MURISENGO (AL) - Castello
A celebrare la grandezza e l'imponenza di questo antico castello è rimasta
la grande torre che è la parte più antica dell'edificio risalente ai primi del
Duecento. Con la caduta dei Marchesi del Monferrato il castello subì molti
danni e successive ricostruzioni che lo portarono a perdere la sua
"forma" primitiva. Il maniero appartenne prima ai Radicati di Brozolo,
poi agli Scozia dal 1420 fino al 1883, anno in cui passò al marito di Donna
Tarsilla Scozia, Francesco Guasco Gallarati Marchese di Bisio e di Francavilla,
oggi identificabili nel paese di Francavilla Bisio. Tra le mura in rovina di
questo castello, nel 1813 Silvio Pellico scrisse la tragedia Francesca da
Rimini. Nel 1814, scriveva il Canonico Giuseppe de Conti in merito a Murisengo:
“Comune del Cantone di Montiglio. Villaggio e Castello anch’essi sulla ponta
d’alto e fertile colle già infeudato in titolo di Contea nella famiglia Scozia
suddetta di Casale, ha riputazione di grande antichità, poiché vuolsi che, San
Candido della Legion Tebea, il di cui corpo qui si venera, abbia ivi, ne’ primi
secoli della Chiesa riportato la corona del martirio”. Come antico maniero non
esiste che la merlata torre, così, della sua storia, si hanno pochi ed incerti
dati. L’origine dell’edificio è velata di mistero. Da un registro di memorie
dell’archivio di casa Scozia, compilato verso il 1730, risulta che tutte le
pergamene e le carte anteriori al Quattrocento andarono perdute negli incendi e
saccheggi dai quali furono più volte funestati il castello e gli umili edifici
del villaggio rurale. La distruzione del primo e ben munito edificio guerresco
deve essere avvenuta in epoca molto posteriore al 1400. Le caratteristiche dell'edificio
fanno pensare che esso sia stato ricostruito non oltre il 1600. In un atto
notarile del 1775 si legge la seguente iscrizione che, era incisa su una pietra
della torre ora introvabile: “Hostibus arx fortis – Sed amicis gratior aula mei
– Bernardinus Scocia – Stare dedit XII calen. Maij MDX. (Per i nemici
roccaforte, ma per gli amici miei, corte gradevole. – Diede inizio ai lavori il
20 aprile 1510). Dall’epigrafe si può dedurre che la costruzione della torre
rimonta al 1510. Da quell’epoca essa subì alterazioni e modificazioni dovute al
tempo e agli uomini, alle mode e alla necessità. Nei mesi estivi ed autunnali,
sulla torre, sventolava la bella bandiera giallo-azzurra (a simboleggiare l’oro
superbo e l’azzurro fedele) dei Guasco di Bisio. Nella seconda metà dell’Ottocento,
la parte alta dell’antica torre a base quadrata, venne arricchita di una
merlatura tutt’oggi visibile. Dell’antica Torre merlata si narra che, una certa
Giulietta, ultima custode del Castello, all’età di ottantotto anni, cadde
dall’alto della torre, volendo imitare il volo dei rondoni. L’entrata del
castello è di recente costruzione. Falso antico. In stile medioevale, essa fu
costruita nel 1891 su disegno del Conte Giuseppe Ferrari d’Orsara. Tra la porta
e la merlatura è stata murata una terracotta raffigurante l’Assunzione della
Vergine di Luca della Robbia. Ai lati sono affrescati gli stemmi degli Scozia e
dei Guasco. Spada e croce. Esercito fedele. Gli amori più alti e più puri delle
grandi famiglie piemontesi sono espressi e significati dalla sala d’armi e
dalla chiesina. Dal vestibolo si passa nella cappella con esemplare cura d’arte
e con mistica devozione. L’altare è ornato da un trittico rappresentante nel
mezzo la Vergine del Rosario ed, ai lati, i fonfatori della cappella, Marchesi
Francesco e Tarsilla Bisio, genuflessi e oranti, sorretti dai rispettivi Santi
protettori. Le sale dell’appartamento d’onore sono ampie, severe e ariose.
Dall’atrio si passa nella sala da biliardo, le cui pareti erano decorate da
otto tele ad olio coi ritratti, estatici, dei principali personaggi di Casa
Guasco, illustri nelle milizie, nelle magistrature e nelle cariche di Corte. La
singolare bellezza del principesco ambiente è data dall’alto soffitto a sette
volte: le due estreme portano dipinto, al centro, lo stemma degli Scozia, le
altre formano lo stemma dei Guasco, inquartato con il gonfalone papale in
petto. Sotto il cornicione, bellissima e policroma araldica istoria, sono
dipinti gli stemmi delle famiglie paterne di tutte le spose entrate in casa
Guasco. Dopo un lungo restauro, committente un privato, il castello dalla metà
del 2012 è disponibile per visite guidate durante manifestazioni, eventi,
mostre e cerimonie. Ho trovato sul web questo interessante video di danytorino
(http://www.youreporter.it/video_il_castello_di_Murisengo). Il castello ha un
sito internet ufficiale: http://www.castellodimurisengo.it
Fonti: http://it.wikipedia.org/wiki/Murisengo#Castello_di_Murisengo,
http://www.murisengo.com/
Foto: di jimmylu su http://rete.comuni-italiani.it/foto/2009/234514/view e di
calviz su http://www.panoramio.com
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