venerdì 24 marzo 2017

Il castello di venerdì 24 marzo






SAN FELICE CIRCEO (LT) - Palazzo Baronale Caetani

Oggi sede del municipio, fu costruito nel XIV secolo dalla famiglia Caetani. Alcune sale al suo interno sono decorate da affreschi risalenti ai primi dell’Ottocento. Il Palazzo, il cui primo nucleo si deve probabilmente a Guglielmo Caetani, sorge nel punto strategicamente più importante del paese e dove anticamente doveva esistere una fortezza e si appoggia e comunica con la Torre dei Templari e, dietro questa, va a saldarsi in un corpo unico con il vecchio Convento. L'ultimo piano fu però aggiunto dal Poniatowsky ai primi dell'Ottocento. II piano superiore della torre è probabilmente opera anch'esso del principe polacco. Termina con un coronamento a beccatelli. Il sistema piombante appartiene al passato. Lo vediamo ancora usato nelle torri costiere, benché fossero in pieno sviluppo le armi da fuoco. Prima il "mastio" terminava con una merlatura guelfa (sulla fronte cinque grossi merli), ancora chiaramente rilevabili, sul davanti e sui lati est e ovest, al limite inferiore del quadrante dell'orologio. L'orologio fu collocato sulla torre dal Poniatowsky, ma la campanella non rimane esattamente al centro, poiché i piombatoi, in uno dei quali è stata inserita, sono di numero pari. Ciò ci aveva fatto avanzare l'ipotesi che la costruzione del coronamento e quindi di tutto il piano superiore della torre, potesse risalire a un tempo anteriore. Ma non ci sembra una prova determinante: l'idea di collocare l'orologio sulla torre e quindi di inserire la campanella in uno dei piombatoi potrebbe essersi affacciata solo a lavori ultimati, per ragioni di pubblica utilità. Probabilmente si deve pure a Guglielmo Caetani, se non l'apertura, almeno la sistemazione della Porta ad arco nel lato ovest, dove ancora oggi è l'accesso principale al paese, e dove, anche al tempo dei Romani, veniva a immettere (e immette) la Via XXIV Maggio. Questa Porta, resa accessibile anche ai carri, era difesa da un ponte levatoio. Aveva una duplice chiusura, la prima esterna, l'altra interna, al limite del fornice, consistente in una caditoia, che, una volta calata, sbarrava l'accesso nel caso si fosse riusciti a forzare la prima entrata. Inoltre nel soffitto dell'androne erano praticati dei fori, visibili tuttora, per lanciare proiettili oppure versare liquidi incandescenti contro l'invasore imbottigliato tra i due sbarramenti. Ci resta una preziosa testimonianza della fine del Seicento... ("la suddetta Terra è circondata da muraglia e non si puole entrare che da una porta, nella quale è un gran ponte levatore sopra il quale passano tutte sorti di bestie per servigio di essa terra, con ogni commodità" (sic.) (4). Anche alla metà di questo stesso secolo (a. 1653) abbiamo testimonianza indiretta di questa unica porta in una lettera del Duca Francesco al Governatore di S. Felice: "A Santa Felice non c'è se non una porta..." (5) (C. Miscel. 150, p. 52). e due anni prima questi stesso, rispondendo al Governatore riguardo al pericolo di un assalto da parte dei corsari, scriveva: "Fate star avvertito che si alzi il ponte e pigliateli la chiave della porta, che così non c'e pericolo: come la gente non può uscire, non dubbitate (sic), se fossero 300 Turchi" ... (6). Da tutto questo sembra potersi dedurre che l'altra porta del paese, che guarda verso Terracina, ad arco ogivale, (oggi Antica Porta) doveva essere, se non murata, come sarà in seguito, almeno chiusa permanentemente o quasi, sebbene ciò sembri contrastare con quanto e rappresentato in una pianta urbana del 1680, in cui è indicata con una doppia linea punteggiata, all'inizio e alla fine del fornice. Probabilmente questa porta fu murata per ragioni strategiche, perché lontana rispetto al nucleo fortificato e quindi difficile da difendere in caso di attacco nemico. Pensiamo all'attribuzione, almeno del piano inferiore, del Palazzo Baronale a Guglielmo (oppure agli immediati successori), anche per una innegabile somiglianza della pianta generale di esso con il Castello di Sermoneta (porta con ponte levatoio del paese, lato ovest con torre rotonda all'angolo, lati sud e est, cortile interno, torre dei Templari, piazza attuale del paese sulla fronte e mura perimetrali della "Vigna della Corte", allora tutto uno spiazzo, senza l'ingombro delle due ali di fabbricati, a nord, costruiti posteriormente. La struttura di questo Castello, come appare oggi, è in gran parte dovuta alle novità apportatevi dai Borgia (fu dimora di Lucrezia), tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento, e ad esso sembra essersi ispirato anche il progettista del Castello di S. Felice. Di pianta pressappoco semicircolare, sorge sulle mura perimetrali del paese presso l'angolo sud-ovest, rinforzato da una piccola torre rotonda, e internamente si affaccia su un bel cortile, delimitato, ad est, dalla Torre dei Templari, che qui si eleva in tutta la sua imponenza e, sulla fronte, da un baluardo che da sulla piazza principale del paese, sul quale in seguito fu edificato l'ex Palazzetto Comunale. Altro link suggerito: http://www.dr-costruzioni.com/progetti/palazzo-baronale

Fonti: http://www.comune.sanfelicecirceo.lt.it/manifestazioni/manifestazioni_action.php?ACTION=scheda_turismo&cod_turismo=20, https://www.iluoghideicaetani.it/2015/06/05/il-circeo-nella-leggenda-e-nella-storia-palazzo-caetani/, http://www.sanfelicecirceo.net/cstorico.shtml

Foto: sono entrambe di Pierluigi su  
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