lunedì 11 febbraio 2013

Il castello di lunedì 11 febbraio





APPIANO SULLA STRADA DEL VINO (BZ) - Castel d’Appiano in frazione Missiano

Si tratta di una delle più importanti costruzioni difensive medievali dell'Alto Adige. Secondo i principali studiosi, lo sperone era occupato o anche fortificato già al tempo dei Reti, circa duemila anni fa. I più recenti risultati di ricerche archeologiche paiono confermare questo dato. Si innalza su di una ripida parete di roccia ed è caratterizzato dalla imponente torre pentagonale, unica nel suo genere nel Tirolo. Castel d’Appiano fu costruito tra il 1125 e 1130 dal conte Ulrich II che già allora contava tra le più potenti fortificazioni dell’Alto Adige. La precedente sede dei Conti di Appiano era situata nelle vicinanze del paese di San Paolo-Appiano: non se ne conosce la localizzazione precisa, tuttavia è discussa la sua identificazione con Castel Altenburg presso San Paolo o Castel Freudenstein ad Appiano. Le ragioni del trasferimento risiederebbero nella poca sicurezza garantita dal vecchio castello, dal momento che era in corso il conflitto con i Conti di Tirolo, da cui gli Appiano alla lunga sarebbero comunque usciti sconfitti. Nel 1158 i Conti di Appiano fecero un’imboscata ad un’ambasceria papale ed il castello fu oggetto di un attacco di ritorsione sotto Enrico il Leone che determinò la sua distruzione. Ricostruito e passato nel 1315 ai conti del Tirolo, fu da questi concesso come feudo a varie famiglie. Dal 1911 infine, i conti di Enzenberg presero la proprietà di Castel d’Appiano, curandone il consolidamento delle rovine nei punti più a rischio. Gran parte delle mura ed i corpi di difesa del castello risalgono al XVI secolo. Notevoli sono anche gli affreschi nella cappella, tra i meglio conservati del Tirolo. La cappella è una piccola costruzione, a pianta rettangolare, precedente al castello (consacrata nel 1131 dal vescovo di Trento) e inglobata in seguito nella struttura fortificata. Le pitture, risalenti al primo decennio del XIII secolo, mostrano immagini della tradizione locale come per esempio le “mangiatrici di canederli” o anche immagini della caccia. Sono raffigurate anche le famose scene delle “vergini folli”. Fa parte del complesso fortificato anche il cosiddetto “Kreideturm”, una una torre a pianta quadrangolare, circondata da una cortina muraria, che si trova al di sotto del castello (a circa 10 minuti di cammino) di cui probabilmente costituiva un avamposto strategico. Dotata di accesso elevato rispetto al piano di calpestio, ha una seconda apertura con arco a tutto sesto che dava accesso allo scomparso cammino di ronda, ligneo. Rimangono ancora tracce dell'originaria intonacatura bianca della torre, a cui - forse - si deve il nome in lingua tedesca, con cui anche tra gli italiani è nota. Tale nome potrebbe però anche risalire ad un significato originario connesso a segnalazioni a mezzo di fuochi, data la posizione della torre da cui si vedono molti castelli e località distanti anche diversi chilometri. Attualmente le rovine del maniero appaiono consolidate e sono anche state in parte oggetto di restauri, come ad esempio il mastio. Negli spazi interni, ormai all'aperto, si trova un punto di ristoro, presso il quale si possono anche ottenere le chiavi della cappella romanica del castello, tuttora ben conservata. L'accesso al castello, che venne fatto oggetto, durante i secoli, di molteplici aggiunte ed ampliamenti, è guardato verso nord da una complessa serie di corpi di difesa e da torri di guardia risalenti al tardo medioevo. Le caratteristiche di queste le fanno risalire in massima parte al XVI secolo. Al di fuori della cinta muraria propriamente detta, una torre a pianta semicircolare, aperta verso l'interno, è stata costruita in modo da poter ospitare armi da fuoco.  

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