venerdì 4 agosto 2017

Il castello di sabato 5 agosto




VASIA (IM) – Castello di Pietralata in frazione Prelà Castello

Nel Medioevo il comune venne compreso nella Castellania di Pietralata Superiore, legando la sua storia medioevale al vicino comune di Prelà. Divenne dominio feudale dei signori di Ventimiglia e successivamente della famiglia Lascaris. Passò alla famiglia reale Savoia, quindi nel Regno di Sardegna e definitivamente nel Regno d’Italia. Il castello venne innalzato, nel XIV secolo, dai Conti Lascaris sopra una larga superficie rocciosa (petralata) a pianta quadrata, con quattro torri angolari e con le mura perimetrali aperte da feritoie. Subì numerosi assalti a seguito delle lotte feudali e venne ceduto ai Savoia nel 1576. Il castello è legato ad una romantica storia d’amore vissuta da Ludovico, secondogenito del conte Guglielmo II Lascaris di Ventimiglia e Tenda, e da Tilburgia, contessina di Boglio. Ludovico, aitante cavaliere e colto trovatore, era stato costretto, suo malgrado, ad entrare in convento, ma conobbe Tilburgia, di cui s’innamorò. Il padre fece rapire la ragazza e l’affidò ai parenti castellani di Pietralata col compito di tenerla per un certo periodo sotto controllo, ma Ludovico riuscì a liberarla ed a fuggire con lei. Dopo varie peregrinazioni, la coppia ottenne rifugio presso Giovanna, regina di Napoli, che fece sospendere i voti al giovane per 25 anni. Tornati a Briga, Ludovico nel 1376 divenne il primo signore del luogo, riprese a dedicarsi alla composizione di poesie e canzoni in lingua d’Oc e, come vuole il lieto fine, visse a lungo felice e contento con la sua Tilburgia. Edificato su un poggio a picco sulla valle del torrente Prino, il castello di Pietralata versa oggi in condizioni alquanto negative; la struttura si intuisce piuttosto massiccia, con un mastio turrito sovrastante il borgo, cinto da una cerchia di mura appoggiate ad un possente sperone roccioso. Purtroppo, l'intero corpo di fabbrica è talmente eroso dai crolli subiti in secoli d'abbandono da rendere difficoltosa una lettura analitica della forma originaria del tutto. Il lato delle mura a valle è adiacente ad abitazioni private, mentre a monte le strutture murarie sono letteralmente annegate in un mare di ulivi, tanto da essere quasi inavvicinabili. Altri link consultabili: http://www.studio-raccanello.it/index.php/it/castello-di-pietralata-vasia.


Foto: la prima è di giancamonty 42 su http://www.panoramio.com/photo/50290138, la seconda è presa da http://www.valprino.it/elenco-paesi/prela-castello/.


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