mercoledì 30 novembre 2016

Il castello di mercoledì 30 novembre






SORAGNA (PR) - Rocca Meli Lupi

Il primo castello edificato a difesa del territorio di Soragna fu innalzato nel 985 dal marchese Adalberto Pallavicino, che nel 996 lo fece ampliare destinandolo al figlio Oberto; i suoi discendenti nel 1077 furono investiti ufficialmente del feudo da parte del futuro imperatore del Sacro Romano Impero Enrico IV di Franconia. Nel 1186 la fortezza subì un attacco congiunto da parte dei guelfi parmigiani e cremonesi, che, durante gli scontri contro piacentini e borghigiani, distrussero il maniero; i diritti sulla signoria furono tuttavia confermati ai Pallavicino, quando nel 1189 il marchese Oberto ne fu insignito dall'imperatore Federico Barbarossa. Nel 1198 un matrimonio consentì alla famiglia Lupi di entrare in possesso del feudo e di avviare i lavori di ricostruzione del castello, che fu innalzato forse sulla riva opposta del torrente Stirone; Ugo, Sopramonte, Rolando e Guido Lupi ereditarono i beni paterni nel 1237, ma nel 1249 rientrarono a Soragna i Pallavicino, con il marchese Oberto II, che ne fu investito dall'imperatore Federico II di Svevia. Nel 1266 il castello dei Pallavicino fu conquistato dai parmigiani; nel 1305 Giberto III da Correggio, signore di Parma, dovette cedere nuovamente il maniero in seguito all'assalto da parte delle truppe estensi guidate da Bonifacio ed Orlandino Lupi, alleate dei Rossi e degli Scorza; nel 1345 Filippino Gonzaga e Luchino Visconti espugnarono e distrussero la fortezza occupando il feudo di Soragna, nel 1347 elevato a marchesato ed assegnato a Ugolotto Lupi da parte dell'imperatore Carlo IV di Lussemburgo. Nel 1385 il duca di Milano Gian Galeazzo Visconti concesse a Bonifacio ed Antonio Lupi il diritto di ricostruire il castello, i cui lavori terminarono intorno al 1392. Nel 1395, tuttavia, Niccolò Pallavicino fu insignito del feudo di Soragna da parte dell'imperatore Venceslao di Lussemburgo, senza riuscire ad entrarne in possesso; nel 1427 tentò invano di rivendicarne la proprietà anche il marchese Rolando il Magnifico. Nel 1500 il marchese Diofebo Lupi si schierò con Ludovico il Moro contro il re di Francia Luigi XII per il possesso del ducato di Milano; nel 1513 designò come erede il nipote Giampaolo I Meli, figlio di sua sorella; di ciò approfittò il papa Leone X, che fece occupare il castello ed il feudo per nominarne vicario il fratello Giuliano de' Medici; solo tre anni dopo Camillo Trivulzio conquistò la rocca in nome del re Francesco I di Francia, che restituì ai Meli nel 1518 solo in seguito al pagamento di una grossa somma di denaro. Già nel 1521 i marchesi furono costretti a lasciare nuovamente il castello, in seguito all'assalto da parte di Bonifacio Aldighieri, che ne fu ufficialmente investito dall'imperatore Carlo V d'Asburgo; tuttavia, nel 1522 la rocca fu attaccata e riconquistata dal marchese Giampaolo, che nel 1530 aggiunse al proprio anche il cognome materno, dando origine alla dinastia dei Meli Lupi. Nel 1551 il castello, all'epoca caratterizzato dai forti connotati difensivi, fu assaltato durante la guerra di Parma, ma resistette agli attacchi; fu in seguito ulteriormente rinforzato, ma non subì più aggressioni rilevanti. Per questo nel XVI e soprattutto nel XVII secolo fu trasformato in elegante dimora nobiliare barocca. Nel 1709 l'imperatore Giuseppe I d'Asburgo elevò il marchesato a principato del Sacro Romano Impero, con facoltà di battere moneta; i Meli Lupi arricchirono ulteriormente il castello, incaricando dei lavori gli architetti Angelo Rasori nel XVIII secolo e Antonio Tomba nel XIX. Nel 1805 il principato di Soragna fu soppresso in seguito agli editti napoleonici, ma i Meli Lupi mantennero la proprietà della rocca, il cui ampio parco retrostante fu trasformato nel 1833 in giardino all'inglese, su progetto dell'architetto Luigi Voghera. Il castello si sviluppa simmetricamente su una pianta pressoché quadrata, attorno ad un cortile centrale; in corrispondenza dei quattro spigoli sono collocate altrettante torri quadrangolari, mentre al centro della facciata principale si erge una quinta torre d'ingresso più stretta; sui tre lati anteriori si allarga un profondo fossato