giovedì 23 giugno 2016

Il castello di giovedì 23 giugno






PERINALDO (IM) - Castello Maraldi

Perinaldo è stato, nel passato, uno dei principali centri che hanno formato la Signoria ghibellina dei Doria. Secondo gli storici antichi, sorse intorno all'anno 1000 per volontà di Rinaldo della potente famiglia dei conti di Ventimiglia, dal quale ne derivò il nome. Infatti, il toponimo Perinaldo ha origine dalla parola Podium Rainaldi: letteralmente il “poggio di Rinaldo”. La leggenda vuole che il castello abbia accolto i fuggitivi della vicina villa Gionco, che sotto attacco dei Saraceni, venne data alle fiamme. Il castello è già menzionato in una dichiarazione del 1164 da parte di Guidone Guerra, conte di Ventimiglia, che si impegna a proteggere la persona e i beni del vescovo di Nizza, offrendo in garanzia alcuni sudditi dei feudi di Sospel, Roquebrune, Perinaldo, e Pigna. Nel 1220 il castello di Perinaldo si era già costituito in comune, eleggendo dei propri Consoli in rappresentanza della comunità. A seguito dell'indebolimento dei conti di Ventimiglia e del rafforzamento del potere di Genova nei territori del Ponente Ligure, i Conti vendettero i feudi di Perinaldo e Gionco al genovese Fulcone da Castello, che li tenne fino al 1251, anno in cui vennero di nuovo ceduti a Zaccaria de Castro. I feudi perinaldesi rimasero nelle disponibilità della famiglia Zaccaria fino al 1288, anno in cui vennero acquistati dall'ammiraglio genovese Oberto Doria, che insieme a Dolceacqua, Apricale e Isolabona andarono a costituire il più antico nucleo della Signoria ghibellina dei Doria. I Doria fecero del proprio dominio il centro di raccolta dei ghibellini genovesi, che si contrapposero con dure lotte ai guelfi di Monaco, capeggiati dalla famiglia Grimaldi. Tale rivalità si protrasse fino al 1491, anno in cui le due famiglie si allearono a seguito del matrimonio tra Luca Doria e Francesca Grimaldi di Monaco. Ma la pace durò pochi anni, perché nel 1523 il figlio di Luca, Bartolomeo Doria, con l'intento di creare un'unica grande signoria tra Dolceacqua e Monaco, uccise lo zio materno Luciano I di Monaco. A seguito del delitto, per sfuggire al bando dell'impero, il Doria fece solenne atto di vassallaggio al duca Carlo III di Savoia, ed è così che Perinaldo, insieme agli altri castelli, divenne un protettorato della corona piemontese. Nel 1580 la comunità di Perinaldo, con l'approvazione di Giulio Doria, elaborò i nuovi statuti comunitari formati da 169 articoli, redatti in italiano, rappresentanti uno dei più completi e importanti documenti statutari di tutta la zona. Nel 1625 i castelli dei Doria entrarono in guerra al fianco del Duca di Savoia contro la Repubblica di Genova. Ma la politica incerta del Signore di Dolceacqua, il quale, pur dichiarandosi alleato del Duca, favorì nella pratica l'avanzata dei genovesi. Questa situazione portò all'occupazione da parte del Duca dei possedimenti doriani, che si risolse solo nel 1652, anno in cui i feudatari dovettero giurare definitivamente obbedienza ai Savoia, vedendo così innalzato il proprio feudo a marchesato. A Perinaldo tale giuramento avvenne il 10 aprile, officiato nella piazza antistante la parrocchiale, alla presenza di tutti i capifamiglia del distretto. Nel 1640 i frati dell'Ordine di San Francesco, si insediarono nel paese costruendo un convento accanto alla chiesa di San Sebastiano. Si deve a loro un'importante innovazione agraria, in quanto sostituirono la coltivazione dell'ulivo olivastro nell'attuale varietà taggiasca ancora in atto. Nel 1672 scoppiò tra Genova e Savoia un nuovo conflitto che interesserà direttamente i castelli della signoria dei Doria. Il 28 agosto le milizie corse, che combatterono per la repubblica genovese, accerchiarono il castello di Perinaldo, e dopo una lunga resistenza, riuscirono ad abbattere le porte delle mura ed ad entrare nell'abitato spargendo morte e terrore tra gli abitanti. Nel 1794 Napoleone Bonaparte insieme al generale Andrea Massena visitò il borgo di Perinaldo, pernottando nel castello Maraldi e nel palazzo Allavena. A seguito di questa visita e in riferimento alla riorganizzazione territoriale della zona, Perinaldo venne eletto capoluogo di Cantone al posto di Dolceacqua. All'interno del centro storico, percorrendo via Maraldi si incontra la casa Castello dei Maraldi , quindi la Fontana dei Leoni, un tempo prezioso rifornimento di acqua sorgiva, e si sbocca sulla piazza della Parrocchiale San Nicolò. L'edificio fu dimora, tra XVII e XVIII sec., degli astronomi e cartografi Cassini, Maraldi e Borgogno, come riportato su una lapide posta sulla porta d'ingresso del castello. La struttura oggi offre appartamenti indipendenti con una grande terrazza affacciata sulle Alpi (http://www.castellodiperinaldo.com/).


Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Perinaldo, http://www.comune.perinaldo.im.it/Home/Guidaalpaese/tabid/28094/Default.aspx?IDDettaglio=11074, http://www.cultura-barocca.com/imperia/perinal.htm, http://www.sullacrestadellonda.it/cartografia/cassini.htm?l

Fonti: la prima è presa da http://www.astroperinaldo.it/perinaldo/IMGP0490%20castello.jpg, la seconda da http://www.terrediriviera.it/contenuto/comuni/perinaldo.ashx

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