venerdì 12 aprile 2019

Il castello di venerdì 12 aprile




PISOGNE (BS) - Torre del Vescovo

Nel Medioevo fu un importante centro commerciale fra la Valle Camonica ed il Sebino. Pisogne, in epoca romana, era attraversato da un'importante strada romana consolare che metteva in comunicazione Brescia (lat. Brixia) con la Val Camonica (lat. Vallis Camunnorum) costeggiando il lago d'Iseo (lat. Sebinus lacus: da cui il nome della strada) e terminando a Rognum (Rogno). Nell'813 il Vescovo di Verona Rataldo possedeva proprietà in Valcamonica, tra cui Pisogne. Il 10 agosto 1132 Pisogne, tramite una bolla di papa Innocenzo II, venne donata al monastero di San Faustino e Giovita di Brescia. Trovandosi nel mezzo della guerra tra Bresciani e Bergamaschi per la conquista dei castelli di Volpino, nel 1199 fu incendiata e distrutta dai Bergamaschi. Il 6 marzo 1206 la famiglia Avogadro ricevette dal vescovo di Brescia Giovanni da Palazzo l'investituta della corte di Cemmo, Mù, Pisogne e Gratacasolo. Nel 1229 è per la priva volta citato il mercato di Pisogne. Nel 1287 la grande ribellione camuna guidata dai Federici e dei Celeri contro Brescia portò alla devastazione di Pisogne e all'uccisione di parecchi guelfi ivi residenti. A seguito di questo fatto la cittadina venne fortificata tra il XII ed il XIII secolo e concessa alla nobile famiglia Brusati. Nel 1291 Tebaldo Brusati fu proclamato signore della città. Giovedì 19 giugno 1299 Cazoino da Capriolo, camerario del vescovo di Brescia Berardo Maggi, dopo aver visitato le pievi di Edolo, Cemmo, Cividate ed esser tornato a Brescia, giunse a Pisogne per continuare la stesura dei beni vescovili in Valle Camonica. Qui i consoli delle vicinie di Pisogne, di Pontasio, Grignaghe, Fraine e Toline giurarono secondo la formula consueta fedeltà al vescovo, e pagarono la decima dovuta. Confermarono al vescovo di Brescia notevoli privilegi: che gli oneri della difesa del borgo fossero a spese dei pisognesi, che non venisse costruita nella cinta muraria tutim vel domum de batallia seu fortezam, e la concessione dell'esercizio della giustizia civile e criminale. Questa comportava facoltà di infliggere qualsiasi pena agli abitanti di Pisogne. Era inoltre proibito costruire nelle vicinanze qualsiasi tipo di fortificazione senza il consenso del vescovo. A questi patti le Vicinie giurarono fedeltà. Nel 1305 gli Oldofredi sostituirono i Brusati nell'esazione delle decime. Nel 1413 Carmagnola occupò Pisogne. Nello stesso anno si fu risolta la lite tra Pisogne e Pian Camuno per il possesso del Monte Campione. Il 4 dicembre 1462 il comune acquistò dal Vescovo di Brescia Bartolomeo Malipiero tutti i suoi stabilimenti e diritti, eccetto la Torre. Nel 1518 furono condannate al rogo otto streghe. Nel 1665 i forestieri residenti nella Vicinia di Pisogne chiesero gli stessi diritti degli Antichi Originari, ed il Governo Veneto glieli concesse. Il 14 novembre 1727 il notissimo bandito Giorgio Vicario, uno dei più temuti buli della Valle Camonica, nato a Pisogne nel 1695, venne orrendamente assassinato. Nel 1817 venne riempita, con ingente spesa, la palude a nord del paese. Nel 1850 si abbattè sul paese la terribile alluvione del torrente Trobiolo. Nel 1907 Pisogne venne raggiunto dalla linea ferroviaria, ancora oggi funzionante. Il centro storico, piuttosto esteso, è compreso tra i quartieri della “Collaela” a sud e della “Puda” a nord; al centro la Piazza, chiusa ad est dalla chiesa parrocchiale ed a ovest dal lago. Era racchiuso entro mura, le cui porte sono ancora parzialmente visibili: la prima, della quale sono rimaste soltanto le spalle addossate agli edifici, è situata in Via Torrazzo, la seconda porta è posta in Via dei Monti a ridosso delle mura del Parco Damioli, la terza e più recente, in Via Mercanti, è detta Porta Nuova. Partendo dalla piazza, la prima costruzione che colpisce il visitatore è la Torre del Vescovo, un edificio singolare nel panorama camuno-sebino. Non si tratta di una residenza fortificata, una casa-torre, ma di una costruzione nata in particolari circostanze e con altre e precise finalità. La sua posizione segna il limite naturale del lago come doveva essere prima che successivi ampliamenti della piazza e dei porti provocassero l’avanzamento della linea di costa. Per la determinazione del periodo e delle circostanze di costruzione è risultata fondamentale l’analisi del Designamento dei beni dell’episcopato