martedì 12 ottobre 2021

Il castello di martedì 12 ottobre

 



SALICETO (CN) - Castello Del Carretto

L'esistenza di un nucleo abitato sopra la collina, detta della Rosa, è documentata prima del X secolo, suddiviso in Borgovero e Borgoforte, entrambi abbattuti dai saraceni durante una scorreria a metà X secolo. La prima citazione di un castello in Saliceto risale al 1142, nell’atto d’assegnazione di un ampio territorio a Ugo, uno dei figli di Bonifacio del Vasto. Appartenne prima al vescovo di Savona, poi al comune di Asti e dal 1251 ai Del Carretto (allora probabili promotori della ricostruzione del maniero, con le sue mura poderose, le massicce torri d’angolo, con fossati difensivi e, per accesso, solo un ponte levatoio). A successivi rami del casato marchionale Del Carretto il castello rimase sino al 1583, quando morì l’ultimo discendente Alfonso II. Passato al Ducato di Savoia, venne assegnato a diversi titolati tra cui la famiglia Damiani di Priocca. Ora la poderosa dimora signorile, è divenuta proprietà comunale. La stampa ottocentesca del Gonin ci rende in modo mirabile l'imponente massa del Castello di Saliceto (costruito tra il XII e il XIII secolo) di pianta quadrata, rinforzata da tre torri agli angoli. Una quarta torre, fu rovinata ed abbattuta durante l'assedio spagnolo del 1639. Nello stesso assedio un cecchino salicetese, appostato sul campanile, uccise con un colpo di moschetto alla testa Don Martino D'Aragona, comandante delle truppe spagnole, che la tradizione vuole sepolto nel Monastero di Millesimo. Per vendetta, gli iberici rasero al suolo la costruzione. Restaurato per l'ennesima volta dai Del Carretto, nel 1796 Napoleone vi insediò il quartier generale per qualche tempo. La struttura attuale dell’edificio è il risultato di successive trasformazioni e ricostruzioni che hanno tuttavia mantenuto alcuni caratteri tipici delle architetture fortificate presentandosi come un vasto blocco trapezoidale con tre torri quadrangolari sugli spigoli e l' inserimento di una quarta torre, esternamente in legno per accordarsi con l' architettura dell' edificio. Fondato come fortilizio, ad uso esclusivamente militare e non residenziale, il castello era anticamente cinto da un fossato (di cui permangono intatte le tracce) ed era accessibile tramite un ponte levatoio, poi rimosso e sostituito da una rampa in muratura di pietra e mattoni che si conclude con un ponticello fisso che conduce all’imponente portale di accesso. Il lato di ponente del castello presenta evidenti tracce gotiche. Il loggiato interno è rinascimentale. Il cortile interno forse era collegato con le sottostanti scuderie tramite uno scalone, di cui rimangono pochi scalini tagliati dalla attuale volta a botte che copre il grande vano del piano terra. All’interno della torre meridionale sono inoltre ancora visibili le tracce di un antico passaggio, oggi murato, che dovette collegare il castello con la più antica e ormai completamente diroccata fortificazione, sita sulla collina Margarita. Nella zona aperta sul cortile interno, si trovano infine i resti di una piccola cappella affrescata, di particolare pregio storico e artistico. Gli affreschi che decorano questo piccolo spazio rappresentano una natività con bambino riposto non nella classica mangiatoia, ma in un piccolo letto. In cima, l' annunciazione degli Angeli ai pastori. Nella parete opposta si apre invece una porta, attraverso cui si accede alla “sala delle armi”, con affreschi della "Sala delle armi" propongono scene della vita di Cristo. A sinistra della parete di fondo si apre una nicchia piuttosto profonda dove, recentemente, sono state scoperte altre pitture: colpisce un raffinatissimo sistema floreale di tralci di vite attorno all' affresco centrale e la simbologia della stella di Davide. Due immagini di donna (le probabili sibille leonardesche) inserite in un gioco di semicerchi e triangolo, sotto alle quali vi è lo stemma dei Del Carretto, sono collegate all' Agnus Dei che versa il suo sangue nella coppa del Santo Graal, a cui è sovrapposta una grande croce gemmata, sotto questi, lo stemma carrettesco, a confermare l’onnipresenza del potere dei marchesi, fautori di questa piccola, ma pregiata, impresa decorativa. L’analisi stilistica e iconografica di questo piccolo ciclo, caso unico nell’area valbormidese, ha portato alla sua datazione all’ultimo decennio del 1300. Vi è, per gli studiosi che hanno esaminato il ciclo, l’intervento di un maestro dalle qualità tutt’altro che mediocri, in grado di maturare e personalizzare le esperienze artistiche maturate ad Assisi e, nell’ambito giottesco, probabilmente il senese Taddeo di Bartolo. Le sale interne al piano superiore sono state da poco ristrutturate e presentano un ciclo di affreschi liberty dell' 800 o primo 900. Altri link per approfondimento: https://www.ledimoredelquartetto.eu/portfolio/castello-di-saliceto-saliceto-cn/, http://www.turismoinlanga.it/it/castello-di-saliceto/, https://www.youtube.com/watch?v=iQkLFMZhUqQ (video di Annifrid Elle), https://www.youtube.com/watch?v=Em9PwSFwBik (video di ADMNetworkTV)

Fonti: http://www.comune.saliceto.cn.it/Home/Guida-al-paese?IDPagina=31341, https://www.castelliaperti.it/it/strutture/lista/item/castello-di-saliceto.html,http://archeocarta.org/saliceto-cn-castello-e-cappella/

Foto: la prima è presa da https://www.ledimoredelquartetto.eu/portfolio/castello-di-saliceto-saliceto-cn/, la seconda è una cartolina della mia collezione

Nessun commento: