giovedì 13 maggio 2021

Il castello di giovedì 13 maggio


VIARIGI (AT) - Torre dei Segnali (o delle Vedette)

Nel periodo intorno al 1320 si colloca la costruzione della Torre dei Segnali di Viarigi, sulle rovine dell'antico castello, quando il territorio di Viarigi venne restituito al Marchese Teodoro di Monferrato da Matteo Visconti e diventò, in quanto zona di confine del marchesato, parte integrante di una rete di difesa e di comunicazione, basata su un sistema di torri e punti ben visibili dalle colline circostanti (comprendente anche Montemagno, Grana, Casorzo, Grazzano, Moncalvo e Rinco, a nord, Vignale, Carnagna, Lu, San Salvatore a sud). La torre, legata alla proprietà del feudo viarigino, subì diversi passaggi di proprietà a nobili del Marchesato del Monferrato, da Alberto di Solero (1431), ai conti Biglione di Viarigi (1772), mentre, all'epoca dell'ultimo feudatario, Viarigi era già passato a Casa Savoia, con il trattato di Vienna del 1703. Proprio i conti Biglione furono gli avi del poeta Agostino della Sala Spada, nato a Calliano nel 1842, che cantò nei suoi versi le ridenti colline del Monferrato e la "quadra torre, sovra l'arduo colle" che tanto gli fu cara. Con la rivoluzione :francese e la successiva occupazione napoleonica, vennero soppressi i feudi e i Biglione dovettero cedere la loro intera proprietà alla famiglia ebraica di Sacerdote Vita, commerciante di Casale Monferrato. A circa metà del 1800, la Torre con l'area attigua passò alla famiglia Ferraris di Viarigi che la detenne sino al 1939 quando, a seguito di pubblico incanto, venne rilevata dal Cav. Aldo Todini. Essa rimase alla famiglia Todini sino al 1998, quando un benefattore milanese, l'Ing. Pietro Bellettato, la acquistò per farne dono al Comune di Viarigi. La Torre dei segnali venne dichiarata edificio monumentale nel 1908 e, successivamente, posta sotto vincolo in base alla legge 1089/1939. In seguito, fu trascritta a favore del Ministero dell'Educazione Pubblica dell'11/04/1943. A pianta quadrata (5,80 metri per lato), la torre si erge per un'altezza di 26,5 metri e, così come la vediamo oggi, non è nella facies originale del basso medioevo, ma è frutto di stratificazioni d'interventi successivi alla costruzione originaria. Il più importante di questi, avvenuto circa a metà del secolo XIX, coincide con la realizzazione di un rivestimento in laterizi, sui quattro lati della torre, al fine di ricoprire e risanare le quinta muraria esistente. Da notare la parte terminale leggermente aggettante, con quattro comici ad archetto (motivo ricorrente in altre torri coeve) e la merlatura ghibellina a coda di rondine (testimonianza di fedeltà all’impero). Completa l’edificio l’adiacente guardiola.. Interventi minori sono stati attuati più recentemente: per esempio la sostituzione, nel 1967, delle scale interne in legno, con scale in acciaio - ormai precarie - da parte dei volontari della Pro Loco di Viarigi. Purtroppo, quest'ultimo intervento, attuato per rendere fruibile la torre da parte della comunità, fu più dannoso che proficuo alla costruzione che, lasciata incustodita e aperta a tutti, negli anni '70-'80 del secolo scorso, subì atti vandalici, con la conseguente distruzione del pianerottolo più alto (la causa fu probabilmente il lancio di mattoni della merlatura attraverso il camino di accesso alla sommità). Oggi la Torre è completamente ristrutturata ed è visitabile l'ultima domenica di ogni mese, da aprile a ottobre. Il Comune di Viarigi aderisce a "Castelli Aperti", rassegna di valorizzazione e di promozione del ricco patrimonio culturale, artistico e storico dei castelli, giardini, musei, palazzi, ville e borghi del Piemonte dalla primavera all'autunno. Altri link suggeriti: https://www.youtube.com/watch?v=nrIANv89LCU (video di Roby Allario), https://youtu.be/C1N69Vxyy6E (video di Mtb Explorer 360°)

