PULSANO (TA) - Torre Castelluccia in frazione Marina di Pulsano
È una delle numerosi torre costiere fatte edificare nel '500 dagli spagnoli (che controllavano il Regno di Napoli) in tutto il Salento (da Taranto a Brindisi passando da Santa Maria di Leuca) per proteggerlo dagli attacchi saraceni. Si trova a sud di Torre Saturo, sita a Marina di Leporano, e a nord di Torre Zozzoli (detta "Torre Sgarrata"), sita nell'isola amministrativa di Taranto, tra Marina di Pulsano e Marina di Lizzano. È situata su un altopiano che porta il suo nome all'interno del Bosco Caggione e si affaccia sulla baia di Lido Silvana. Il bosco nel quale la torre si trova è stato meta ambita da turisti italiani e stranieri quando, prima dell'incendio del 2001, ospitava un campeggio internazionale. Dopo il già citato incendio, solo la parte del bosco situata sull'altopiano della Castelluccia è rimasto intatto; la parte sottostante, dove era sito il campeggio, è andata persa. Nei pressi della torre è stato rinvenuto, grazie agli scavi del lustro 1948-1952, il più antico villaggio messo alla luce sul Golfo di Taranto. Il villaggio, la prima Pulsano, risale al XIV secolo a.C. ed è collocabile nell'età del bronzo, nella protostoria. La torre, costruita come detto per il controllo costiero, dopo fu adibita a torre dei cavallari del Principe. Nel 1590 fu ucciso il capo dei cavallari, Pasquale Conte, dai cacciatori di frodo.Nominata per la prima volta nell’Atlantino del cartografo Mario Cartaro del 1613, la struttura ha una base quadrangolare, si sviluppa su due livelli ed è rivestita di conci squadrati di tufo fossilifero e spugnoso di colore giallo rossastro chiaro. Il fronte a monte nord-est mostra tre caditoie con rispettivi beccatelli, due dei quali sono dotati di archibugiere con il bordo a spatola. Le caditoie, dovevano servire come postazioni dalle quali scagliare pietre, olio o pece bollente o altri materiali, addosso agli eventuali assalitori. Un grosso elemento toroidale è all’apice di queste ultime, cui segue una merlatura per l’appostamento delle artiglierie. Sul terrazzo è presente un vano diruto con relativa finestra. Verso il lato monte, è presente una scala in pietra, su arco rampante, caratteristica molto rara per una torre del regno (aggiunta per rendere più agevole l’accesso al piano superiore costituito da un’unica stanza voltata a botte e con camino); in prossimità del suddetto vano scala è stato realizzato un pozzo privo di chiusura, al cui interno è presente vegetazione spontanea. Sul lato sud non è presente alcuna apertura. Nel 1842 la torre venne data in uso alla forza doganale e, successivamente, al Demanio nazionale e alla Marina Militare. Attualmente, la torre presenta un forte degrado strutturale. Altri link suggeriti: https://www.youtube.com/watch?v=DtZcga3yJOg (video di Passione e Disabilità), https://www.youtube.com/watch?v=WdMSVUGU2og (video di Giuseppe Leuzzi)
Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Torre_Castelluccia, https://fondoambiente.it/luoghi/torre-castelluccia?ldc,https://www.vivipulsano.it/punto-di-interesse/torre-castelluccia/ (Testi a cura di: Dott. Dario DURANTE e Dott. Giuseppe MEDICI), https://www.agenziademanio.it/it/crea-valore-investi-con-noi/dettaglio-immobile?objectid=646
Foto: la prima è presa da https://www.vivipulsano.it/punto-di-interesse/torre-castelluccia/, la seconda è presa da https://www.langegnapulsano.it/torre-castelluccia/














