martedì 11 maggio 2021

Il castello di lunedì 10 maggio



Cori (LT) - Castello Santa Margherita

Durante i secoli dell'Alto Medioevo Cori subì una profonda decadenza. Si hanno notizie di un'incursione saracena avvenuta nell'832. Le altre notizie storiche della città si ritrovano nel 1114, quando papa Pasquale II concesse la protezione papale al cenobio della SS. Trinità de Cora, insediamento benedettino che sorgeva sui monti di Cori (pochi resti sono tuttora visibile sul monte della Badia). Nel 1167 Cori venne saccheggiata dalle truppe di Federico Barbarossa. Nel 1211 papa Innocenzo III infeudò Cori in concessione revocabile a Pietro degli Annibaldi. Dopo la morte dell'Annibaldi, Cori tornò sotto la sovranità pontificia (1234) e venne dichiarata castellania inalienabile da papa Gregorio IX. Il dominio della Chiesa non impedì comunque lo sviluppo dell'ordinamento Comunale, a metà del Duecento risale il primo statuto cittadino (l'antico palazzo pubblico svolge tuttora funzione di municipio). Come libero comune Cori fu alleata militarmente alla vicina Velletri, i vincoli di aiuto reciproco risalgono almeno al 1207. Durante il medioevo Cori acquisì quell'aspetto urbanistico che ancora oggi caratterizza la sua parte storica: stretti vicoli, piazze, chiese, porticati. Nel 1363, con l'applicazione anche alla provincia di Marittima, delle Costituzioni egidiane l'istituto comunale perse molta autonomia. Agli inizi del Quattrocento Cori fu invasa da Ladislao di Durazzo. Finito tale dominio, nel 1410, Cori entrò definitivamente nei territori della Chiesa acquisendo lo status di feudo del senato romano (il paese donò a Roma una Statua della Minerva del I secolo a.C., ritrovata in quel periodo, che oggi è esposta nella Piazza del Campidoglio; Roma contraccambiò regalando a Cori i colori giallo e rosso ed appunto l’acronimo S.P.Q.R., che impedì alla cittadina di diventare feudo di qualche nobile dell’epoca), tale situazione rimase immutata fino al 1832 quando Cori fu inserita nella legazione di Velletri (eccezion fatta negli anni in cui Cori fece parte dell'Impero Francese). C’è molta storia dietro l’antico Castello di Santa Margherita. Il complesso ricade in una zona leggermente isolata sulla cima di una collina e gode della bellezza della costruzione, confidenzialmente denominata Castello, risultato di una stratificazione architettonica che si è avvicendata nei secoli che vanno dal 1100 alla prima metà dell’ottocento. Il caseggiato nacque per ospitare un monastero, divenendo nei secoli la sede di una tenuta agricola. Venne in possesso di una facoltosa famiglia romana (Dalla Porta), che lo trasformò in un maniero, ricalcando lo schema dei palazzi nobiliari cinquecenteschi, e lo rese residenza estiva. Nei primi anni del 1900 venne acquistato dagli attuali proprietari, che hanno cercato di mantenerne le originarie strutture malgrado le vicissitudini della seconda guerra mondiale. In tale periodo infatti divenne presidio dell’esercito tedesco. L’armonia del luogo è data dal magico connubio tra la costruzione e la natura circostante, tra il panorama e i giardini centenari, enfatizzata dal sapiente restauro, compiuto nel pieno rispetto delle forme originarie e curato in ogni particolare. Oggi ospita un agriturismo.

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Cori, https://www.facebook.com/proloco.cori/posts/2102437649855185/, https://www.castellosantamargherita.it/it/castello-santa-margherita-cori-04010-2235

Foto: la prima è presa da https://www.corriereimmobiliare.com/Vendesi-Castello-Cori/annuncio-243801.html, la seconda è presa da https://www.acanthuscori.it/propriet%C3%A0/cori-appartamento-in-castello/

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