mercoledì 10 dicembre 2014

Il castello di giovedì 11 dicembre







MORUZZO (UD) – Castello

L'importanza della località derivò probabilmente dal fatto che, nei pressi, passasse la Strada Cividina che, ponendo dall'antica Forum Julii, raggiungeva le attuali Godia. Molin Nuovo, Feletto Umberto, Ceresetto, Martignacco, per allacciarsi alla Via Concordiese in prossimità di Fagagna. Nel centro del paese, in cima al colle da dove si ha un meraviglioso panorama di Udine e della pianura fino al mare, sorge questo splendido maniero, che un tempo con un ponte levatoio superava il fossato, ora colmato, per condurre al mastio. Il castello venne eretto verso l'XI secolo. Vengono citati nel 1164 tali Ascawinus, Amabicus, ed Henricus de Muruz, tutti con il titolo di dominus. Dal XIII secolo alla metà del XIV risultano abitanti del castello: uno Zampa figlio di Ziano, un certo Gallo, i fratelli Cono, Artuico e Rodolfo, Radio, Guglielmo detto Muto. Tutti abitatori senza titolo sul feudo. Nella seconda metà del XIII secolo, invece, del feudo ne furono investiti dal Patriarca Raimondo della Torre, i nobili d'Arcano, nella persona di Odarlico e poi, morto questo nel 1295, i figli Mainardo e Federico, che diedero vita al ramo Arcano-Moruzzo. Il 12 luglio 1313 Enrico, conte di Gorizia, essendo in guerra con il patriarca Ottobono de Razzi, assediò il castello, costringendo il suo signore Federico ad un armistizio. Nel 1321 un vecchio signore del maniero, chiamato Domenico e detto Mutolino, pare che si mise ad orchestrare una congiura per entrare in possesso del castello, però senza fortuna. Per punizione fu arrestato e rinchiuso nella torre fino alla fine dei suoi giorni. In questo secolo sorsero anche contese con Villalta e con i parenti di Arcano. Nella metà del Trecento il ramo di Mainardo si estinse per mancanza di eredi maschi, mentre Bertoldo e Pileo figli di Federico acquistarono una certa autorità all’interno del Patriarcato. Moruzzo aveva giurisdizione sulle ville di Calcina, Tampognacco, Collavaro, Modotto, Basaliutta, Mazzanico, Calano, Ceresano, Oriano, Treppo, Coranzano, e Paugliano. Gli Arcano-Moruzzo presero parte all’opposizione al patriarca d’Alençon assieme a molta nobiltà friulana. Poco dopo però la loro fortuna cominciò a declinare e un erede dovette vendere parte del castello ai signori di Zucco nel 1405. E il 20 aprile 1411 anche Federico fece testamento a favore degli Zucco. Tutto questo non andò molto a genio a Marco, cugino di Federico, che decise di cacciare il capitano degli Zucco dal castello con la forza. Gli Zucco risposero a dovere, incendiando il borgo e facendo prigioniero Marco, che fu condotto nelle prigioni. Nell’estate del 1419 i Veneziani avanzarono in Friuli e fecero cadere anche il castello di Moruzzo. Gli Udinesi intercessero per liberare Marco di Moruzzo. Questi però non si mostrò molto riconoscente verso i nuovi conquistatori e si ritirò nel suo castello con sdegno. Solo due anni dopo, nel 1421 fu accusato di avere aiutato i da Carrara, nemici di Venezia e di aver dato aiuto ad un falsario di monete. Reati che lo portarono nelle carceri di Udine, dove fu decapitato il 19 marzo di quell’anno. Si estinse così il casato, essendo che Pileo, figlio di Marco, fuggì dal Friuli facendo perdere le proprie tracce. I Veneziani investirono del feudo Antonio di Sbruglio nel 1428. Fecero però opposizione gli eredi di Marco e altri nobili con loro imparentati, cosa che portò il castello tra le proprietà del conte Antonio di Polcenigo nel 1437. I figli di questo, nel 1465, in quanto ormai in rovina, chiesero il permesso della Repubblica per cederlo ad Antonio Arcoloniano di Udine, di modo che questo lo restaurasse con le sue ampie sostanze. L’atto fu perfezionato il 29 aprile 1466, ma solo nel 1474 la giurisdizione passò da Fagagna alla famiglia. La famiglia Arcoloniani era di antica origine vicentina (ad essa apparteneva la madre di Orsola figlia di Marco di Tricano Moruzzo). Il 1 novembre 1477 Moruzzo fu incendiato dai Turchi, si erano nuovamente spinti in Friuli. Fu riparato da Leonardo Arcoloniano, che il 20 dicembre 1491 a tale scopo prese 100 ducati a in prestito. In questo periodo fu ampliato il mastio. Il 27 febbraio 1511 scoppiò la grande rivolta contadina del giovedì grasso, che portò la fazione degli Zamberlani a devastare anche Moruzzo. Questo fu l’ultimo atto guerresco che vide il castello protagonista. Gli Arcoloniani ne ebbero la proprietà per altri tre secoli e mezzo, periodo nel quale fecero continue migliorie, fino all’estinzione della loro casata. La proprietà passò poi per eredità ai conti di Codroipo e quindi ai conti Gropplero di Troppenburg, che lo tennero sino al 1953, quando lo acquistò il commendator Antonio Bardelli. Oggi la struttura risulta un po’ snaturata, per interventi succedutisi in questo secolo per motivi conservativi e la demolizione della cortina di mura che lo circondava. Il mastio, posto sul colle, è circondato da ampie cinte murate, intervallate da torricelle merlate edificate alla fine del secolo scorso. Dell'antico fortilizio rimangono i grossi muri della bastionatura, mentre molte delle pietre che costituivano le mura del castello, furono utilizzate dalla popolazione per edificare altre abitazioni e per ampliare la Pieve di Santa Margherita. Ancora di proprietà privata, è adibito parte a laboratori, parte a residenza. Link per approfondimento: http://www.vivimoruzzo.it/storia/come-e-nato-moruzzo/i-castelli/castello-di-moruzzo/
Foto: la prima è una cartolina della mia collezione, le altre due da http://www.vivinfvg.it/sentieri_didattici/sentieri/quadris_fagagna/73%20-%20Mastio%20Moruzzo.jpg e da http://www.vivinfvg.it/sentieri_didattici/sentieri/quadris_fagagna/75%20-%20Castello%20Moruzzo.jpg

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