Sforza. Nel XVIII
secolo era infeudato agli Eleiizander. Il castello di Bereguardo si
presenta come una struttura imponente che sorge al centro dell'abitato,
circondato da un fossato che un tempo traeva la propria acqua dal vicino Naviglio.
Il grande quadrato dell’edificio, cinto a sua volta da un più grande quadrato
recintato (bassa corte), riprende la classica tipologia a impianto
quadrangolare dei castelli viscontei di pianura. Il castello venne iniziato
verso la metà del XIV secolo da Luchino Visconti per poi essere ampliato da Bernabò
Visconti nel suo progetto di rafforzamento dello stato di Milano, anche se tale
residenza ricalcava maggiormente l'impianto di una villa di piacere che di un
elemento militare difensivo. Ciò spiega, probabilmente, la mancanza di torri
angolari. La parte più importante del complesso è oggi caratterizzata da una
splendida bifora gotica in cotto presente sulla facciata a sud che secondo
alcune fonti sarebbe attribuibile al Bramante e realizzata durante gli
ampliamenti che volle realizzare sulla struttura Filippo Maria Visconti nel XV
secolo. Con Filippo Maria Visconti la tradizione vacanziera del castello di
Bereguardo continuò: il terzo duca di Milano ne fece persino dono
(conservandone le caratteristiche di signorile residenza di campagna)
all'amante Agnese del Maino, dalla quale ebbe nel 1425 l'unica figlia Bianca
Maria. E non solo: per raggiungere indisturbato l'amata Agnese, fece tracciare
un nuovo canale artificiale che partiva dalla darsena di Abbiategrasso e
raggiungeva Bereguardo. Dal castello milanese di Porta Giovia (oggi noto come
castello Sforzesco), attraverso il fossato e un breve canale di raccordo con il
Naviglio Grande, Filippo Maria poteva dunque, a bordo della personale barca di
nome "La Magna", recarsi rapidamente e senza
soste da Milano a Bereguardo. Il maniero conserva ancora traccia della presenza
di Filippo Maria Visconti: su una delle finestre dell'ala settentrionale è
apposta la sigla FM. La pianta generale della costruzione, un tempo
quadrangolare, si presenta oggi di forma ad "U" per la mancanza
dell'intera ala nord che venne demolita in tempi successivi (in analogia a
quanto successo al castello di Pavia) e anche il portale è oggi frutto dei
rimaneggiamenti settecenteschi che intaccarono l'originaria struttura. Il
maniero, interamente realizzato in laterizi a vista, mostra resti di un ponte
levatoio sull’ingresso. È rimasta anche la merlatura bifida, con spazi
intermerlari molto ridotti. Dopo diversi passaggi di proprietà il castello
giunse nelle mani dell'ingegnere milanese Giulio Pisa esponente della nota famiglia
Pisa il quale nel 1897 decise di donare la struttura al comune di Bereguardo il
quale ancora oggi ne è proprietario e che al suo interno ha posto gli uffici
amministrativi e la Biblioteca Civica. Una serie di restauri negli anni '80 a
opera del Comune su progetto degli archittetti Rizzini e Carminati, ha
rivitalizzato e valorizzato il monumento. Altro link suggerito: http://www.comune.bereguardo.pv.it/paginehome_item.asp?id=2.
Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Bereguardo, http://www.comune.bereguardo.pv.it/galleria_gruppo.asp?g=CAST (ricco di belle foto da ammirare), scheda di Giacomo Turco su http://www.icastelli.it/castle-1271871140-castello_di_bereguardo-it.php, http://www.paviaedintorni.it/temi/arteearchitettura_file/artearchitettura_castelli_file/castelli_bereguardo.htm, http://www.visitpavia.com/it/poi/1912
Foto: la prima è di Solaxart 2012 su http://www.preboggion.it/CastelloIT_di_Bereguardo.htm, la seconda è presa da http://www.bellitaliainbici.it/bereguardo/IMG_8208.jpg
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