giovedì 30 novembre 2023

Il castello di giovedì 30 novembre



SAN CESARIO SUL PANARO (MO) - Torre dell'Orologio

Nel corso dei secoli XII e XIII la corte di San Cesario venne coinvolta nelle lotte di confine fra i due comuni rivali di Modena ghibellina e filo-imperiale e Bologna guelfa e filo-papale. San Cesario era l’avamposto modenese e pertanto dall’anno 1190 diventò un “castello”, cioè un borgo fortificato racchiuso da un profondo fossato, circondato da terrapieni sormontati da palizzate di legno. I bolognesi dal canto loro fronteggiarono San Cesario con i “castelli” analoghi di Piumazzo e Castelfranco. Tutto il territorio, seguendo la sorte di altri centri di confine, fu teatro di sanguinose battaglie che lo resero di nuovo desolato e disabitato, tanto che si legge in una cronaca modenese che “omnes homines aut mortui sunt, aut inde aufugerunt” (tutti gli uomini erano morti o erano fuggiti da lì). Con la battaglia di Zappolino nel 1325, senza che ci sia stato un vero vincitore, si conclusero le guerre di confine poiché si andò affermando nella città una nuova istituzione: la signoria. Nel 1367 iniziò per San Cesario una nuova fase della storia; col permesso degli Estensi, signori di Modena e Ferrara, presero possesso del luogo il capitano Albertino Boschetti, distintosi come esperto soldato, che iniziò l’opera di ricostruzione. Non si trattava ancora di un’investitura ufficiale, che avvenne nell’anno 1404 per concessione ecclesiastica (il territorio infatti apparteneva ancora di diritto alla Chiesa e quindi al Papa), da parte del cardinale Cossa, ma i Boschetti sollecitarono un’investitura ufficiale anche da parte degli Estensi, a cui prestavano servizio come capitani, cosa che avvenne nell’anno 1446 quando il duca Leonello d’Este elevò a Contea San Cesario concedendone la giurisdizione ad Albertino III e ai suoi discendenti” con le ville e i terreni adiacenti”, con tutti i diritti e le facoltà proprie delle investiture dell’epoca. Forti di questa doppia investitura i Boschetti poterono affrontare il lungo contenzioso che nel frattempo si era aperto con i benedettini di San Pietro di Modena, i quali si ritenevano gli unici beneficiari del luogo e rivendicavano il possesso delle terre. Arrivarono comunque ad accordi abbastanza soddisfacenti per entrambi. I Boschetti mantennero la giurisdizione su San Cesario fino all’anno 1796, quando le nuove leggi napoleoniche abolirono tutti i diritti feudali. Continuarono tuttavia anche dopo a mantenere il possesso di molte terre e della loro residenza. Nel 1860 San Cesario divenne un Comune del Regno d’Italia. A partire dal 1368 San Cesario aveva assunto un nuovo e originale aspetto di cui rimangono ancora oggi le tracce. Tutto il paese è diviso in tre parti: la rocca, il castello, il borgo. La rocca, di forma rettangolare, era circondata da un muro dello spessore di un metro e da un ampio fossato. Aveva negli angoli una torre e una quinta torre più grande stava sulla porta d’ingresso a ovest. Di queste cinque torri è rimasta solo quella dell’orologio, mentre si può individuare la base della torre adiacente. Dentro la rocca c’erano la Chiesa, la Canonica, la residenza dei Boschetti (palazzo e rocca) e una caserma con una guarnigione di soldati. Si accedeva alla rocca tramite due porte: una verso est (Piumazzo), costituita da una semplice apertura nel muro chiusa da una grossa catena; l’altra a ovest, ben più importante, sormontata da un’alta torre sotto la quale si apriva un ampio voltone terminante con un ponte levatoio; in questa torre abitava il custode e veniva all’occorrenza adibita a prigione. Uscendo dal ponte levatoio si accedeva al “castello”, cioè il borgo con il perimetro tondeggiante e fortificato da terrapieni e da un parancato, circondato da un fossato; all’interno si ergevano le modeste case di legno. Il perimetro di questo “castello” medievale è ancora chiaramente percepibile nell’andamento dell’attuale via Marconi. Un edificio in muratura chiudeva il castello verso ovest e lo divideva dal borgo, cioè dalle abitazioni che via via venivano costruite sempre più fitte al di fuori della fortificazione. Altro link per approfondimento: https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0800241350,

Fonte: https://www.comune.sancesariosulpanaro.mo.it/servizi/Menu/dinamica.aspx?idSezione=16741&idArea=20889&idCat=8883&ID=16481&TipoElemento=categoria

Foto: la prima è di Paolo Bonassin su https://www.tourer.it/scheda?torre-dellorologio-san-cesario-sul-panaro, la seconda è di mirco su http://rete.comuni-italiani.it/wiki/File:San_Cesario_sul_Panaro_-_Torre_dell%27orologio.jpg

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