mercoledì 4 luglio 2012

Il castello di martedì 3 luglio





RONCOFREDDO (FC) – Castello Malatesta di Monteleone
Posto su di un colle in posizione dominante, il piccolo nucleo risulta ben conservato e mantiene ancora oggi la tipica struttura di borgo medievale. Nei suoi edifici e nell'impianto urbano si possono ben distinguere le diverse parti riconducibili al tempo delle signorie e le modifiche apportate dai proprietari successivi. Per quanto concerne il castello: l'ingresso, un tempo provvisto di ponte levatoio, insieme ad una torre e alla scarpa sembrano risalire a lavori malatestiani del XV secolo; una torre in parte a forma curvilinea a testimonianza della breve parentesi di dominio veneziano, mentre l’ampio giardino, le decorazioni e le strutture più moderne sono dei Roverella. Il borgo, è costituito dal castello, sopravanzato da un piccolo giardino pensile, e da alcuni edifici risalenti ad epoche diverse disposti a mezzaluna sul fronte. Si può accedere all'abitato, oggi come un tempo, attraverso due strette porte con arco a tutto sesto, poste ai lati della struttura principale e distanti l'una dall'altra poco più di 100 metri. Le esatte origini non sono documentate; si può ipotizzare che la località attorno al Mille fosse possedimento della chiesa Ravennate. Per anni contesa fra la Chiesa e il comune di Rimini, una prima torre fortificata fu probabilmente edificata tra i secoli XIII  XIV da quest'ultimo. Fonti storiche riguardanti il Castrum Monleonis documentano nel 1233 il giuramento di fedeltà dei Consoli Corbolo e Bulgarello nei riguardi proprio del Comune di Rimini. Possedimento dei Malatesta fino al 1335 (dapprima Ramberto e poi Ferrantino), fu conquistato da Francesco degli Ordelaffi, signore di Forlì, costretto tre anni dopo a cederlo a Nolfo da Montefeltro, per tornare poi sotto il controllo della Santa Sede e successivamente nel 1433 nuovamente ai Malatesta, nelle mani del grande mecenate Sigismondo Pandolfo, il quale lo diede in beneficio a Ramberto, conte di Giaggiolo, in cambio di uno sparviero da caccia all'anno. Alla sua morte, non dopo il 1448, il feudo tornò nelle mani della Chiesa fino al 1465, quando Paolo II lo concesse a Gottifredo degli Isei. Nel 1485 ritornò all'arcivescovo di Ravenna, a quel tempo Filasio Roverella di Cesena, che lo diede in feudo alla sua famiglia alla quale restò fino al 1745. A questo periodo risalgono importanti ampliamenti e la trasformazione da castello a dimora estiva, e allo stesso tempo incentivarono le costruzioni di abitazioni sull'antico circuito murario, demolendo le precedenti più addossate al palazzo e ricavandone al loro posto il giardino pensile. Ai Roverella succedettero nel 1745 i Guiccioli, famiglia che con ulteriori interventi (tra cui l'aggiunta di un piano abitabile e l'eliminazione di alcune funzioni difensive) trasformò l'aspetto caratteristico della rocca in una costruzione più simile a quella di un palazzo signorile. Della dinastia dei Guiccioli, il conte Alessandro si guadagnò la stima di Napoleone e da lui fu nominato, nel 1797, presidente dell'Amministrazione Centrale dell'Emilia. Nel 1817 il conte, divenuto a Forlì Gran Maestro della Carboneria, iscrisse alla società anche il poeta inglese Lord Byron, amico della terza moglie Teresa Gamba (cui dedicò molti suoi versi), che visitò di frequente il castello, probabilmente ritrovo per riunioni carbonare. I Guiccioli detennero il castello fino al 1960, anno in cui il loro ultimo discendente, la contessa Margherita, ha venduto i terreni ed il castello (ora restaurato e arredato con cura) al conte Giovanni Volpe, figlio del celebre storico Gioacchino Volpe. Questa famiglia, tuttora proprietaria dell'edificio, ha trasformato la torre del castello e alcuni casali in agriturismo. Fra gli elementi più interessanti da ammirare vi sono: l'ingresso, cui si accede percorrendo una breve salita erbosa, la torre in angolo di probabile fattura malatestiana, le possenti mura a est fortemente scarpate e probabilmente rinforzate dal XV secolo a scopo difensivo e nel XVII secolo per sostenere il maggior peso dovuto alla costruzione del piano nobile. Il maschio più antico rimane nascosto, inglobato al centro del castello. Può essere interessante visitare il seguente link: http://www.tenutavolpe.it

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