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Viarigi, https://www.comune.viarigi.at.it/it/point-of-interest/torre-dei-segnali-o-delle-vedette, http://www.turris-piemonte.it/torre-di-viarigi/, http://archeocarta.org/viarigi-at-torre-e-chiesa-di-san-marziano/

Foto: la prima è presa da http://www.astiturismo.it/it/content/viarigi-torre-dei-segnali, la seconda è presa da https://www.ilmonferrato.it/articolo/PnKC-qi3dkiGt7GEsUTgzg/viarigi-salendo-sulla-torre-dei-segnali

mercoledì 12 maggio 2021

Il castello di mercoledì 12 maggio

 


 

CORI (LT) - Castello Salviati (o Palazzo Salviati) in frazione Giulianello

Si ipotizza sia stato costruito nel 143 a.C. dalla famiglia di Giulio Cesare, per la sua nipote Giulia. Ne è testimone un'urna sepolcrale dedicata ad una Giulia della famiglia di Giulio Cesare scoperta nel 1684 dai Frati Minori del colle di S. Lucia. Le notizie di Giulianello risalgono all'anno 1000, se è vero ciò che asserisce il Piazza, che in un codice dell'archivio Vaticano esiste la memoria della traslazione nella chiesa di Giuliano del corpo di S. Marco papa, che venne dai romani trasportato nella basilica Marciana di Roma, quando essi incendiarono, sotto Eugenio III, il detto castello. Nel 1520 ebbe inizio la storia di Gesù Bambino nella chiesa di S. Giovanni Battista di Giulianello. Chi dominava il territorio dell'attuale Giulianello negli anni 1700-1870 era il regno della Chiesa Romana, dalla quale si crede sia stata concessa in feudo per opera di Innocenzo III a Pietro Annibaldi. Nel XIII secolo, dunque, il castello fu venduto alla famiglia Conti, di origine toscana, trasferitasi a Segni. A causa di lotte fratricide il Castello di Giuliano fu ridotto a tenuta nella seconda metà del 1400. A risollevare le sorti del feudo pensò Donna Costanza Conti nel XVI sec., ordinando la costruzione della Chiesa Parrocchiale e la ricostruzione del Castello, nonché opere di drenaggio idrico e il rinforzo delle mura perimetrali. Dopo il matrimonio di Donna Costanza con Lorenzo Salviati, Giuliano fu ereditata dal figlio della coppia, Antonio Maria Salviati. A lui si devono i lavori iniziati da Donna Costanza e la costruzione di edifici ad uso cantine, magazzini, granai, stalle e abitazioni per famiglie. Il tutto fu posto sotto l’abbraccio di mura fortificate. Nel 1774, il borgo di Giuliano passò alla famiglia dei Borghese attraverso il matrimonio di Marianna Salviati con Marcantonio IV. Nel 1808, quando i francesi tornarono ad invadere Roma, il regime feudale fu soppresso e il Principe Camillo Borghese da feudatario divenne proprietario di Giuliano e rinunciò alla giurisdizione baronale. In quegli anni, ci fu un’importante regressione del paese in ambito economico, culturale, spirituale e demografico, e il paese iniziò a risollevare le sue sorti soltanto dopo la fine della seconda guerra mondiale. Nel frattempo, nel 1908, la famiglia Sbardella, ancora oggi proprietaria, acquistò le tenute di Giuliano e Torrecchia e fece decorare la chiesa parrocchiale. Il castello di Giulianello contiene reperti dell'età del 1100 e 1700. Come detto, la famiglia Salviati fece costruire a ponente del castello una chiesa. La quale misura 60 metri di lunghezza e 30 di larghezza. È dedicata a S. Giovanni Battista ma in realtà venne chiamata così per un conte della Famiglia Salviati. La chiesa di Giulianello, oltre ad essere un luogo sacro e religioso è anche un luogo storico di grande importanza. Si può trovare nella Chiesa il famoso Bambinello di Giulianello il quale fu benedetto da Papa Giovanni Paolo II. Altri link consigliati: https://comitatosangiuliano.wixsite.com/festasangiuliano/giulianello (video si Senape Production),https://www.tesoridellazio.it/tesori/cori-lt-fraz-di-giulianello-palazzo-salviati/ (foto)

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Giulianello, https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Salviati_(Giulianello), https://www.parchilazio.it/giulianello-schede-1173-il_lago_e_i_borghi_storici_giulianello, https://www.scoprirecori.it/conosci/la-storia-di-giulianello/, https://www.compagniadeilepini.it/cori-cultura-edifici-storici/, https://comitatosangiuliano.wixsite.com/festasangiuliano/giulianello

Foto: la prima è di eliosvettini su http://rete.comuni-italiani.it/foto/2012/115847/view, la seconda è presa da http://www.parvapolis.it/a-67007/inizia-lestate-a-giulianello/

martedì 11 maggio 2021

Il castello di martedì 11 maggio



COLLEPIETRO (AQ) - Torre del castello

Colle Petri è citato per la prima volta da un documento del 1092, nel periodo di dominio del normanno Ugo Malmozzetto: in un atto di donazione di Ugo del fu Giliberto, di origini franche, con cui egli in punto di morte cede alla Diocesi di Valva il monastero di San Benedetto in Perillis, tra i possedimenti a questo spettanti cita anche alcuni beni nel castello di Collepietro. In posizione dominante tra la valle del Tirino e la piana di Navelli, autentica porta di ingresso sia verso la Majella che verso Campo Imperatore, diede il nome alla dinastia detta "Di Collepietro", dalla quale si diramò quella denominata "Di Pagliara", celebre stirpe che annoverò tra gli altri il vescovo Gualtiero di Pagliara, gran cancelliere del Regno di Sicilia tra il XII e il XIII secolo, durante la minorità di Federico II di Svevia. Era il castello che proteggeva i monasteri di San Benedetto in Perillis e Picciano. Il potere fu gestito dall'XI secolo dai signori del feudo, forse ramo dei conti di Valva, a loro volta gemmazione dei conti dei Marsi, con Gualtiero capostipite del nuovo casato collepetrano, figlio di Teodino, e presente insieme col fratello Berardo ad una convenzione tra il monastero di San Clemente a Casauria e alcuni Signori dei territori limitrofi, tenutasi nel 1111 nell'Isola della Pescara presso la medesima abbazia per concordare il nuovo assetto geo-politico dell'area. Nel XVI secolo fu amministrato dai capitani spagnoli Francesco Segura e Alfonso de Medina, dacché L'Aquila, amministratrice del feudo, era in mano a Carlo V. Dopo l'abolizione del feudalesimo, tuttavia Collepietro finì in mano ai signorotti locali Caracciolo, e successivamente ai sindaci Gioacchino D'Alfonso, Giuseppe Giustizia e Beniamino de Jorio, che amministrarono discretamente il potere. La torre del castello, la cui collocazione cronologica risale all'XI secolo, è nata come presidio di avvistamento e difesa perimetrale. È inglobata nel tracciato murario ellittico del borgo fortificato di Collepietro e, situata nel punto più settentrionale del sito, misura 6x4 m. ca. di base e 10 m. ca. in altezza. Presenta una pianta quadrangolare irregolare, con l'asse minore orientato in direzione nord-sud, ed è realizzata con conci in pietra calcarea locale piuttosto irregolari e blocchi squadrati di rinforzo agli spigoli. La base della torre è rafforzata da una scarpa di rinforzo, addossata su tre dei quattro lati (ad ovest, a nord e ad est) e realizzata con la medesima tecnica muraria. Le aperture ricavate sulle quattro facciate dell'edificio lasciano prevedere la disposizione ed il numero dei quattro livelli interni attuali. Un primo livello è a piano terra ed è illuminato e difeso da una finestra rettangolare rinforzata da laterizi nel lato settentrionale e una finestra-feritoia completata da cannoniera nel lato orientale. Seguono gli altri tre piani rialzati, i cui ingressi sono realizzati sul lato lungo meridionale, a quote differenti e, una volta, probabilmente, erano raggiungibili da scale lignee. Dopo la distruzione di Andrea Fortebraccio, presso il castello fu costruita la chiesa di San Giovanni, ampliando alcune parti della chiesa precedente. La torre è rettangolare e slanciata, e possiede un arco a sesto acuto alla base per l'accesso. Altri link proposti: https://www.abruzzointour.it/collepietro.html, https://www.youtube.com/watch?v=gm3OoYTF1hY (video di Ercole Maurizio Manieri)

Fonti: https://it.wikipedia.org ,wiki/Collepietro, https://www.mondimedievali.net/Castelli/Abruzzo/laquila/collepietro.htm

Foto: la prima è di Giovanni Lattanzi su https://br.pinterest.com/pin/323625923201015283/, la seconda è di tony-mezzosub su https://www.flickriver.com/search/Collepietro,%20italy/

Il castello di lunedì 10 maggio



Cori (LT) - Castello Santa Margherita

Durante i secoli dell'Alto Medioevo Cori subì una profonda decadenza. Si hanno notizie di un'incursione saracena avvenuta nell'832. Le altre notizie storiche della città si ritrovano nel 1114, quando papa Pasquale II concesse la protezione papale al cenobio della SS. Trinità de Cora, insediamento benedettino che sorgeva sui monti di Cori (pochi resti sono tuttora visibile sul monte della Badia). Nel 1167 Cori venne saccheggiata dalle truppe di Federico Barbarossa. Nel 1211 papa Innocenzo III infeudò Cori in concessione revocabile a Pietro degli Annibaldi. Dopo la morte dell'Annibaldi, Cori tornò sotto la sovranità pontificia (1234) e venne dichiarata castellania inalienabile da papa Gregorio IX. Il dominio della Chiesa non impedì comunque lo sviluppo dell'ordinamento Comunale, a metà del Duecento risale il primo statuto cittadino (l'antico palazzo pubblico svolge tuttora funzione di municipio). Come libero comune Cori fu alleata militarmente alla vicina Velletri, i vincoli di aiuto reciproco risalgono almeno al 1207. Durante il medioevo Cori acquisì quell'aspetto urbanistico che ancora oggi caratterizza la sua parte storica: stretti vicoli, piazze, chiese, porticati. Nel 1363, con l'applicazione anche alla provincia di Marittima, delle Costituzioni egidiane l'istituto comunale perse molta autonomia. Agli inizi del Quattrocento Cori fu invasa da Ladislao di Durazzo. Finito tale dominio, nel 1410, Cori entrò definitivamente nei territori della Chiesa acquisendo lo status di feudo del senato romano (il paese donò a Roma una Statua della Minerva del I secolo a.C., ritrovata in quel periodo, che oggi è esposta nella Piazza del Campidoglio; Roma contraccambiò regalando a Cori i colori giallo e rosso ed appunto l’acronimo S.P.Q.R., che impedì alla cittadina di diventare feudo di qualche nobile dell’epoca), tale situazione rimase immutata fino al 1832 quando Cori fu inserita nella legazione di Velletri (eccezion fatta negli anni in cui Cori fece parte dell'Impero Francese). C’è molta storia dietro l’antico Castello di Santa Margherita. Il complesso ricade in una zona leggermente isolata sulla cima di una collina e gode della bellezza della costruzione, confidenzialmente denominata Castello, risultato di una stratificazione architettonica che si è avvicendata nei secoli che vanno dal 1100 alla prima metà dell’ottocento. Il caseggiato nacque per ospitare un monastero, divenendo nei secoli la sede di una tenuta agricola. Venne in possesso di una facoltosa famiglia romana (Dalla Porta), che lo trasformò in un maniero, ricalcando lo schema dei palazzi nobiliari cinquecenteschi, e lo rese residenza estiva. Nei primi anni del 1900 venne acquistato dagli attuali proprietari, che hanno cercato di mantenerne le originarie strutture malgrado le vicissitudini della seconda guerra mondiale. In tale periodo infatti divenne presidio dell’esercito tedesco. L’armonia del luogo è data dal magico connubio tra la costruzione e la natura circostante, tra il panorama e i giardini centenari, enfatizzata dal sapiente restauro, compiuto nel pieno rispetto delle forme originarie e curato in ogni particolare. Oggi ospita un agriturismo.

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Cori, https://www.facebook.com/proloco.cori/posts/2102437649855185/, https://www.castellosantamargherita.it/it/castello-santa-margherita-cori-04010-2235

Foto: la prima è presa da https://www.corriereimmobiliare.com/Vendesi-Castello-Cori/annuncio-243801.html, la seconda è presa da https://www.acanthuscori.it/propriet%C3%A0/cori-appartamento-in-castello/

sabato 8 maggio 2021

Il castello di domenica 9 maggio


SANTA SOFIA (FC) - Rocca Malatesta di Spinello

In cima al monte Aiola, a 8 km da Santa Sofia, sorge il paese di Spinello in un luogo di notevole rilevanza paesaggistica dal quale si può ammirare la valle sottostante fino al mare. Nell'Alto Medioevo la Rocca spinellese, la più alta della Romagna (927 m s.l.m.), venne fortificata con bastioni e torri. Riguardo al nome ed alle possibili origini, da un poemetto inedito di Girolamo Maria Volpini si rileva: Ispello della famiglia Flavia, sarsinate, prima dell'era cristiana, fabbricò questa rocca che dal fondatore fu detta Spello e poi per corruzione Spinello, ed era la più vaga, la più forte della tribù. Le prime notizie risalgono al XIV secolo, quando apparteneva agli Ubaldini di Carda (o di Apozzo). Nel 1364 fu probabilmente concessa agli Ubertini dagli abati galeatesi. Poiché gli Ubertini erano di parte ghibellina, contro di essi nel 1404 si mosse Jacopo Salviati, capitano della Repubblica di Firenze. Distrusse Monteriolo e gli altri castelli d'intorno, bruciò il borgo di Spinello posto ad oriente del castello, ma la fortezza rimase inespugnata. Il 18 dicembre 1433 Spinello venne scelta come residenza da Baldaccio d'Anghiari (o da Citerna), che vi rimase fino metà del 1434. Nel 1455 il territorio spinellese venne nuovamente devastato dalle truppe fiorentine. In quel frangente venne distrutto anche il monastero di Sant'Uberto alla Trappola che dominava la stretta gola dei monti. Oggi della rocca ne sono visibili i ruderi della torre e del bastione di Sud-Ovest. Fino al 1924 Spinello fu frazione del Comune di Mortano. L'antico borgo di Spinello non venne più edificato e l'attuale paese è sorto più in basso, dalla parte opposta dell'antico borgo che aveva una chiesa parrocchiale dedicata a S. Nicolò. Negli ultimi 60 anni si è scavato tra i ruderi. Un tempo vi fu scoperta una scala che conduceva in un profondo sotterraneo ma, dice la cronaca: “nessuno osò scendervi”.

