giovedì 12 maggio 2016

Il castello di giovedì 12 maggio






PRIGNANO CILENTO (SA) - Torre Volpe in frazione Melito

Come rilevato da Pietro Ebner, il casale di Melito costituì una universitas autonoma sino alla sua aggregazione a Prignano. Probabilmente venne fondato dagli esuli delle località marittime che, per scampare ai Saraceni, si ritirarono sulle alture intorno ad Agropoli. Vi sono divergenze tra gli storici circa le origini dell'agglomerato. Ad avviso di Matteo Mazziotti, infatti, "tutte e tre queste borgate" (Melito, Poglisi e Prignano) "fecero parte della baronia del Cilento soggetta ai Sanseverino, e sono comprese fra quelle ad essi restituite nel 1276"[6] da Carlo II d'Angiò. Viceversa, l'Ebner ritiene che Melito non sarebbe stato ricompreso tra i feudi restituiti dal re alla famiglia Sanseverino; per tale ragione, salvo ritenere che in data 1276 esso non esistesse, sarebbe possibile ipotizzare che fosse unito a Prignano. Melito viene invece menzionato in tutti i documenti che attestano trasferimenti di feudi dalla metà del XV secolo. Nel 1458 venne infatti venduto da Fabio Prignano a Prospero Lanara, nel 1550 passò a Giovanni Alfonso Samudio, fino ad essere venduto all'aragonese Giovanni Ayerbo, signore di Agropoli. Nel 1564 il feudo di Prignano, comprensivo di Melito, fu ceduto al poeta Bernardino Rota, che vi ebbe una "certa giurisdizione". Infine, Pietro Brandolino alienò il feudo a Tommaso Cardone, di origine spagnola, che il 19 marzo 1701 vi ebbe il titolo di marchese. La famiglia Cardone risulta infatti iscritta nel Libro d'oro della nobiltà italiana (1933) col titolo di Marchese di Melito e del Predicato di Prignano (d.m. di riconoscimento 16/10/1893). Durante il Regno delle Due Sicilie il villaggio, unito a Prignano, faceva parte del Circondario di Torchiara, a sua volta incluso nel Distretto di Vallo, subordinato alla Provincia di Principato Citra. La Torre Volpe è uno dei pochi esempi di costruzioni difensive sopravvissute quasi integre alle ingiurie del tempo. Si erge imponente tra gli antichi e suggestivi edifici del vecchio borgo di Melito posto lungo le pendici della collina che guarda ad ovest verso il mare, tra alberi secolari e campi scoscesi, leggermente isolato dall’agglomerato urbano di Prignano.La Torre presenta una struttura quadrangolare e massiccia e riassume le caratteristiche delle costruzioni difensive alto-medioevali del Cilento, andate per lo più distrutte. La sua costruzione risalirebbe al secolo XI. Le mura sono molto spesse nel basamento (circa mt. 1,50) e presentano, sui lati, feritoie e, alla sommità, mensole di pietra a modo di merlatura. Nella parte frontale si trova l’antico stemma nobiliare della famiglia alla quale, unitamente agli edifici ed alle terre circostanti, essa apparteneva e per i cui componenti costituiva luogo di rifugio durante le scorrerie piratesche dei saraceni sulle coste cilentane e, successivamente, brigantesche. Infatti sono ancora visibili i resti di un antico muro di pietra situato in posizione ravvicinata sul lato nord della Torre e, in corrispondenza di un’apertura, le pietre su cui scorrevano i cardini del ponte levatoio attraverso cui gli assediati vi accedevano in occasione delle incursioni. L’altezza (15 mt. circa dal lato degradante verso valle) e lo spessore del basamento, nonché la posizione di detti cardini (visibili nella parte più elevata della costruzione) fanno argomentare che originariamente detta torre era più alta. La tradizione orale  ha tramandato che essa presentava nella parte centrale della copertura a terrazzo merlato una macchina da guerra primordiale, una sorta di grossa girandola munita di catene di ferro cui erano attaccate palle di pietra che venivano fatte ruotare velocemente dagli assediati e lanciate contro gli aggressori. Nel corso dei secoli vi sono stati appoggiati manufatti in pietra viva che, tuttavia, non ne hanno snaturato l’integrità. Ecco un interessante video di "Cilento Invita", dedicato alla torre: https://www.youtube.com/watch?v=GIw5Icp6PBE. Per approfondire potete visitare questa pagina: http://alfonsocernelli.blogspot.it/2015/03/un-itinerario-insolito-il-casale-di.html

Fonti: http://www.comune.prignanocilento.sa.it/client/scheda.aspx?scheda=2184&stile=3&ti=51, https://it.wikipedia.org/wiki/Melito_(Prignano_Cilento)

Foto: entrame di Mimmo Benivento, la prima è presa da http://www.panoramio.com/photo/106824681, mentre la seconda è su   http://www.panoramio.com/photo/106824712

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