mercoledì 13 dicembre 2023

Il castello di mercoledì 13 dicembre




MONTAIONE (FI) - Castello di Castelfalfi

È opinione comuine che il nome Castelfalfi sia una derivazione di Castrum Faolfi o Farolfi, cioè la roccaforte militare di Faolfo, re longobardo che pare abbia fondato il Borgo. Le prima ed unica prova scritta di tale periodo è una lettera del 754 in cui Walfredo di Ratgauso della Gherardesca cita Castelfalfi in occasione di una donazione alla Badia di Monteverdi in Maremma. Ma se ci fosse stato un errore di trascrizione e il nome fosse invece Fuolfi, significherebbe che il Castello risale al 550-600 d.C. e quindi ad un periodo pre-longobardo, circa 200 anni prima rispetto alla datazione ufficiale. Durante il basso Medioevo, nel 1139, Il Castello di Castelfalfi venne venduto da Ranieri della Gherardesca al vescovo di Volterra per cento lire. Nel 1230 Castelfalfi entrò a far parte del contado di San Miniato insieme a Tonda, Vignale e Camporena. Nel 1200 il piviere di Castelfalfi aveva 13 chiese suffraganee. Intorno al 1370, Castelfalfi, insieme alle comunità circostanti, si sottomise alla Repubblica di Firenze distaccandosi da San Miniato. Nel 1475 i proprietari di Castelfalfi erano Giovanni di Francesco Gaetani e sua moglie Costanza de' Medici, che ristrutturarono il castello dandogli l’aspetto di villa e costruirono qui una seconda dimora. Durante l’aspra guerra tra Firenze e Siena, nel 1554, Castelfalfi venne saccheggiato e incendiato dalle milizie di Piero Strozzi. Castelfalfi passò poi alla famiglia Medici - Tornaquinci. Per lungo periodo il Borgo visse la tranquilla quotidianità di una grande fattoria con molti mezzadri e alcuni braccianti dell’azienda unificata dai Gaetani, dai Bardi e dai Biondi. All’inizio del XX secolo venne edificata una tabaccaia, essiccatoio per le piante di tabacco giunte dall’America e coltivate anche in questa zona. Durante la Seconda Guerra Mondiale il castello ospitò una divisione dell'esercito tedesco, e fu danneggiato da bombardamenti americani durante la loro avanzata per la liberazione del territorio. A partire dal secondo dopoguerra e per alcuni decenni a venire, il Borgo e la fattoria di Castelfalfi sono stati progressivamente abbandonati da abitanti ed artigiani, in cerca di lavoro nelle fabbriche della Valdera. Nel 1982 l'imprenditore milanese Virginio Battanta rilevò dal tribunale di Firenze le società che detenevano tutto il borgo medievale ed i 1320 ettari di terreno agricolo che costituivano la tenuta di Castelfalfi, incluse le 36 case coloniche e il campo da golf. Tutti i beni ed i terreni erano stati detenuti fino a quel momento da diverse società che avevano sottoscritto un concordato fallimentare con il tribunale di Firenze. Successivamente iniziò il ripristino e la ricostruzione di alcuni degli immobili di maggior valore quale il castello, la villa Medicea ed altri edifici siti nel centro storico. Più volte ristrutturato e trasformato, anche a causa dei danni provocati dalle guerre, il castello è oggi un complesso che mantiene evidenti i caratteri del castrum, con un’alta e possente cinta muraria, i bastioni circolari, ma addolcito da un’architettura che lo avvicina al modello della villa. Di particolare interesse sono le cantine, disposte su due livelli entro la cinta muraria, al di sotto del piano su cui sorge l’edificio principale, dove si trovano alcuni dei primi esemplari di tini invetriati di inizio Novecento. All’estremità del borgo opposta al Castello si trovano una villa di impianto mediceo e la Pieve di San Floriano. Altri link suggeriti: https://www.youtube.com/watch?v=CG7Hcykx-yI (video con drone di Dario Billi), https://www.youtube.com/watch?v=9vPM8QwraZQ (video di Luca Melai), https://www.youtube.com/watch?v=M0Az-pw0WH8 (video di SG-Video)

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Castelfalfi, https://www.montaioneintuscany.it/arte-cultura-storia/castelfalfi/

Foto: la prima è presa da https://www.siceimpianti.com/progetto/restauro-castello-di-castelfalfi-montaione/, la seconda e la terza sono del mio amico (e inviato speciale del blog) Claudio Vagaggini

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