Fonti: https://emiliaromagnaturismo.it/it/localita/spinello, https://it.wikipedia.org/wiki/Spinello_(Santa_Sofia), http://www.turismoforlivese.it/servizi/menu/dinamica.aspx?ID=5578, https://www.appenninoromagnolo.it/comuni/santasofia_escursioni.asp

Foto: presa da https://www.appenninoromagnolo.it/comuni/santasofia_escursioni.asp

Il castello di sabato 8 maggio


UMBERTIDE (PG) - Castello di Monestevole

Il castello di Monestevole si trova a 614 metri di altezza su un colle di difficile accesso alla sinistra della strada che da Umbertide porta a Preggio, subito dopo Monte Acuto. Inserito anticamente nella periferia Nord-Ovest del sistema difensivo perugino, il castello fu di notevole dimensioni, come si può vedere anche oggi dalle rovine che ne restano. Nel 1395 i magistra­ti di Perugia vi inviarono un castellano con la somma di quaranta fiorini per riparare la torre e le mura. Nell'anno 1406 il territorio perugino sembrava essere invaso da un momento all'altro dalle truppe di Braccio Fortebracci da Montone e dai no­bili che, desiderando la caduta della fazione avversa, si erano riuniti a Città di Castello, Gubbio ed in altri luoghi vicini per organiz­zarsi. Contro quelle forze i Perugini inviarono alla Fratta alcune compagnie di fanti, appoggiate da cavalieri, comandate da Ceccolino Michelotti. Sighinolfo Michelotti e Matteo di Vannolo ebbero incarico di fortificare í castelli della zona affinché non venissero oc­cupati dai soldati di Braccio e dai nobili. Agli uomini di Moneste­vole e di tutti gli altri castelli fu impartito l'ordine di fare la guar­dia di notte e di giorno. Per la costruzione di una cisterna Perugia concesse nel 1480 un contributo di trenta fiorini e di venticinque fiorini nel 1484 per riparare le mura del castello. A1 centro del maniero la torre era ridotta in pessimo stato e la famiglia del dott. Filippo Mattioli nel 1530 chiese agli amministra­tori perugini di ristrutturarla ed adibirla ad abitazione. La domanda venne accolta e per molto tempo, fino agli anni intorno al 1950, Monestevole fu abitato. Oggi, invaso dalla vegetazione, è un cumulo di rovine. La chiesa, posta immediatamente a lato dell'ingresso nella parte sinistra, fu dedicata a S. Simone e fin dal XIII secolo era sotto la giurisdizione dell'Abbazia di S. Salvatore di Monte Acuto. Il vescovo Giovanni Andrea Baglioni, nel 1447 concesse il fonte battesi­male che fu consacrato nel 1494.

Fonti: http://www.umbertideturismo.it/Storia-History-Immagini-e-video-Images-and-videos-Manifestazioni-Events-Musei-Museums-Monumenti-Monuments-Tevere-Tiber/Rocche-Castelli-Borghi-medioevali-Scavi-archeologici-Fortresses-Castle-Medieval-villages-archaeological-excavations/I-ruderi-del-castello-di-Monestevole-The-ruins-of-the-castle-of-Monestevole, https://www.stradeeposti.it/stradeeposti/Italy/Umbria/Umbertide/Monte-Acuto/Umbertide_Monte-Acuto_Castello-di-Monestevole.html

Foto: la prima è di jiva su https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/galera-monte-acuto-monestevole-cascata-di-calamanna-9082849/photo-5377953, la seconda è presa da https://www.aboutumbriamagazine.it/umbertide/

venerdì 7 maggio 2021

Il castello di venerdì 7 maggio



TRENTO - Castel San Pietro

Si trova ad un'altitudine di 864 m s.l.m. sulle montagne tra la val di Non e la valle dell'Adige, in Trentino. Costruito dai Thun nel XII secolo, se ne conservano oggi i ruderi, tra i quali un raro esempio di torre cilindrica. Sorge su uno sperone di roccia nella valle omonima ad un'ora di cammino da Vigo di Ton in provincia di Trento. I Thun abbandonarono il castello nel XVII secolo. Secondo una ricostruzione grafica dei ruderi, eseguita da Franco Lancetti, il fortilizio era di notevoli dimensioni e merita di essere riscoperto e valorizzato. L'edificio stando alle testimonianze storiche, già verso la fine del secolo XVII era in uno stato di totale abbandono. La causa del rapido decadimento è da ricercarsi con tutta probabilità nella tristemente famosa «tassa sul coperto» che causò molti strani incendi ai tetti di edifici nobiliari poco utilizzati. Risale proprio a quest'epoca infatti la rovina di castelli come San Pietro e Belfort. L'isolamento in cui giace ormai da due secoli lo ha trasformato inesorabilmente in «un ammasso di pietre e che deve far fronte non più ad un eventuale attacco nemico, ma ad una sottile e capillare invasione della vegetazione circostante». La parte più antica del castello è, secondo Lancetti, la torre cilindrica leggermente rastremata verso l'alto, risalente ai primi anni dell'insediamento romano in val di Non. La fortificazione infatti sorge lungo un'antica via romana che collegava l'Anaunia con la val d'Adige attraverso il passo di Roccapiana. A quei tempi infatti le strade vista l'Impervietà che ancor oggi limitava la percorribilità dell'area nel fondovalle, sorgevano in quota. Era meglio dunque percorrere la montagna anziché aggirarla attraversando zone difficili e paludose. La torre di Castel San Pietro dunque era in collegamento visivo con altre fortificazioni della valle in particolare con la zona di castel Belasi e castel Corona. L’edificio, sorto come fortezza in un luogo aspro e difficile da raggiungere, aveva dimensioni piuttosto importanti: circa 40x70 m. Nel 1336 venne preso d´assalto da parte dei soldati dei signori di Arsio, che furono però respinti. A partire dal XVI secolo l´antica via divenne meno frequentata e il castello perse la sua importanza; pertanto, affidato a capitani, venne utilizzato dai Thun come residenza di caccia. La posizione isolata e la difficoltà d’accesso ne determinarono, nel secolo successivo, il declino e il definitivo abbandono. Secondo la ricostruzione effettuata da Lancetti la torre ha un diametro interno di circa sei metri e le mura sono larghe un metro e quaranta, l'altezza doveva essere (visto che ora è mezza), di circa quindici metri. Successivamente in epoca medioevale, attorno all'antica fortificazione si è sviluppata, come in altre zone, un castello munito di ponte levatoio e di mura per la difesa. Al suo interno sorgeva una cappella dedicata a San Pietro, di questa è ancora possibile scorgere le fondamenta dell'abside che ha un diametro di circa tre metri. In questa cappella fino al 1742 vi si celebrava la Messa tre volte all'anno (Aldo Gorfer, Le valli del Trentino – Trentino Occidentale). Oltre al mastio, che era accessibile da una porta aperta sul lato nord-ovest, a circa 5 metri dal terreno, rimangono i resti di una torretta quadrata e di due edifici residenziali a pianta rettangolare – costruiti con pietre calcaree – che si affacciavano sul cortile interno. Il castello viene nominato per la prima volta in un documento del 1338 dal quale risulta essere un feudo antico della chiesa di Trento, di proprietà della famiglia Thun che lo acquistò dalla famiglia Negri di San Pietro. Il castello è di proprietà privata; l'accesso ai ruderi del castello è vietato per pericolo di crolli. Il sentiero di accesso parte dal Campo sportivo, in località "Glare" e prosegue attraversando per due volte il torrente che scende dalla valle di S.Pietro e Dalla Valle dei Pilastri.

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Castel_San_Pietro_(Ton), https://www.castelthun.com/index.php?option=com_content&view=article&id=22:castel-s-pietro&catid=14&Itemid=170, http://www.castellideltrentino.it/Siti/Castel-San-Pietro, https://www.percorsidanaunia.com/it/pda_percorsi/castel-san-pietro/

Foto: la prima è presa da https://www.icastelli.it/it/trentino-alto-adige/trento/ton/castel-san-pietro-di-ton, la seconda è di Vanni Lesca su https://www.ilovevaldinon.it/3-castelli-della-val-di-non-che-forse-non-conosci-2