martedì 23 settembre 2014

Il castello di martedì 23 settembre





LA SPEZIA - Castello di Coderone in frazione Biassa

Biassa, borgo di circa 650 anime, situato a 323 metri sul livello del mare nel comune di La Spezia, è una zona ricca di tradizioni storiche e racconti dimenticati. La vita dei suoi abitanti fu scandita nei secoli da tre vere e proprie fasi migratorie che spinsero i biassei a spostare la loro casa di volta in volta e una di queste fasi fu caratterizzata proprio dalla nascita e morte del castello di Coderone con il suo piccolo centro abitato. La storia della popolazione, in seguito rinominata biassei, inizia in tempi antichi, prima dell’anno mille, quando questa gente risiedeva sul monte Parodi e alla base del Verugoli, in una località chiamata Roccanera. Il nome molto probabilmente derivava dalla presenza di cave di arenaria che erano anche la principale fonte di lavoro per i biassei. Si racconta che da questo luogo, nascosto fra i rigogliosi boschi spezzini, passarono molti santi, tra i quali San Rocco, San Bernardo e anche il santo al quale fu dedicata la chiesa al centro del paese: San Martino. Della cappella oggi rimangono solo pochi resti, e, oltre a questa, sembra che nel XIV secolo ne fu costruita un’altra dedicata a Santa Caterina da Siena, di cui però non vi è più traccia. Nel 1300 la “Comunitas Blaxiae”, nuovo nome degli abitanti di Roccanera, iniziò il suo declino successivamente al distaccamento della vicina borgata di Carpena dalla sua Parrocchia di San Martino. Nel XIII secolo, sotto la spinta della Repubblica di Genova, gli abitanti emigrarono sullo sperone roccioso dove costruirono il Castello di Coderone e il piccolo borgo che lo circondava. Il nome “Castrum Coderonis” (Castello di Coderone) deriva dalla voce “codem”, che significava “sperone di costa montuosa”. Il luogo è elevato e l'orografia è stata mutata sia da estrazioni di cava, sia da frane. Attorno allo sperone montuoso scorrono due canali, chiamati in dialetto “canao de’ foestri”, cioè canale dei forestieri, e “canao do diao”, cioè canale del diavolo. La Repubblica di Genova aveva scelto questo colle come avamposto difensivo, per la sua posizione geografica, atto a impedire l’invasione della zona da parte delle truppe della Repubblica di Pisa insediatesi già nella vicina Carpena. Gli abitanti trasferitisi qui da Roccanera iniziarono a prestare servizio come mezzadri e soldati alle dipendenze dei Conti di Genova. Secondo alcuni documenti storici la costruzione del castello fu iniziata nel 1251. Il borgo di Biassa sorse lentamente addossato alle mura del castello e intorno alla chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena. Fra il XV e XVI secolo il castello perse la sua funzione militare e venne in gran parte riqualificato e trasformato, fino a diventare un vero e proprio palazzo signorile. Molte famiglie abitarono nel castello fra le quali i Biassa, famiglia rimasta celebre nella storia della Spezia e negli annali marinari di Genova e d'Italia.
Con i Conti Malaspina della Lunigiana i Biassa avevano rapporti di amicizia e parentela. Poco si sa di questa famiglia che verso la fine del XV secolo, quando il castello perse la sua importanza militare, si stabilì alla Spezia portando con sé parte dei dipendenti; gli abitanti rimasti si spostarono nella più comoda vallata vicina costituendo così, assieme ad altri che già da tempo vi abitavano, la definitiva residenza che risponde all'odierno paese di Biassa. Nella dimora dei Biassa, la storia dice, furono ospitati illustri personaggi come Caterina de Medici, in viaggio per andare in sposa al figlio del re di Francia; papa Clemente VII, che raggiungeva la suddetta nipote a Marsiglia per le nozze; papa Paolo III, di ritorno da Nizza; l'Imperatore Carlo V, che proprio dal golfo della Spezia partì per la sfortunata impresa in Algeria. Il Castello di Coderone cadde in miseria e fu successivamente utilizzato anche come cimitero, fino