mercoledì 16 dicembre 2020

Il castello di mercoledì 16 dicembre

 




CONCA DELLA CAMPANIA (CE) - Castello

Conca della Campania lega le sue origini ai monaci benedettini della celebre Abbazia di Montecassino, i quali, già nell' VIII secolo, scoprirono la fertilità di queste terre e la salubrità del clima, iniziando una massiccia opera di bonifica, costruendovi i primi villaggi e case coloniche, nonché il possente maniero denominato "Pilanum", che fu la loro iniziale dimora. Intorno all'anno 1000 i benedettini costruirono un altro castello a protezione del primo, che fu più volte fatto segno di tentativi d'invasione per la sua vulnerabile posizione. In questa seconda fortezza, visibile ancora oggi al centro del paese, abitarono per circa duecento anni, con un percorso storico denso di avvenimenti. Le tappe più rilevanti cominciarono nel 1049, quando gli abitanti del castello riuscirono ad opporsi con successo ai principi longobardi di Capua. Nel 1417 Conca divenne feudo della famiglia di Giovanni Antonio Marzano e poi del figlio Marino. Nel 1419 Matteo De Capua si impadronì del feudo, ma fu soppiantato, subito dopo, da Giulio Cesare De Capua, che si avvalse dell'aiuto di Filippo II. Verso la fine del '700 i De Capua furono detronizzati dagli Invitti che ressero Conca con il titolo di "Principi", fino alla soppressione dei feudi, avvenuta nel 1816. L'attuale complesso si erge su una sella naturale, all’interno del complesso vulcanico del Roccamonfina e occupa un’area di circa 3000 mq. Questa struttura è il risultato della fusione di due diverse entità architettoniche ben distinte: il Castrum e il palazzo principesco. Il Castrum fu fondato a partire dal XII secolo con la nascita del feudo di Conca, presentava nella sua prima fase una torre maggiore, individuata nell’angolo SE della struttura. A tale mastio venne annessa, tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, una cinta rettilinea con le torrette di guardia ancora visibili. Ad un periodo di poco successivo, invece, si deve attribuire la costruzione del muro a scarpa che fascia l’intero complesso precedente. Solo a partire dal XIV secolo è possibile datare la fondazione del palazzo, periodo in cui Conca, insieme a Limatola, Isernia, Sessa e Carinola, entrò nei possedimenti della famiglia Marzano con l’ammiraglio Giacomo da Marzano duca di Sessa. La nobile residenza è composta da tre ali: una a E, una a O e una N che, disposte a forma di ferro di cavallo, presentano rispettivamente tre livelli: piano terra, piano primo e piano secondo o sottotetto. A partire dal XVI secolo, con l’avvento del viceregno spagnolo, la terra di Conca entrò definitivamente nei possedimenti della Famiglia di Capua, nobile casata a cui venne concesso, a partire da Giulio Cesare II di Capua, il titolo di Principi di Conca; ciò avvenne elevando al rango di principato il feudo familiare di Conca della Campania. È a questa famiglia che si devono attribuire gli ultimi interventi architettonici di maggiore rilevanza quali: la demolizione della torre maggiore per la creazione del giardino pensile, la realizzazione dell’affresco nel vestibolo di accesso al palazzo e la costruzione della cappella signorile. Con la morte dell’ultimo principe di conca Domenico Maria di Capua, l’intero complesso fu acquisito prima dalla casata degli Invitti che ne detennero la proprietà dal 1770 al 1850, quando fu venduto alla famiglia Galdieri. Dieci secoli di vita hanno cambiato inevitabilmente qualche connotato all'antico maniero, come la torretta di avvistamento, che oggi si presenta decapitata, seppure rimangono le caratteristiche feritoie. Nell'atrio che apre al grande cortile interno è ancora parzialmente visibile un pregevole affresco raffigurante un Abate di Montecassino mentre riceve in udienza il clero diocesano. Questo dipinto, che abbraccia una parete è chiaramente successivo alla costruzione del castello ed è un eloquente riferimento ai monaci fondatori. Il portale d'ingresso, di scuola catalana, è della stessa epoca degli affreschi (sec. XVI), fatto costruire a protezione di uomini e cose, quando prima ci pensavano le guardie. La fortezza aveva alcuni passaggi segreti, uno dei quali la metteva in comunicazione con il castello di Riardo, un altro portava oltre le mura di cinta, nella zona bassa, ancor oggi denominata "Rivo", un altro ancora comunicava con il quattrocentesco monastero domenicano, poco distante. All'inizio del XVI secolo, il principe del tempo, Matteo De Capua, commissionò ad un rinomato pittore della vicina Pietravairano, un trittico su tavola, riproducente la Madonna delle Grazie al centro, ed ai lati San Pietro e San Paolo, contitolari della Collegiata di Conca. L'opera fu installata nella cappella del castello dove rimase fino al 1770, epoca in cui si insediò il principe Carlo Invitti, il quale, prima ancora di prendere possesso del castello, donò il dipinto alla Collegiata di Conca allo scopo di accattivarsi le simpatie del popolo. Nel 1592 fu ospite del castello Torquato Tasso, che vi rimase per circa tre mesi, pienamente soddisfatto del clima e del paesaggio, che, evidentemente, gli ispirarono i versi adatti alle sue composizioni poetiche. Oggi la struttura appartiene alla famiglia Maddalena,che lo ha acquisito nel 2015, nel tentativo di poterlo restaurare e renderlo fruibile all'intera comunità e alle attività turistiche per riqualificare il territorio e l'ambiente stesso di questo piccolo borgo di provincia. Altri siti per approfondimento: https://www.italianostra.org/castello-di-conca-della-campania-caserta-segnalazione-per-la-lista-rossa/, https://issuu.com/ilpoligrafo/docs/cubellotti_sfoglialibro (pubblicazione sul castello e la sua storia),http://www.parcodiroccamonfina.it/wordpress/conca-della-campania/, https://www.youtube.com/watch?v=DMRofkiaTYA (video con riprese aeree di Marco Cirillo)

Fonti: https://www.concadellacampania.info/monumenti-conca-della-campania/castello-conca-della-campania/, https://www.fondoambiente.it/luoghi/castello-di-conca-della-campania,

Foto: la prima è di Marco Cirillo su https://www.concadellacampania.info/monumenti-conca-della-campania/castello-conca-della-campania/, la seconda è di Diego G. Di Salvo su https://www.concadellacampania.info/monumenti-conca-della-campania/castello-conca-della-campania/. Infine, la terza è presa da https://www.italianostra.org/castello-di-conca-della-campania-caserta-segnalazione-per-la-lista-rossa/

Nessun commento: