mercoledì 14 maggio 2014

Il castello di giovedì 15 maggio




di Mimmo Ciurlia

CASTROPIGNANO (CB) - Castello d'Evoli
 
E' posto al di fuori del centro abitato ed era da questo isolato da un fossato, successivamente riempito. Domina dall'alto di un costone roccioso la valle del Biferno e il tratturo Castel di Sangro-Lucera. Sicuramente edificato durante il periodo di dominazione longobarda sui ruderi di una precedente fortezza di origine sannitica, successivamente fu ristrutturato e fortificato dai Normanni intorno all' IX secolo, quando assunse forme simili a quelle ancora oggi visibili. Ha una particolarità rispetto a tanti altri castelli molisani, fu costruito non alla sommità del borgo ma nella parte più bassa del centro abitato. Durante il periodo normanno divenne un importante presidio sul tratturo lungo il quale si svolgeva la caratteristica transumanza, di importanza straordinaria per la nobiltà locale che basava la propria ricchezza e quella del borgo su attività armentizie. Dal 1345 sino al 1825, appartenne alla famiglia d’Evoli. Furono proprio loro a progettare i primi lavori di trasformazione nel 1362 su proposta di Giovanni d’Evoli che riedificò il castello sulle strutture già esistenti. Successore di Giovanni fu Andrea che nel 1396 perse il feudo poiché considerato un ribelle dalle autorità di quel tempo. Grazie ad Antonio d’Evoli la famiglia riuscì ad avere di nuovo la proprietà del castello. L’ultimo intervento risale al 1683 ad opera del duca Domenico d'Evoli, ultimo erede della famiglia, come risulta dalla iscrizione posta sul portale di ingresso al castello al di sotto dello stemma di famiglia. Il castello fu abitato fino ai primi del Novecento per cadere poi in abbandono. Oggi la struttura si presenta in forma di rudere, ma rende ancora l'idea della sua importanza nei secoli passati. La planimetria a pianta quadrangolare era caratterizzata oltre che da un cortile interno anche da numerose stanze che erano a disposizione per riporre gli alimenti oppure erano delle stalle per il bestiame sulle quali si affacciavano gli appartamenti. Stando ai documenti rinvenuti, un tempo il castello era dotato di una scalinata a due rampe corredata di una balaustra con colonnine in pietra, realizzata da Silvestri di Sepino. Fino agli inizi del XX secolo erano conservati anche le arcate ed il loggiato interno. E' accertata la presenza di un mastio e due torrioni, uno a difesa della porta principale e uno per vigilare e difendere la parte posteriore. Sui lati a valle si trovano gli ambienti destinati all’uso abitativo mentre intorno, sfruttando la conformazione della roccia, le aree di servizio e la corte. Le cortine murarie presentano una ricca varietà di soluzioni costruttive, realizzate con pietrame calcareo apparecchiato con molta regolarità. Le murature sono costruite a strapiombo sulla roccia, localmente tagliata a gradoni, in alcuni tratti a forte scarpa. Frequenti sono le tracce di buche pontaie e alloggiamenti di barre lignee di rinforzo. L’ingresso è difeso da un vano di guardia con due lunghe feritoie arciere mentre a destra dell’ingresso, è stata aggiunta una balestriera. La struttura del castello è possente. Il lato che si affaccia sul centro abitato impressiona il visitatore per l’imponenza del torrione di difesa e per la signorilità del portale d’ingresso, davvero monumentale. Affascinanti risultano anche i vani sotterranei, che probabilmente ospitavano una chiesa. Affacciandosi dalle finestre che si aprono sul lato del fiume, si è catturati dalla bellezza del paesaggio e si rimane impressionati dalla parete in pietra del castello che per alcune decine di metri si innalza a picco sul dirupo. Tra le numerose leggende legate al castello, la più nota è quella che assegnava alla fortezza 365 stanze da letto: in questo modo ogni notte i proprietari dormivano in una stanza differente. Un altro aneddoto fa riferimento alla storia di una pastorella di nome Fata, la quale preferì fuggire e trovare la morte gettandosi dal dirupo anziché concedersi alla legge dello "ius primae noctis". La cosa misteriosa è che il corpo di Fata non fu mai recuperato. Di tale racconto popolare si ritrova il nome "Cantone della Fata", una grossa roccia sul lato nord del Castello dalla quale si sarebbe gettata la giovane inseguita dalle guardie. Attualmente il castello è di proprietà del comune di Castropignano e può essere visitato su prenotazione. Fonti: http://www.illongobardo.it/news/2013/castelli/castello-devoli.aspx
http://www.moliseturismo.eu/web/turismo/turismo.nsf/0/4CD49E488B31690BC125754C003256B9?OpenDocument
http://www.illongobardo.it/news/2013/castelli/castello-devoli.aspx
http://rete.comuni-italiani.it/wiki/Castropignano/Castello_D'Evoli
http://www.turismolise.it/item/il-castello-di-castropignano-o-castello-devoli-molise/
http://www.morronedelsannio.com/molise/castello_di_castropignano.htm
http://www.mondimedievali.net/castelli/Molise/campobasso/provincia.htm
http://www.viaggiomolise.it/P_124_Castropignano.html
http://www.comunitamontanamolisecentrale.it/Castello_d_Evoli.htm
http://www.molise.org/territorio/Campobasso/Castropignano/Arte/Castelli/Castello_dEvoli
http://www.amicideiborghi.it/borghi_italia/castelli_molise_1/castello_evoli.htm
http://www.casadalena.it/d'eboli.htm
http://www.simolise.com/Itinerario/Castelli/Campobasso/Castropignano/Il-Castello-D-Evoli/15.html
http://www.agriturismolasorgente.it/itinerari/I%20CASTELLI.pdf
http://xoomer.virgilio.it/fabiana/castropignano.html

Foto: di Pietro su http://commons.wikimedia.org e da www.castrumpineani.it

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