ad essere abbandonato del tutto. Il castello è raggiungibile percorrendo uno stretto sentiero che parte dal paese di Biassa e si snoda nel bosco sottostante, il sentiero in salita conduce a un piccolo spiazzo, forse un tempo utilizzato come piazza del paese, le antiche case sono state tutte inghiottite dalla fitta vegetazione e solo le mura del castello sono ancora visibili. Il suo interno è invaso dagli alberi e dai rampicanti, una grata fa intravedere quelli che un tempo erano i sotterranei. La costruzione a pianta quadrata fa pensare a un’opera di confraternite di muratori legate ai Templari e inoltre la vicina chiesa dedicata Santa Maria Maddalena, oggi scomparsa, getta altre ombre sulla reale importanza del luogo. Si pensa che inoltre il sito fosse già nella preistoria considerato sacro e oggi molte teorie si sono sprecate per spiegare le caratteristiche energetiche della rocca. Alcuni studi, condotti utilizzando l’osservazione satellitare, dimostrano che lo sperone di Coderone è uno di quei particolari siti della superficie terrestre in cui le emissioni di energia sono sempre costanti e non variano, come accade normalmente, né con il cambio delle stagioni, né con le variazioni di temperatura, né con il passaggio dal giorno alla notte. Secondo il Prof. Calzolari e il Dott. Di Benedetto nei pressi del castello, in un tratto di strada in discesa, è presente una roccia in parte scavata dall’uomo, dal tratto simile ad una scala, con alla sommità una zona piana sulla quale è posizionata una pietra lunga in direzione della Costa Paradiso (Sella di Carpena), forse un rudimentale strumento per controllare il moto delle costellazioni. Ma il cuore energetico dell'edificio si troverebbe sul muro esterno della Rocca, in una fessura quadrata. A prima vista sembra come se mancasse un mattone, ma poi si capisce che è stata costruita così; da questo buco si dice che esca una potente energia che già all’epoca dei templari era utilizzata per gli scopi più disparati. Alcuni esperimenti realizzati dai Prof. Calzolari, Dott. Di Benedetto con il supporto dell’Ing. Berti, studioso di radiogeoestesia, hanno rilevato flussi di energia: “Da questo buco esce una energia che ha la funzione di aumentare la capacità decisionale, e trasmettere messaggi chiari, ufficiali, indiscutibili.” hanno dichiarato . Chiamato anche “flusso di purificazione” ha potuto coinvolgere anche altri visitatori che, trovandosi dinnanzi a questo punto preciso, hanno avvertito qualcosa di anomalo e difficile da spiegare. E' stato avvertito che nel "buco" la mano si spostasse da sola, inoltre persone particolarmente sensibili hanno dichiarato di sussultare e avvertire forti giramenti nei pressi del masso in prossimità della discesa. Non abbiamo tra le mani risultati scientifici che possano rendere ufficiale l’energia di questo luogo alquanto misterioso, certo è che, nonostante sia in rovina e abbandonato nelle braccia di Madre Natura, continua ad attirare da sempre studiosi o semplici appassionati che spesso affermano di avvertire un’energia particolare. Il castello oggi è in rovina e nessun intervento di manutenzione e conservazione sembra in programma, la vista che offre la rocca è meravigliosa e il luogo, popolato da millenni, meriterebbe più considerazione. Altri link da visitare al riguardo, sono: http://www.cittadellaspezia.com/La-Spezia/Attualita/Biassa-dei-misteri-la-Rocca-di-Coderone-156909.aspx, http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=print&sid=2252, http://digilander.iol.it/tramonti/coderone_storia.htm

Fonti: http://ontanomagico.altervista.org/templari-5terre.htm, articolo di Maggy Bettolla su http://www.paesifantasma.com/website/biassa-vecchia-e-il-castello-di-coderone/, http://www.terredilunigiana.com/golfodeipoeti/castellocoderone.php, http://it.wikipedia.org

Foto: di pmarse su http://www.panoramio.com e da  www.amalaspezia.eu

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