venerdì 5 maggio 2017

Il castello di sabato 6 maggio




ORCO FEGLINO (SV) – Castello di Orco
Le prime testimonianze storiche relative al territorio sono databili al 967 con la menzione del Castrum Orche all'interno della marca Aleramica. Dal 1091 divenne possedimento di Bonifacio del Vasto e successivamente ereditato, nel 1142, da Enrico I del Carretto, il fondatore del marchesato di Finale. I signori feudatari vi costruirono un castello nel borgo di Orco, racchiuso da mura difensive e di un torrione. Compreso nel marchesato finalese ne seguì le sorti storiche e quindi, nel 1602, territorio della Spagna fino al 1713, quando fu acquistato dalla Repubblica di Genova che assoggettò il territorio alla podesteria di Finale. Con la dominazione francese napoleonica i due territori di Orco e Feglino rientrarono dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, fecero parte del V cantone, capoluogo Feglino, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del V cantone delle Arene Candide nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 vennero inseriti nel Dipartimento di Montenotte. Nel 1815 Orco e Feglino furono inglobate nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Il castrum di Orco, l'unico della zona inserito nell'ambito dell'incastellamento avvenuto tra X e XII secolo, si presentava come un complesso fortificato privo di cinta muraria, elemento giustificabile con la posizione stessa dell'insediamento su uno strapiombo roccioso, e culminante con una grande torre a base quadrata costruita con mura di notevole spessore e la porta in posizione sopraelevata rispetto al terreno. La postazione è citata nel documento imperiale del 967 di Ottone I di Sassonia. Pare che vicino a essa esistesse un edificio e che sotto al terrapieno che le faceva da base vi fosse la cisterna del castrum. A differenza della maggior parte dei castra, nati a scopo difensivo delle vie interessate dai commerci, la sua posizione posta sulla via di collegamento tra l'entroterra e l'area costiera ci fa pensare che non avesse una funzione difensiva, ma che rappresentasse il punto di riferimento di una zona che dal XII secolo si era evoluta seguendo i principi dell'economia curtense, forte dello sfruttamento di un'agricoltura praticata in modo specializzato e dello sfruttamento della forza motrice idraulica, elemento favorito dalla posizione geografica che vede nel proprio territorio il passaggio di un torrente, il Sciusa, e la presenza della Conca di Feglino che rappresenta il bacino del torrente Aquila. Tornando all'insediamento di Orco, la sua fase d'uso copre l'arco temporale che va dalla fine del XII secolo al XV periodo in cui nei documenti viene citato prima come castrum, poi come curia, locus et fundus e infine come castrum et campagna e tutto tra il 1162 al 1268, come per indicare che l'insediamento si lega e organizza anche le attività nel territorio che intorno a esso gravita. Ancora nel XIII secolo il castello riveste un ruolo di prim'ordine all'interno del marchesato del Finale, cui insieme a Castel Gavone Final Borgo funge da suo secondo cardine. Purtroppo, essendo la vita di Orco così strettamente connessa alle vicende del finalese, la sua importanza andò scemando fino all'abbandono del castrum nel XV secolo quando iniziò anche il lento declino della sua casata fondatrice. Di esso restano ad oggi alcuni ruderi delle mura e del torrione.



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