giovedì 5 marzo 2020

Il castello di giovedì 5 marzo





POLIZZI GENEROSA (PA) - Castello normanno

Su uno sperone isolato (917 m), che domina la valle del fiume Imera, si erge il centro di Polizzi, a controllo della viabilità fra la costa tirrenica e l’interno della Sicilia. Di recente è stata scoperta una necropoli ellenistica in contrada San Pietro, ad est dell’abitato odierno. In età bizantina il paese si sviluppò e ricevette il nome di Baseapolis (Città del Re). In epoca normanna il conte Ruggiero fece fortificare la Rocca ed il Castello; la nipote, contessa Adelasia, Signora di Polizzi, diede grande impulso al paese, che si estese notevolmente, ospitando in pacifica convivenza diverse etnie, bizantini o greci, arabi, latini, ebrei. Federico II le concesse nel 1234 il titolo di Generosa, che da allora è rimasto come parte integrante del nome. Polizzi fu sempre città demaniale e difese senza sosta e con grande cura, la sua indipendenza. Il paese aveva un proprio governo e proprie leggi, ancora oggi meritevoli di stima per la loro equità. I più importanti privilegi legati all'essere Città Demaniale furono l'esenzione dai donativi regi, la franchigia per i suoi abitanti del diritto di gabella della dogana per tutto il Regno di Sicilia, e la facoltà che le cariche pubbliche appartenessero ad abitanti della Città, che aveva propri rappresentanti nel Parlamento Siciliano. Polizzi fu spesso luogo di soggiorno di Principi e Sovrani; la contessa Adelasia, nipote di Ruggero, la regina Elisabetta d'Aragona, il figlio Ludovico, re di Trinacria, la regina Bianca di Navarra e l'imperatore Carlo V. Il periodo di maggiore splendore fu quello rinascimentale, spiegabile col fatto che fosse il nodo principale di un sistema viario notevolissimo per l'epoca. Nel '400-'500 vi abitarono famiglie di origine pisana, genovese, catalana, araba, francese. La presenza di molte famiglie nobili fecero sì che a Polizzi fossero presenti tutti gli ordini religiosi e che il paese si arricchisse di chiese e conventi pieni di opere d'arte. La vita culturale era particolarmente fervida, la prima scuola pubblica fu aperta nel 1428 e nel 1572 i gesuiti inaugurarono una scuola di "prime lettere", estesa successivamente ai corsi di studio superiori, fu costruito il primo acquedotto per l'erogazione gratuita dell'acqua a tutti gli abitanti. Del castello di Polizzi rimangono pochissimi resti. Dell'antico Castello, fortificato da Ruggero il Normanno e che in passato ospitò tanti Re e Regine, rimangono oggi soltanto ruderi, di difficile interpretazione perché inglobati in nuovi corpi di fabbrica. Le porzioni murarie apparentemente più antiche sono costruite con pietre di calcare locale, di piccole e medie dimensioni, grossolanamente sbozzate nella loro superficie a vista e legate con malta. Secondo il Lunetta (storico polizzano dell'Ottocento) rimase in buono stato sino al 1820, poi, abbandonato, fu a poco a poco demolito e le pietre riusate per le riparazioni della Chiesa Madre e di alcuni palazzi signorili. Inglobati nei resti del castello vi sono i ruderi della Chiesa di S. Maria del Castello; di essa si ignora l'anno di fondazione, ma presumibilmente dovette risalire al XV secolo. Per mancanza di riparazioni la Chiesa fu interdetta dal vescovo nel 1897 e completamente abbandonata. La confraternita omonima che vi aveva sede si trasferì presso la Batiula.

Fonti: http://www.prolocopolizzi.it/la-storia, https://www.icastelli.it/it/sicilia/palermo/polizzi-generosa/castello-di-polizzi, http://www.polizzigenerosa.it/italiano/arte/monumenti/index.htm

Foto: la prima è di Nicoletti fotografi su http://www.siciliano.it/go-foto.cfm?id=25834, la seconda è di Adriana Cristodaro su http://www.emigratifotosicilia.com/foto_immagini_sicilia/foto_immagini_comune_sicilia.asp?id=2527&id_comune=64&comune=Polizzi%20Generosa%20(PA)&titolo=Ruderi%20del%20castello%20normanno%20con,%20a%20sinistra,%20un%20Abies%20Nebrodensis,%20unico%20in%20Sicilia&vst=1112&page=1

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