asciutto. Sul retro si estende dalla torre nord-occidentale una lunga struttura, che collega la rocca con la Cappella di Santa Croce, proseguendo ulteriormente verso ovest per concludersi col Fortino neogotico, che innalza sui margini di un laghetto romantico. La facciata principale, interamente rivestita in laterizio come il resto della struttura, è accessibile attraversando un ponticello in muratura, innalzato nel XVII secolo in sostituzione dell'antico ponte levatoio; ai lati sono collocati due alti piedistalli in mattoni a sostegno di altrettanti grandi leoni in pietra. Il prospetto è suddiviso dall'aggetto delle tre torri in cinque corpi di ugual altezza, che si elevano su tre piani, scanditi da sottili fasce marcapiano, oltre il seminterrato; il livello inferiore, caratterizzato dall'andamento a scarpa della muratura, si apre direttamente sul fossato. Nel torrione centrale, innalzato nel XVII secolo nel corso della trasformazione della rocca in palazzo nobiliare, l'ampio ingresso ad arco a tutto sesto è sovrastato al primo livello da un piccolo balcone incassato, al di sopra del quale campeggia, al centro di un secondo arco, un grande stemma dei principi Meli Lupi. A coronamento della torre d'ingresso si eleva un ampio timpano triangolare, dai tratti classici. I prospetti laterali, anch'essi caratterizzati dalla presenza delle torri angolari in aggetto, mantengono pressoché inalterati i tratti della facciata principale; si distingue tuttavia la fronte occidentale per la presenza di un loggiato all'ultimo livello. L'androne d'accesso è coperto da una volta a botte decorata con un grande ovale affrescato contenente l'Assunzione della Vergine, con la citazione Domum custodiat quae Christum custodivit (Protegga la casa colei che protesse Cristo). All'interno il cortile centrale è preceduto da un elegante porticato ad archi ribassati, che, sostenuto da un massiccio colonnato ionico in pietra di Sarnico, si estende sul lato meridionale d'ingresso; la volta a padiglione lunettata di copertura è decorata con affreschi realizzati nel 1446, che raffigurano tralci e rami di vite, mentre le ampie lunette sottese sulle pareti sono dipinte con gli stemmi delle casate imparentatesi nei secoli con i Meli Lupi. La corte, arricchita da quattro statue collocate in corrispondenza degli spigoli, è ricoperta sul livello terreno delle pareti perimetrali da una fitto muro verde di rampicanti. Il primo nucleo del giardino sorse nel 1542 sul retro della rocca, ove il fossato fu interrato quando le esigenze difensive ebbero fine. Nel XVII secolo i Meli Lupi incaricarono l'architetto Giovanni Battista Bettoli della realizzazione di un grande giardino all'italiana, ornato con nicchie all'interno del muro di confine per ospitare le numerose statue ancora oggi presenti nel parco. Nel 1781 il giardino fu ulteriormente ampliato ed arricchito di nuove piante; solo nel 1833 assunse l'aspetto attuale di parco all'inglese con laghetto artificiale, su progetto dell'architetto Luigi Voghera. Oggi il grande spazio verde si sviluppa sul retro del castello, allungandosi verso occidente fino ad abbracciare il piccolo Fortino merlato alla ghibellina di stile neogotico, che conclude la Galleria dei Poeti. Il laghetto, circondato da numerosissime piante d'alto fusto, si estende sotto il terrazzino all'interno delle arcate a sesto acuto che lo sostengono; al centro dello specchio d'acqua emerge la piccola Isola dell'Amore, con due grotte artificiali arricchite da finte stalattiti e stalagmiti. Il giardino è collegato con la rocca attraverso uno scalone a doppia rampa, che scende dalla Sala del Bocchirale; ai lati sono collocate sei statue settecentesche, che rappresentano il Nilo, il Gange, la Primavera, l'Estate, l'Autunno e l'Inverno. Sul margine orientale del parco si innalza il Café Haus, piccolo edificio dalle forme neoclassiche, aperto verso il giardino con un portico innalzato su alte colonne a sostegno di un timpano triangolare. Nelle vicinanze si trova un esemplare plurisecolare di noce d'America, di notevoli dimensioni. Sul confine settentrionale si estende un'elegante serra neoclassica, preceduta da una serie di arcate, con antistante giardino ricco di rose e statue, tra cui