di Brescia in Pisogne, redatto nel 1299. L’operazione, promossa dal vescovo Berardo Maggi, comportò, fra l’altro, il censimento del patrimonio di edifici e terreni della mensa vescovile. Nel testo è descritto per primo il complesso che il vescovo manteneva come propria residenza a Pisogne, nei pressi della piazza, e che risultava costituito da un palazzo e da un palazzetto diroccati, da numerose case ridotte a ruderi, dalla chiesa di San Clemente, usata come cappella privata, e da terreni un tempo usati come broli. Dalla descrizione appare come questo nucleo risultasse molto danneggiato, quasi certamente in seguito all’attacco condotto a Pisogne dei ghibellini della fazione autonomista camuna nel 1288. A fianco del palazzo tuttavia è citato il piede di una torre, identificabile con buona sicurezza con la costruzione qui in esame: ciò fa pensare che la torre fosse in costruzione in quel periodo e che, una volta recuperata la giurisdizione su Pisogne, il vescovo volesse disporre di un edificio da impiegare come deterrente per scongiurare altre aggressioni e come segno per riaffermare la propria supremazia sul luogo. L’episcopato, attorno alla metà del Quattrocento, cedette al Comune tutti i propri beni in Pisogne. In cambio il Comune acquisto e girò al vescovo una cospicua estensione di terre (circa 200 piò, cioè quasi 70.000 mq), a Bagnolo. L’operazione venne conclusa nel 1462, ma la torre fu mantenuta significativamente al patrimonio del vescovo. Solo all’inizio dell’Ottocento anche questa passò al Comune di Pisogne. L’edificio presenta pianta quadrata con lato di poco più di 7 m alla base ed è alto circa 32 m. La suddivisione interna è costituita da otto livelli, dalla quota di terra fino all’altana che regge il tetto. Tutti i livelli hanno dimensioni interne simili, con vani a pianta quadrata di circa 3,70 m di lato. Tale caratteristica suggerisce che si tratti di una costruzione di uso militare: nelle case-torri è quasi sempre usato l’espediente di smagrire i muri al salire della quota, arretrando il paramento interno, per ricavare spazio utile per l’abitazione; nel nostro caso invece lo spazio interno è costante a tutti i livelli e lo spessore murario si mantiene pressoché costante a circa 1,60 m. A ogni livello, tranne i due più alti, prevalgono le feritoie, tutte realizzate con la medesima tecnica costruttiva basata sull’uso del mattone per le arcate sovrapposte all’intradosso. La copertura con tetto è da attribuire a epoche successive alla prima costruzione, essendo dotato l’edificio in origine di una fitta merlatura, come dimostra un affresco quattrocentesco nella vecchia canonica della Pieve in cui la torre compare con parte della cinta muraria di Pisogne. Invece nella pala d’altare di un paio di secoli successiva, originariamente nella chiesa di San Clemente e ora collocata all’interno della stessa Pieve, compare nello sfondo Pisogne, con la stessa torre che mostra una copertura simile all’attuale. È possibile quindi che la modifica sia stata introdotta fra il XV e il XVI secolo quando l’edificio perse la funzione originaria. Con l’acquisizione da parte del Comune è documentata la ricostruzione in legno degli impalcati interni del 1813, ora sostituiti dal recente restauro con strutture in ferro, e, più tardi, la riconversione a campanile per la chiesa parrocchiale sette-ottocentesca, con l’alloggiamento delle campane all’ultimo livello. Dalla Torre del Vescovo si diparte il Vicolo San Clemente che presenta, sul lato est, edifici facenti parte di una struttura fortificata del XIV secolo, dei quali sono visibili le massicce mura con base a scarpata ed il Torricello. Sempre affacciato sulla Piazza, all’imbocco di via Torrazzo, vi è un edificio alla cui base sono visibili imponenti mura medievali. Si tratta del Torrazzo, antica sede del Gastaldo del Vescovo. Altri link: https://www.vertika.it/eventi/, https://www.youtube.com/watch?v=yuGlN8YoAkw (video conriprese aeree di Mario De Lisi)

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Pisogne, http://www.comune.pisogne.bs.it/pagine/storia_arte/centro_storico, scheda di Alberto Bianchi su https://www.visitlakeiseo.info/it/vivi-il-lago/arte-e-cultura/edifici-storici/1251-torre-del-vescovo

Foto: la prima è presa da https://www.assoguidesebino.it/lago-iseo/, la seconda è presa da http://landmarksgallery.it/picture.php?/86

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