sabato 16 giugno 2012

Il castello di sabato 16 giugno




CASTEL GIORGIO (TR) – Castello di Montalfina

Il castello di Montalfina, il cui nome deriva da mons ad fines cioè montagna di confine, è un’ importante roccaforte a guardia della zona del territorio umbro a confine con il Lazio. Venne costruito a scopo difensivo, probabilmente, intorno all’anno 1000, sulle rovine di un più antico fortilizio, eretto secondo la leggenda fra il 756 e il 774 dal re longobardo Desiderio che fece innalzare la torre centrale. Nel 1184 fu saccheggiato da Arrigo, figlio del Barbarossa; all’inizio del XIII secolo se ne impadronirono i Monaldeschi. Dopo gli scontri tra i Monaldeschi ed i Filippeschi avvenuti dentro la città di Orvieto, questi ultimi, sconfitti, furono costretti ad abbandonare la città ed a riversarsi nelle campagne occupando anche l’altopiano dell’Alfina e con esso il castello di Montalfina che rimase in mano loro per circa due anni fino a quando i Monaldeschi, mobilitato un potente esercito mossero alla riconquista dei propri feudi. Nell’agosto del 1328 le armate di Ludovico il Bavaro, allo scopo di rastrellare vettovagliamenti per raggiungere Napoli, misero a ferro e fuoco il Castello di Montalfina ed altri baluardi e castelli della zona. Nel 1354 il Cardinale Albornoz mosse alla conquista dei territori limitrofi al viterbese per annetterli al Patrimonio di san Pietro: Montalfina ed il suo borgo conobbero così una nuova proprietà. Alla morte dell’Albornoz il Castello ritornò tra le proprietà dei Monaldeschi, i quali iniziarono una serie di lotte intestine nella stessa Casata, la quale si divise nelle famiglie del Cervo, della Vipera, del Cane e dell'Aquila. Tra il 1411 ed il 1413, Ladislao, re di Napoli, chiamato in aiuto dalla famiglia della Vipera, dopo aver conquistato i territori di Bagnoregio ed Acquapendente, saccheggiò il Castello di Montalfina: l’incendio distrusse parte della cinta muraria e due delle tre torri principali. Nel 1437 i Monaldeschi della Cervara ristrutturarono tutto il Castello apportandovi modifiche architettoniche: un ramo della famiglia vi si stabilì in modo permanente. Giorgio della Rovere, vescovo di Orvieto alla fine del 400 adibì il castello a sua residenza estiva. Nel novembre del 1494 il maniero subì le razzie delle truppe di Carlo VIII, di passaggio per Roma, e nel 1505 un violento terremoto distrusse parte dell’edificio che – avendo subito gravi danni - fu abbandonato definitivamente dai Monaldeschi. Verso il 1590 il castello passò in eredità alla famiglia Sforza che lo ristrutturò e ne fece la propria dimora abituale, attuando un’opera di risanamento anche per le case coloniche sottostanti. Nei primi decenni del 1700 il Patrimonio di San Pietro  venne diviso tra le gerarchie della Chiesa ed il Castello di Montalfina fu assegnato alla famiglia Ravizza che ritroviamo proprietaria nella persona di Monsignor Filippo Ravizza come si può apprendere dalle copie catastali del tempo. Si successero quindi vari membri della suddetta famiglia, che lo ristrutturò in stile purista, fino agli attuali proprietari, i Valentini, che ne hanno fatto il centro di una vasta tenuta agricola. Costruito in pietra rossa locale, ha una pianta rettangolare con cinque torri addossate (di cui quattro posti sugli spigoli e una sul prospetto principale) e una facciata con portale e finestre incorniciati da bugnato. Oltre al castello, Montalfina, conserva, inseriti all’interno di uno spazio verde- quasi una corte interna- al centro del quale è un bel pozzo trecentesco, una chiesa neoclassica e alcuni edifici un tempo adibiti a magazzini, granai, scuderie e abitazioni della servitù. All'interno custodisce una preziosa collezione di armi e suppellettili.

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