venerdì 2 settembre 2016

Il castello di venerdì 2 settembre






MOTTA DE' CONTI (VC) - Castello

L'origine del paese è legata ai conti palatini di Lomello che, nel XII sec., eressero un avamposto sulla sponda destra del Sesia; l'abitato nacque però verso la fine del XIII secolo, periodo in cui venne costruito il castello, appunto, sopra una motta (un'alzata di terra) per renderlo più sicuro, ma anche per metterlo al riparo dalle frequenti inondazioni della Sesia e della Marcova. Attorno ad esso si formò poi un borgo che assunse il nome di Motta de' Conti. Da un ramo dei Lomello ebbero poi origine i conti Langosco della Motta; la signoria ebbe numerose vicissitudini, fino a quando, nel 1460, Aloisia Langosco della Motta, coerede al feudo, sposò Marchello di Langosco dei signori di Stroppiana, portando al marito la sua dote e dando origine al ramo dei Langosco di Stroppiana della Motta. Motta dei Conti passò nei secoli sotto il dominio di numerose famiglie nobili, tra cui i Pollenzo, i Crotti, gli Stroppiana, i Cipelli, i Baldissero. Dovette subire, come molti altri villaggi, gli incendi e le devastazioni dovute alle guerre del XVII sec. L'origine del castello di Motta dei Conti è soggetta a diverse interpretazioni. Il Casalis ne attribuisce la fondazione alla famiglia vercellese dei Cipelli, originari di Lodi, investiti in seguito del titolo di conti della Motta; ma questa famiglia compare nel nostro territorio solo nel XV secolo, fatto che implicherebbe una datazione del castello almeno al 1400. Di diversa opinione sono l'Ordano e l'Avonto, i quali ricordano che il castello fu eretto, a scopi offensivi, dai conti palatini di Lomello, nel secolo XIII, quando ebbero interessi presso questa sponda del fiume. Il Conti, infine, pur non confutando l'opinione dell'Ordano, avvalorata, oltre che dai documenti storici, dalle caratteristiche architettoniche (specialmente nella parte piú antica, quella occidentale), preferisce attestare la fondazione del castello nell'epoca compresa fra quella ipotizzata dall'Ordano e quella indicata dal Casalis, cioè nel XIV secolo. Secondo il Panero, Motta potrebbe essere identificata con la villa nuper hedificata ab Henrico de Candia citra Sicidam, citata nel 1242 . Il castello fu sottoposto a incendi, saccheggi e devastazioni, provocate, oltre che dagli Spagnoli, acquartierati presso la Villata di Candia, dall'altra parte della Sesia, dalle truppe nemiche o amiche che alloggiavano al suo interno. All'inizio del XVIII secolo subì l'ultimo attacco, per opera dei Francesi. Il maniero, purtroppo in decadenza, è originale solo nelle sue strutture portanti, il resto è frutto di rimaneggiamenti posteriori. La parte più interessante è quella occidentale, a cui si accede passando sotto una torre quadrangolare. Il fabbricato posto a Nord della torre è stato sopraelevato sull'antica merlatura quadra, ancora visibile nella linea delle finestre collocate sotto il tetto. Da questo lato un tempo si aprivano finestre in cornici di terracotta, delle quali si possono ancora notare dei resti. Una leggenda popolare narra che un tempo il castello fu collegato alla sponda opposta del Sesia da un lunghissimo e misterioso cunicolo sotterraneo, nascondiglio di tesori. Il castello, da tempo disabitato e in rovina, è stato recentemente oggetto di lavori di riattamento.

Fonti: http://www.comune.mottadeconti.vc.it/Home/GuidaDettagli/tabid/29504/Default.aspx, http://iluoghidelcuore.it/luoghi/vercelli/motta-de-conti/castello-di-motta-dei-conti/83468,

Foto: la prima è di maria maddalena su http://rete.comuni-italiani.it/foto/2009/242079/view, la seconda è di marcofederico su http://rete.comuni-italiani.it/foto/2009/14863/view

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