un pregevole Pastore d'Arcadia. I numerosi vialetti che si snodano nel parco sono infine arricchiti da panchine ed altre statue raffiguranti divinità della mitologia classica, di manifattura barocca veneziana. Il castello è aperto al pubblico e fa parte del circuito dei castelli dell'Associazione dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. Risultano visitabili, oltre al cortile centrale col porticato, la Sala del Baglione, la Sala Gialla, la Camera della Sposa, la Sala del Bocchirale, la Sala Rossa, la Sala del Biliardo Antico, la Sala degli Stucchi, la Galleria dei Poeti, la Cappella di Santa Croce, il Fortino, la Sala da Pranzo, la Sala delle Armi, la Galleria delle Monache, lo Scalone d'Onore, la Grande Galleria, la Sala delle Donne Forti, la Sala del Trono, la Camera Nuziale ed il Salottino Dorato (descrizioni dettagliate dei vari ambienti sia a questo link: https://it.wikipedia.org/wiki/Rocca_Meli_Lupi_di_Soragna, sia nel sito web ufficiale: http://www.roccadisoragna.it/). Cosa rimane oggi della Rocca e della dinastia dei Meli Lupi? Molto più di quello che si potrebbe pensare. La Rocca è infatti aperta al pubblico ed è tuttora abitata dal principe Diofebo VI, ultimo discendente dei Meli Lupi. Questi, pur essendo uno degli uomini in possesso di più onorificenze al mondo (la sua discendenza gli garantisce infatti i titoli di Marchese, Conte Palatino, Grande di Spagna, Principe del Sacro Romano Impero, solo per citarne qualcuno), si definisce “nulla più che un contadino” e impiega tutto il suo tempo e la sua energia nella manutenzione della dimora e nell’amministrazione dei propri poderi. C’è un gesto in particolare che conferma questa sua natura umile ed estremamente umana: pochi mesi fa (marzo 2014) un’anziana vedova ha ricevuto, dai nuovi proprietari dell’appartamento in cui viveva ormai da anni, un’ingiunzione di sfratto; quasi incredula, e non sapendo a chi rivolgersi per trovare una nuova sistemazione, ha lanciato un disperato appello su un giornale locale. E indovinate un po’? A rispondere è stato proprio il principe, che ha messo subito a disposizione della pensionata e del figlio disoccupato un appartamento in comodato gratuito (fonte: ilmattinodiparma.it). Secondo la leggenda, tra le mura del castello si aggirerebbe il fantasma di Cassandra Marinoni, più conosciuta come Donna Cenerina, forse per il pallore dell'incarnato, oppure per il colore dei capelli o degli abiti che indosserebbe durante le apparizioni. Nel 1548 ella aveva sposato a Cassano d'Adda Diofebo II Meli Lupi marchese di Soragna. Durante le assenze del marito, che seguì Ottavio e Alessandro Farnese in molte imprese militari, amministrava il piccolo feudo padano, nel quale accolse la sorella Lucrezia, che nel 1560 si era maritata con il conte Giulio Anguissola, un violento che aveva dissipato i suoi beni e quelli della moglie e per giunta aveva cercato di avvelenarla. Il 18 giugno 1573 l'Anguissola si presentò con un gruppo di uomini armati a Cremona dove si trovava Lucrezia e, riuscito ad entrare con l'inganno, la uccise a pugnalate colpendo anche Cassandra che era andata a trovarla. Ferita gravemente, il giorno dopo la marchesa venne portata a Soragna dove spirò. L'atroce delitto, che colpì notevolmente l'opinione pubblica dell'epoca, rimase tuttavia impunito. Da allora, la tradizione vuole che il suo fantasma appaia in particolari circostanze, soprattutto per preannunciare la morte dei suoi discendenti nel castello, oppure qualora gli ospiti della rocca non le risultassero graditi; in tali occasioni, la sua presenza sarebbe accompagnata da strani ed inquietanti fenomeni, tra cui sbattimenti di porte, rumori improvvisi, scricchiolii inspiegabili e rotture di vetri

Fonti https://it.wikipedia.org/wiki/Rocca_Meli_Lupi_di_Soragna, http://turismo.comune.parma.it/it/canali-tematici/scopri-il-territorio/personaggi-storia-tradizioni/riti-leggende/il-fantasma-della-rocca-di-soragna, http://www.scorcidiparma.it/2014/07/15/la-rocca-meli-lupi-a-soragna/

Foto: la prima è una cartolina della mia collezione, la seconda è presa da http://www.allitalianart.com/site/wp-content/uploads/2014/09/Rocca-Meli-Lupi-di-Soragna.jpg

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